lunedì, dicembre 28, 2009

Scelta dei componenti

In questo periodo di pranzi e cene con parenti assortiti, spesso capita di non avere troppo tempo per pedalare, potrebbe essere una buona occasione per ragionare sulla scelta dei componenti migliori per la fissa definitiva.
In una fissa come già ho scritto sovente ci sono pochi pezzi, forse proprio per questo è fondamentale sceglierli con cura ed attenzione.
Grosso vantaggio è che nonostante sia di moda, la trasmissione monomarcia è sempre quella, se comprate una guarnitura, una forcella, una corona potete stare tranquilli che nessuno vi costringerà fra pochi mesi a montare un pacco pignoni ad 11 velocità o deii comandi elettronici o una forcella ammortizzata con una idraulica migliore; anzi, in un mondo dove c'è chi cerca e usa telai e componenti, di 30 e più anni fa, l' "upgrade selvaggio", noto a molti appassionati di BDC e MTB, nella fissa non è che una malattia molto rara.
Nella scelta dei componenti entrano in gioco fattori assoluti e relativi, una guarnitura da pista di alto livello, sarà sempre un'ottima scelta definitiva, se comprate una Campagnolo Record Pista o una Sugino 75, potete stare tranquilli che vi dureranno una vita e non sentirete mai la necessità di cambiarle, al contrario con una sella della forma "sbagliata" potreste trovarvi scomodi, oppure dopo aver provato un manubrio di un tipo potreste voler cambiare tipologia sostituendo un pista con un crono o viceversa.
Meglio quindi scegliere con cura i componenti prima di buttare i propri soldi, fondamentale, anche se spesso non semplice, capire cosa si vuole effettivamente fare con la propria bici.
Continua ...

martedì, dicembre 22, 2009

Sale


C'è neve un po' ovunque in Italia e molti usano e useranno la bici divertendosi non poco.
Un consiglio molto importante.
La neve è acqua ghiacciata e alla bici non fa assolutamente nulla, ma sono all'azione veicoli spargisale per evitare che tutta questa neve si trasformi in ghiaccio rendendo le strade una vera trappola per veicoli di ogni sorta.
Il sale in questione è fortemente corrosivo, per cui vi conviene pulire per bene la bici dopo ogni uscita.
L'anno scorso nei giorni di neve ho usato la Cinelli Urban rat da carico in acciaio, la bici non ha patito, ma il cavalletto economico che montava si è talmente ossidato che dopo qualche mese ho dovuto buttarlo.
Pare sia normale per i bike messenger che operano in città nordamericane dove nevica moltissimo (e spargono enormi quantità di sale) cambiare i movimenti centrali alla fine dell'inverno.
E se possibile evitate di usare preziosissimi componenti da pista d'epoca ...

martedì, dicembre 15, 2009

No Brain Polo


Sono sempre stato dell'idea che nel polo ci vogliono i pedali liberi e il freno, in origine questa bici doveva essere predisposta per il freno dietro, ma poi abbiamo lasciato perdere, come sarà giocare brakeless?
Lo fanno in tanti, forse non sarà il modo più efficace di giocare (negli USA giocano tutti con la ruota libera e il freno posteriore), ma sinceramente chissenefrega, tanto di andare in giro per il mondo a fare tornei non ne ho nè il tempo nè la voglia.
Causa pupame sono stato lontato dalle piste da un po' di settimane, però riesco finalmente a liberarmi ad andare al Ruffini.
Coi cinghietti delle gabbiette belli larghi per poter tirar via il piede senza problemi e non rimanere intrappolato in caso di scontro e relativa caduta, ci va un po' a fermarsi, la bici mi sorprende un po', mi devo abituare, certo fermarsi brakeless con una sola mano sul manubrio cercando di colpire la pallina con la mazza non è proprio facilissimo.
Gli angoli verticali permettono curve molto strette e movimento centrale alto è utile per non raschiare i pedali a terra (cosa normale sulla mia conversione).
Devo dire che alla fine mi piace giocare brakeless, si, forse col freno ero più bravo, o forse no, alla fine l'importante e divertirsi e ho scoperto che con questa bici mi diverto molto di più e ci posso trickeggiare nelle pause di gioco, l'anteriore a raggi è stato sostituito da una vecchia ruota con la protezione montata, non ha senso rischiare di spaccare i raggi a mazzate.
L'unica cosa che non torna è il rapporto scelto, nonostante il 42-19 sia già molto morbido quello che mi manca di più della vecchia bici è il rapporto 39-20, nel polo servono rapporti ridicolmente agili, ma si tratta solo di giocare sui lunghi forcellini orizzontali con un mozzo flip-flop da girare a seconda delle necessità.

giovedì, dicembre 10, 2009

Mercatino di Natale


Mettendo in ordine in box ho deciso che ho veramente troppa roba per cui se vi volete fare un bel regalo di Natale date un'occhiata a questo elenco:

- Telaio pista Sumin 57x56 anni '80 + ss e movimento Gipiemme: 300 euro
- Coppia ruote con Miche pista post Campagnolo pista ant su cerchi FIR medio profilo silver per copertoncino senza pista frenante: 250 euro
- Mozzo eccentrico White Industries ENO fixed/free 130mm 32 fori: 110 euro
- Ruota posteriore con mozzo eccentrico Ehite Ind e cerchio Ambrosio: 150 euro
- Mozzo Miche posteriore nuovo con ghiera da 36 fori: 40euro
- Mozzo OnOne fixed/fixed nuovo battuta 135mm 32 fori: 35 euro
- Coppia ruote Campagnolo d'epoca pista tubolare 40 raggi post e 36 raggi ant: 150 euro
- Ruota posteriore Gipiemme Vintage pista tubolare 36 raggi: 75 euro
- Guarnitura Campagnolo Pista d'epoca 144mm BDC con pedivelle da 172.2mm e corona da 51 denti Campagnolo pista: 200 euro
- Lucchetti Kryptonite nuovi: NY Chain: 80 euro e Kryptolok: 30 euro
- Pedali Campagnolo Chorus on relative gabbiette: 50 euro
- Pedali MKS pista molto usati: 10 euro
- Cinghietti cuoio Silva colori vari nuovi in scatola originale: 20 euro
- Gabbiette Galli alluminio nuove: 10 euro
- Gabbiette Campagnolo Chorus S, M e XL nuove: 20 euro

mercoledì, dicembre 09, 2009

SuperBMX


Il concetto della superBMX ce l'ho da ormai da un sacco di anni, tutto è iniziato quando mi sono preso la Norco 125 della foto, una MTB da street, ovvero un misto tra MTB e BMX.
La Norco, nonostante il telaio in alluminio era una delle bici montate più in stile BMX con un 3 pezzi in acciaio, manubrio anch'esso in acciaio da 22.2mm e attacco da biemme, nasceva col cambio dietro, ma coi forcellini orizzontali, facilmente singlespeeddabile.
Usandola mi sono veramente divertito, ma mancava qualcosa.
La bici mi piaceva molto più della BMX (a dire il vero un po' scrausa) che avevo usato per un po', purtroppo sulle 20" mi trovo veramente male, troppo piccole per il mio 1 e 88 e troppo limitate ai soli tricks, ma era ancora troppo complessa coi freni a disco e la forcella ammortizzata.
Ho iniziato a pensare a creare una BMX con le ruote grosse; quando ho visto su Pinkbike la foto di una 243 racing montata rigida e brakeless ho capito cosa volevo (anche se l'idea del brakeless con la ruota libera mi inquietava non poco).
Poi ho scoperto le fisse e me ne sono subito innamorato, i tricks del giorno sono diventati skids e trackstand, mentre bunnyhop e grind sono stati messi nel cassetto ... fino ad ora.
Una Bianchi Pista o un Cinelli Vigorelli con una 650c davanti e un riser corto non è una superBMX, è una bici da pista malamente riadattata a trickeggiare, ma un telaio in acciaio bello tosto, montato con componentisitica da biemme, si avvicina moltissimo al mio personale concetto di superBMX.
In questi anni ho imparato che amo la fissa e le ruota da 700c, nel frattempo hanno scoperto che le ruote grosse vanno anche bene in MTB anche se lì si chiamano 29", ho conosciuto il polo, che ci puoi giocare con qualunque bici, ma io preferisco le 700c, che una bici da pista non è adatta ai tricks, ma una bici da tricks la puoi montare da pista, fissa e con le ruotone ... e in ultimo ho riaperto un cassetto chiuso da tempo e dopo innumerevoli tentativi per togliere la ruggine e ricordarmi come si faceva ... ho rifatto, dopo 5 anni buoni, spocket grind su una panchina!

mercoledì, dicembre 02, 2009

La prova


Devo dire che avevo molta paura ... e se dopo tutto questo tempo, queste parole, tutti i ragionamenti sulle geometrie, poi non funziona? e se avessi toppato qualcosa? e se fosse instabile, o troppo lenta? se insomma non fosse quello che cerco e voglio?
La bici è stata montata da Mario con dei cerchi Velocity B43 arancio su mozzi Novatec, bisognava avere delle ruote a prova di bomba e i B43 sembravano la scelta migliore, guarnitura Nobrain anodizzata arancio e pedali Odissey.
Mario ha montato un attacco manubrio supercorto e un manubrio low rise, avrei preferito un attacco da 60mm e un rise maggiore, ma questi son dettagli da gestire e eventualmente modificare in un secondo momento.
Dopo qualche aggiustamento di sella/pedali/manubrio e un cambio di pignone e corona per avere un rapporto bello morbido e giocoso, finalmente il primo trackstand fuori dal box; c'è una cosa strana, in surplace senza mani la forcella di alcune bici gira da sola e cadi, in altre sta ferma anche se sposti il peso ... questa sta ferma, e la prima prova l'ha superata.
Esco, vado a fare un salto al miniskatepark di corso Tazzoli, intanto mi diverto a saltare su e giù dai marciapiedi.
La bici è stabile, bella ferma negli atterraggi dei salti, dove il Vigorelli e la Dazzan piangevano un po' questa ne vuole ancora, l'attacco manubrio che sembrava troppo corto è, in realtà, perfetto, la posizione è compatta e aggressiva in perfetto stile street.
La bici è completamente diversa dalle altre che ho provato, nonostante sia in "morbido" acciaio è in realtà molto rigida, proprio come una MTB.
Vediamo come va lanciata in strada, non sono velocissimo, con 42-19 non lo posso essere, ma se spingo sui pedali la bici è "viva", nervosa e gira bene nello stretto, è una vera pista con angoli verticali anche se per l'impostazione di guida sembra più un hardtail da 4X.
Cazzo che bella.
Sono veramente, fottutamente, soddisfatto della "mia" creazione.
PS: lo so dovrei fare un po' di foto, prometto che le faccio al più presto.

lunedì, novembre 30, 2009

L'inizio del progetto trick bike


Tutto è iniziato con "Carriarmati" (http://bicifissa.blogspot.com/2009/05/carriarmati.html), che si concludeva con la frase "Chi ha voglia di spingersi oltre?"; dopo la pubblicazione del post mi ha scritto Mario di Nobrainbikes dicendomi che seguiva il blog da un po' di tempo e che era interessato a creare una bici come quella che volevo io.
Non è stato facile trovare i tubi adatti e soprattutto un telaista disposto a creare il prototipo secondo le mie specifiche e le mie geometrie non convenzionali, per fortuna Mario aveva le conoscenze giuste e soprattutto molta voglia di sbattersi per cui alla fine ha trovato la soluzione ideale ad ogni mia richiesta.
Viste le difficoltà a reperire una testa della forcella unicrown si è optato per una forca a tubi saldati come la Geekhouse, costa di più, ma il risultato è spettacolare.
I tubi sono Columbus da MTB, in grado di sopportare le sollecitazioni del freestyle.
Le geometrie sono un "sapiente" (spero) mix tra il Cinelli Vigorelli che adoro e la MKE Bruiser che ritengo capostipite di tutti i telai da tricks, il tutto condito in salsa MTB street/freeride.
Non è stato facile tirare fuori la combinazione giusta per una bici da tricks/polo e che sapesse anche andare veloce, ma alla fine tutti i numeri sono andati nelle caselle giuste.
Purtroppo proprio per la difficoltà di reperire il materiale, il progetto è andato un po' per le lunghe e per tutta l'estate mi sono dovuto accontentare di poche foto fatta alla veloce e molte telefonate con Mario che nel frattempo stava studiando altri prodotti per la fissa da mettere sul mercato italiano da proporre col suo marchio Nobrain.
Ci è voluto del tempo, ma alla fine fa la bici è arrivata nella sua nuova casa.

sabato, novembre 28, 2009

Aperitivo, arte e bici a Torino


Martedì 1 dicembre sapete cosa fare
http://10cento.blogspot.com/

mercoledì, novembre 25, 2009

Acciai


Il telaio è in acciaio, ma che cosa vuol dire?
Acciaio e basta non vuol dire nulla, di acciai ce ne sono a decine, tutti diversi come caratteristiche e prezzo.
Un acciaio con cui è fatta una bici da bimbo non è lo stesso di quello di una bici da corsa da migliaia di euro, e infatti le bici da bimbo pesano una roba delirante, inconcepibile se si pensa che un bimbo dovrebbe essere in grado di spostarle senza difficoltà e che spesso sono trasportate a mano da genitore, con magari il bimbo in braccio, roba da incredibile Hulk, ma sto divagando.
Dicevamo, a grandi (ma grandi) linee esistono 2 tipi di acciaio per bici, High tensile e Cromo-molibdeno, genericamente abbreviate in Hi-ten e Cromoly.
Il primo è un acciaiaccio supereconomico e pesante, se volete una bici che costi poco da passeggio, può andare, ma per le robe serie bisogna spendere di più.
Come termine di paragone ci sono in giro Grazielle degli anni '70 che funzionano alla perfezione, ma provate a farci qualche sù e giu dal marciapiede sotto casa e le fate a pezzi in pochi giorni, e se avete la mia età sicuramente vi ricorderete di Grazielle aperte in due ai giardinetti, e non facevamo "tricks".
Un acciaio Cromoly a sua volta esiste in decine di varianti, può essere "generico" o "marchiato", i più comuni in Italia (e in tutto il mondo)sono Deda e Columbus, come tutte le cose "di marca" assicurano un livello almeno qualitativo medio-buono.
All'interno degli acciai "di marca" esistono poi varie versioni con diverso livello qualitativo per cui non è che dire "acciaio Columbus" significa automaticamente che è il migliore acciaio che c'è, perchè di acciai Columbus ce n'è più d'uno e, tra l'altro, non è detto che quello che costa di più sia necessariamente il migliore per ogni applicazione (su una MTB meglio andare su qualcosa di più pesante, resistente ed economico piuttosto che un raffinato esile tubo pensato per la strada).
Come fare a riconoscerlo?
La cosa migliore sarebbe chiedere, visto che il produttore dovrebbe specificare il tipo di materiale usato, altrimenti la soluzione più semplice è il peso, più pesa e più il livello qualitativo è basso, tanto per dare un'idea una fissa montata con componenti normali e un buon telaio non può pesare più di 10Kg, se ne pesa 12-13 il telaio è in Hi-ten.

lunedì, novembre 23, 2009

Prototipo trick bike

Ho iniziato ad andare in bici con le MTB e le MTB hanno influenzato il mio modo di concepire la bici, le vecchie pista vintage coi tubi stretti e le congiunzioni, a me sinceramente non piacciono, voglio i tubi grossi, le serie sterzo da 1" 1/8, i telai iperrigidi, voglio della roba moderna ... e voglio essere certo di poter fare di tutto con la mia bici senza paura di romperla.
Per questo ho sempre "sentito" che alla mia conversione Bottecchia da corsa mancava qualcosa, il telaio fletteva troppo per i miei gusti, le geometrie troppo tradizionali, la linea troppo esile, al contrario adoravo la mia vecchia e robusta MTB Kona convertita fissa pure lei.
Ho avuto e usato 2 telai veri da pista, uno degli anni '80 e uno moderno, il Dazzan e il Vigorelli su cui ho fatto veramente di tutto, dalle alleycat ai tricks, ma alla fine mi sono reso conto che un telaio da pista è fatto per andare veloce e basta.
Nonostante i 2 telai siano diversissimi, come materiali, come geometrie, come tutto, hanno in comune l'essere concepiti per pedalarci dentro un catino, finchè si trattava di stare delle ore in surplace e skiddarci fino ad aprire buchi sulla gomma, nessun problema, ma quando si trattava di saltare lo sentivi che imploravano pietà, anche perchè non sono un peso piuma.
Dall'estate del 2008 ho iniziato a pensare ad un telaio concepito per un uso pesante, ma trovare i tubi e soprattutto le teste per le forcelle sembrava un'impresa impossibile.
Nel 2009 finalmente ha iniziato a muoversi qualcosa, qualcuno all'estero ha capito l'esigenza di un telaio "pesante", il Milwaukee Bruiser progettato da Prolly, il primo creato veramente per i tricks, proponeva alcune soluzioni innovative per un telaio da fissa, da sempre pensato solo per la pista.
Innanzitutto tubi in acciaio belli grossi a prova di bomba e forca in stile BMX, ma soprattutto, idea geniale, un tubo orizzontale molto più lungo dello standard per poter utilizzare comodamente attacchi manubrio corti e un generoso passaggio ruota per gomme larghe e comode.
Ho sempre pensato che il Bruiser fosse troppo lungo, una bici per i tricks deve essere compatta e nervosa, l'MKE large, almeno a vedere le geometrie sembra un camion col rimorchio, invece mi piacciono molto gli angoli da pista belli verticali, certo è più facile barspinnare con un angolo di 70-71° come la Charge Scissor, c'è meno interferenza tra ruota anteriore e pedali, ma a questo punto veramente meglio una BMX almeno barspinni senza problemi in ogni posizione.
Insomma avevo perfettamente in mente cosa volevo, ma non sapevo come farlo.

venerdì, novembre 20, 2009

Selle Pivotal



Nella BMX moltissimi usano l'attacco Pivotal, il sistema è semplice, si tratta di eliminare il telaietto in metallo che serve a fissare la sella sui morsetti del reggisella e inserire nella struttura in plastica dello scafo la parte superiore della testa del reggisella stesso in modo da eliminare un bel po' di peso aumentando nel frattempo la resistenza agli urti.
Il tutto si fissa poi al tubo reggisella con una sola vite a brugola a cui si accede dalla parte superiore della sella.
Il problema principale è che si può solo regolare l'inclinazione della sella e non il suo avanzamento/arretramento sul pieno orizzontale come con ogni sistema convenzionale, questo ne sconsiglia il suo utilizzo in situazioni in cui si deve pedalare molto e in cui il posizionamento sulla sella è fondamentale, anche perchè tutte le selle Pivotal attualmente diponibili sono tutte da BMX, piccole e dure, in plastica o con imbottiture veramente minime e rivestimenti antistrappo; insomma roba pensata per non distruggersi dopo ripetuti urti sull'asfalto, ma non certo per starci sopra delle ore a pedalare.
Se volete una bici tuttofare, non è neppure da prendere in considerazione, MA se state montando LA bici definitiva per tricks e polo il sistema pivotal è decisamente da tenere in considerazione.

martedì, novembre 17, 2009

Fibre Flare


Quando ho visto per la prima volta il video pubblicitario della Fibre Flare, mi sono detto: la devo avere.
Da quando l'ho montata praticamente tutti quelli che hanno visto la luce sulla mia bici se ne sono innamorati e hanno chiesto informazioni, di tutto quello che ho usato fino ad ora neppure il Vigorelli aveva suscitato tanto interesse.
La Fibre Flare fa veramente tanta luce, è alimentata da 2 batterie AAA, ha 2 modalità, luce fissa e intermittenti e si fissa comodamente al telaio con 2 cinghietti elastici.
Ce ne sono 2 modelli, uno lungo da mettere dietro, con luce solo di colore rosso e uno corto da mettere sul tubo diagonale in tamarrissimo stile "Fast and Furious" disponibile in verde, blu e giallo.
Stranamente non esiste un modello bianco da mettere anteriormente.
Il sito ufficiale è http://fibreflare.com/, mentre l'importatore italiano è http://www.areab.it/
Per un serio ciclista urbano, fissato e non, una buona luce è fondamentale e la Fibre Flare è la migliore luce posteriore che io abbia visto fino ad ora.

domenica, novembre 15, 2009

Frontocean


L'altro giorno ero a Milano per lavoro e visto che avevo un po' di tempo libero ho fatto un salto da Robi di Frontocean.
La cosa più figa di Frontocean è che arrivi nel momento giusto c'è veramente tutto, se vuoi un pezzo qualunque per la BMX, c'è.
Si, ma che c'entra la BMX con la fissa?
Innanzitutto è la stessa filosofia: un telaio, 2 ruote e solo i pochi pezzi indispensabili, anche se la ruota è libera i freni spesso non ci sono, e, cosa che più amo, quella poca roba che c'è, è assolutamente a prova di bomba.
Per questo amo montare roba da BMX sulle mie fisse, per questo le aziente di biemme guardano con estrema attenzione il mercato della fissa e iniziano a produrre roba dedicata, e infatti una fissa, la Malum di Subrosa, da Frontocean c'era, e nel prossimo futuro arriveranno un po' di altre cosucce carine, ma non ditelo a nessuno ...
Che mi sono portato a casa? L'ennesima coppia di pedali Odissey, questa volta i chamaleon gialli e una sella Shadow Conspiracy Pivotal da montare sul telaio da trick e polo, che mi sono rotto di distruggere selle sull'asfalto.

martedì, novembre 10, 2009

Parole, parole, parole ...

Ci sono certe parole che andrebbero abolite dai cataloghi di bici.
Ha iniziato la prestigiosa Sugino con la "Messenger".
Quando è iniziata la moda della fissa avevano una splendida guarnitura da pista, la 75, un prodotto eccezionale ... ma un po' troppo caro.
Così che han fatto: hanno preso una guarnitura generica economica per corona doppia da strada 130 BCD che avevano a catalogo, ci hanno messo una corona pista da 1/8" e l'hanno chiamata appunto: "messenger", il risultato di questa operazione lo conoscete bene, un enorme successo mondiale.
Così ormai chiunque faccia un prodotto generico similpista ci appiccica una parolina magica sperando in vendite mostruose.
Recentemente il fenomeno si sta moltiplicando.
Guardi l'ennesima pista, dell'ennesima ditta che ha visto che le fisse vendono e non vuole perdere il treno propone un modello uguale uguale ad altre 3-4-25 e più bici in commercio, tocco di genialità il colore "Vintage", che poi guardi le foto ed è ... udite udite: grigio, cioè colore grigio faceva sfigato, invece "vintage" ha tutto un'altro gusto.
Ma il più bello è il modello "trick" di un'altra azienda, già perchè con "trick" si conquista tutto il mercato di ragazzi che vedono tutti i video di freestyle in rete e vogliono imitare tutti i vari LaMarche, Prolly, SuperTed con la speranza magari di conquistare la Julie Eliott.
Che andrebbe bene se il telaio in questione fosse veramente da tricks, peccato che si tratta di un telaio qualunque in acciaio generico con geometrie fintepista, senza rinforzi, con forcella smilza che soprattutto NON barspinna (che è l'unico requisito minimo per fare almeno le manovre base), di "trick" ha solo il nome, complimenti.
Morale, compratevi quello che vi pare, ma, per favore, comprate un prodotto NON un nome!!

domenica, novembre 08, 2009

Larghezza cargo e wideloaders


Mentre cercavo di farmi un'idea sulle bici da carico, senza averne mai provata una mi sono accorto di una cosa.
La bici, inteso come bici "normale" è comoda perchè è stretta e si infila ovunque, in mezzo al traffico, sui marciapiedi, sulle semiinutili minuscole ciclabili torinesi, immaginiamo di avere un triciclo da carico tipo Christiania e la situazione cambia radicalmente, tutti quei passaggi stretti diventano impossibili, per cui mi sono fatto l'idea che in Italia, almeno a Torino una bici da carico deve avere solo 2 ruote.
Quando ho preso l'Xtracycle ho voluto aggiungere almeno un wideloader, ovvero una prolunga per allargare la bici e permettere di portare carichi ingombranti, ho pensato che fosse non dico indispensabile, ma certo molto utile.
Non l'ho montato subito, ma ora che ce l'ho mi sono reso conto di una cosa, nonostante la bici non sia immensa, non si riesce a passare da nessuna parte, mi sono già incastrato 2 volte tra quei pali che mettono all'ingresso dei parchi per non far passare le auto e anche "parcheggiare" in box è diventato un problema.
Insomma le bicione da carico in stile nordico, sono davvero meno pratiche del previsto nel nostro paese, se l'Xtracyle in origine è stato da me scelto per il costo e la relativa facile reperibilità ora sinceramente è l'unica utility/cargo che ricomprerei semplicemente perchè ritengo che le alternative più grosse siano presochè inutilizzabili.

martedì, novembre 03, 2009

Graziella Cargo


Senza dubbio la più attenta, accurata, fantastica, superlativa realizzazione di Graziella Custom, in più è da carico ed è pure fissa!!
Notare il preziosismo della parte anteriore che si smonta e si usa come un normale carrello per fare la spesa.
Tutte le foto del lavoraccio su FGG:
Complimenti.

lunedì, novembre 02, 2009

Luci e lucine


E' arrivato l'inverno e con esso il buio, per cui conviene montare delle belle lucine anche di giorno visto che col cambio dell'ora e col brutto tempo sono indispendabili già a metà pomeriggio.
Tanto per incominciare le luci non vanno messe perchè fa stile, ma perchè servono, quindi lasciate perdere tutte le lucette a singolo Led, come le Knog Frog o tutte le loro imitazioni fatte più o meno bene e cercate qualcosa di GROSSO e visibile che con un leddino solo non vi vede nessuno.
Se proprio siete innamorati delle Knog compratevi un Bullfrog a 5 Led e niente di meno.
Personalmente adoro una vecchia luce Specialized posteriore a ben 7 Led peccato che la staffa su cui si fissa sia impossibile da montare/smontare rapidamente per cui la si può usare su una sola bici.
Da pochi giorni ho una fantastica Fibre Flare che è uno vero spettacolo, comoda e soprattutto supervisibile, decisamente consigliata.
La cosa strana è che andando in bici sulle strade cittadine, di solito ben illuminate si ha la sensazione che le luci siano inutili, in fondo si vede benissimo anche senza, peccato che questo sia valido in bici e non in auto dove la visione è limitata dal parabrezza, dai montanti e dalle luci del cruscotto che annullano la visione notturna del nostro occhio.
Le luci sulle bici non servono per vedere, ma per essere visibili agli automobilisti, che di solito danno per scontato che tutto quello che si trova in strata sia dotato di 4 ruote e un motore, qualcuno concepisce la motocicletta, ma neppure tutti, per cui una bici senza luci o con lucette inadeguate, al buio, attraverso un parabrezza sporco, è totalmente invisibile ... e vi stirano.

giovedì, ottobre 29, 2009

Geometrie da pista e freestyle

Finalmente ho messo il culo su una bici da freestyle come dico io, e per come dico io intendo che l'ho disegnata io.
Ci è voluto un bel po' di tempo, pensavo a questo progetto da circa un anno e mezzo, ma alla fine il risultato è un vero spettacolo, soprattutto non è una bici solo per tricks, non ho intenzione di passar le ore a fare keo spin, un po' perchè non ne sono capace e un po' perchè non mi piace, volevo una bici per saltare giù da scalini e marciapiedi, solida come un carroarmato, veloce e nervosa nello stretto e adesso ce l'ho.
Pedalandola mi sono venute in mente un po' di considerazioni.
Per prima cosa non capisco quelli che fanno tricks su una vera bici da pista, fatta per girare in pista; ok, per un po' ho montato una ruota da 650c e un attacco cortissimo con manubrio riser sul Vigorelli e anche sulla Dazzan, l'ho fatto perchè non avevo altri telai per le mani e per provare a vedere com'era, ma alla fine sono giusto alla conclusione che è una stupidata.
Un telaio da pista con geometrie da pista (o da strada) è pensato per essere usato con attacchi lunghi e manubri da pista 8 o da strada), non attacchi da BMX e risers; il mio telaio ideale dopo attente misure è un 61x58 centro centro, con attacco da 130mm, mettere su un telaio di queste dimensioni, con queste proporzioni uno stem da 60mm o addirittura più corto, non ha alcun senso e sinceramente mi stupisce continuare a vedere fissati che comprano bici con geometrie da pista e magari forcella filettata da 1" per poi impazzire a cercare un attacco a gambo sotto i 90mm e montarci dentro un manubrio da MTB da 25.4 quando è stato creato per un diametro 26mm.
Intendiamoci, potete comprare la bici che volete e montarla come vi pare, se poi state pacioccando sulla vostra prima conversione, provate di tutto, ma se avete intenzione di comprare una fissa specificatamente per tricks/polo/salti e avete intenzione di montarla come una BMX, compratela con geometrie e materiali atti allo scopo, altrimenti prendetene una da pista montateci un manubrio da pista e state lontani dagli skatepark e i campi da polo.

martedì, ottobre 27, 2009

Bici rubata a Mestre


Ieri pomeriggio hanno rubato la bici di Lorenzo in centro di Mestre(VE), la foto è vecchiotta e la bici ora ha il manubrio più corto.
Colgo l'occasione per ricordare che i furti vanno denunciati sempre e subito alle forze dell'ordine, è l'unico modo per dimostrare che la bici è stata rubata.

lunedì, ottobre 26, 2009

A Reason to bike

A Reason to Bike from Brighter Planet on Vimeo.
Sono incappato per caso in questo video che esprime quello che penso io sull'utilizzo della bici in città.
Spesso si cerca di convincere la gente ad utilizzare le bici con delle motivazioni "alte": perchè inquina meno, è meglio per il futuro del mondo, o cose di questo genere, verissime per carità, ma il vero motivo per usare la bici è perchè è divertente.

mercoledì, ottobre 21, 2009

Sul montaggio dell'Xtracycle

Innanzitutto cominciamo col dire che una bici montata col kit Xtra, al contrario di una qualunque bici normale non ci sta in macchina, per cui l'opzione di mettere tutto in auto e recarsi dal locale meccanico non è fattibile, una volta che iniziate dovete almeno rendere la bici pedalabile per poter arrivare dal mecca.
Il montaggio dell'Xtracycle si divide in 3 fasi.
Per prima cosa avendo una bici completa su cui montare il kit bisogna rimuovere tutto quello che c'è dietro ovvero ruota, freno e cambio, ovviamente se partite da un telaio nudo questa operazione non serve.
Il montaggio del kit sul telaio non è difficile, bisogna solo raccapezzarsi un po' tra viti e vitine varie in dotazione; tra: sballare il kit, leggere le istruzioni e montare tutto quanto, ci si mette un'oretta prendendosela very easy, di cui la maggior parte del tempo serve per capire esattamente cosa fare e come farlo, per il resto sono veramente solo 3 viti da stringere.
Dopodichè si tratta di allungare la catena, rimontare ruota, freni, cambio, relativi cavi e guaine e ritarare il tutto; nel kit sono presenti: un pezzo di catena da 6-7-8 velocità, 2 cavi (per freno e cambio) e 2 pezzi di guaina da aggiungere alle guaine già presenti sulla bici di partenza (se avete montato l'Xtracycle su un telaio nudo come nel mio caso vi serve della guaina in più) e un Avid Rollamajig da montare sul cambio per facilitare la cambiata visto la difficoltà del cavo extralong e la curva che è costretto a fare.
Se non avete mai montato una bici la cosa più difficile è ... tarare il cambio :-).

lunedì, ottobre 19, 2009

Next generation polo player


Aspettate solo che tolga le rotelle e poi ... non ce n'è più per nessuno!

mercoledì, ottobre 14, 2009

Freni e cambio


Sono arrivato alla fissa perchè mi ero stufato di MTB troppo complicate per i miei gusti, sono giunto ad avere tutte le bici fisse, 2 senza freni e 2 con un solo freno, indispensabile perchè volevo i pedali liberi da BMX sulla bici portapupo e quella per il polo.
Al mare ho usato per portare il bimbo una pesantissima citybike ammortizzata e col cambio, effettivamente, per portare l'omino da 17 kg anche su moderate e brevi salite, qualche rapportino torna utile.
Quando ho deciso il montaggio dell'Xtracycle mi sono trovato a fare una scelta, marcie oppure no?
Da principio il purismo della fissa mi ha contagiato, ma poi, siamo seri, una bici da carico cambia il suo peso a seconda di cosa ci devi portare, una fissa pesa poco (sotto i 10Kg) e pesa sempre quello, una cargo pesa tendenzialmente tanto (anche più di 20Kg) e facilmente può raddoppiare il suo peso, e oltre, a pieno carico e spingere una bici da 40Kg monomarcia è bello impegnativo, a meno di montare un rapporto ridicolmente agile che sul piano ti sorpassano anche i bimbi sul triciclo.
Per utilizzo cittadino, cargo o non cargo, 27 velocità rimangono però, secondo me, troppe, meglio una solida corona singola davanti e un bel cambio dietro, magari solo a 8v, catena più spessa, economico e facile da registrare (e che avevo già in garage).
E ovviamente visto che è una ruota libera, due bei freni V brake davanti e dietro.
Morale, dopo quasi 4 anni di monomarcia, ho di nuovo una bici col cambio e i freni!!
Nota: visto il carro particolarmente lungo il cambio non ce la fa a tensionare correttamente la catena per cui ci abbiamo aggiunto un tendicatena, penso, da tandem.

martedì, ottobre 13, 2009

L'ignIoranza 2


Qualche settimana fa parlavo con l'agente di zona di una nota ditta di biciclette, discutendo di fisse è venuto fuori che i negozianti non sopportano i fissati, il motivo è presto detto, il fissato medio pivello di solito non capisce un tubo di biciclette e arriva in negozio chiedendo di parti di cui ha letto in rete, di solito non regolarmente importate in Italia come Sugino, e facendo domande idiote.
Un po' i negozianti li capisco e sinceramente ogni tanto sono colpito da tale ignIoranza, intendiamoci nessuno nasce imparato e non conoscere a fondo un argomento non è certo un reato però fare qualche ricerca in rete e leggiucchiarsi qualcosa ogni tanto non farebbe male.
Oggi mi arriva una mail: "Voglio una fissa, ne ho trovata una, so solo che è misura 49, va bene da usare in città?", che è un po' come dire "Voglio andare a correre e ho bisogno di un paio di scarpe, ne ho trovate un paio misura 38, vanno bene?"
Caro amico, puoi anche non sapere NULLA di bici, ma una misura è una misura, se sei alto 1 e 65 comprerai una taglia 49 di bici e una small di felpa, ma come faccio a sapere se una 49 va bene a te?
E poi non dici nulla a parte che è una bici, potrebbe essere una bici da corsa convertita male, una pista vintage preziosissima, un vero affare o un pacco clamoroso, nulla, magari informarsi un po' meglio si evitano anche delle clamorose fregature.Le bici e i loro componenti NON sono tutti uguali.
Recentemente sul mercatino di fixedforum è comparsa una richiesta che non sò definire: "cerco serie sterzo nera", punto basta, "l'importante è che sia nera", poco importa che esistano almeno una decina di tipi di serie sterzo diverse, da 1", 1 e 1/8", 1 e 1/2", filettate, non filettate, integrate, semi integrate, con prezzi che variano dai pochi spiccioli a centinaia di euro, non importa, quello che conta è il colore.
Che va bene volere una fissa a tutti i costi, così come è logico, potendo scegliere, preferire una bici esteticamente bella; se devo montare un telaio da zero e trovo le manopole dello stesso colore dei cerchi sicuramente ci stanno meglio che produrre una assurda accozzaglia di colori diversi, magari evito di mettere il reggisella silver col manubrio nero, però sopra ogni cosa la bici deve FUNZIONARE bene, il telaio deve essere della misura adeguata, il manubrio deve essere quello che trovo più comodo e l'attacco della lunghezza adeguata, altrimenti non ha senso, il collarino reggisella coordinato con i cerchi che contrastano il colore del telaio viene DOPO!

sabato, ottobre 10, 2009

I nottambuli del bike polo


Mentre con la scusa di un inutile corso di aggiornamento ero in Belgio a ubriacarmi di Leffe Brune, "La Stampa" si è accorta che a Torino esiste il bike polo.

martedì, ottobre 06, 2009

Motorini e bici

C'è una cosa che non capisco, aiutatemi per favore.
Venerdì scorso ho preso la bootleg montata con l'xtracycle, mi sono un po' impantanato col montaggio perchè non avevo le guaine per il filo del cambio e mi mancavano dei pezzettini per i Vbrakes (è una cargo per cui ci vogliono le marce e i freni, ma di questo parliamo un'altra volta).
Tant'è con la bici montata temporaneamente singlespeed e col solo cantilever anteriore sono andato a prendere mio figlio all'asilo e siamo andati insieme da Cyclecenter, lì con l'esperta mano di Ovidiu abbiamo finito di montare tutto quanto e dopo un paio d'ore siamo tornati a casa, giusti giusti per cena, Giacomo si è divertito come un pazzo a sistemare una bici che in qualche maniera considera "sua".
Da casa mia/asilo fino da Ovidiu è quasi tutta pista ciclabile, tranne un paio di attraversamenti in cui la pista "sparisce" e ti devi comportare come un qualunque altro veicolo.
Al semaforo ero affiancato ad uno scooter e ho pensato, ma su un motorino un bimbo piccolo non lo puoi portare perchè il seggiolino non lo monti e devi aspettare che il pupo sia abbastanza grande per aggrapparsi al guidatore, sperando che durante il viaggio non si addormenti, altrimenti lo perdi per strada ... e infatti Giacomo al ritorno si è bellamente addormentato :-)
Su uno scooter non ci porti grandi bagagli, ok, magari c'è il bauletto, ma al massimo ci porti una borsina, di sicuro non lo usi per fare spesa, e come qualunque altro veicolo a 2 ruote senza tettuccio se piove ti bagni.
Insomma a parte che cìè un motore che ti permette di non faticare paradossalmente ci sono più svantaggi ad usare un motociclo che un ciclo, almeno in città dove tanto veloce non ci puoi andare.
Allora perchè cazzo il motorino/motociclo/scooter è un veicolo degno di considerazione e la bici rimane un giocattolo che nessuno sano di mente userebbe per spostarsi in città??

venerdì, ottobre 02, 2009

Carrellini portabimbi


In tutta la mia vita fino a 7 giorni fa ho visto un solo carrellino portabimbi in strada a Torino, li aveva tenuti per un po' un negozio in città, di solito ce n'è uno in esposizione al Deca, ma fino ad ora consideravo il carrellino come qualcosa che esiste, ma nessuno usa, almeno da queste parti.
Nell'ultima settimana ne ho visti ben 3 (TRE)!
Aggiungo che 3 anni fa, quando mio figlio ha iniziato ad andare ai giardinetti, vedere una bici col seggiolino portabimbo montato era rarissimo, mentre ora sono una presenza regolare e costante.
Segno che i tempi stanno cambiando, una volta tanto in meglio.
Nota: continua a sostenere che i carrellini sia per portare bimbi che cose varie non siano la soluzione migliore in città, in strada, nel traffico; i 3 che ho visto erano in parchi ben serviti da piste ciclabili.

mercoledì, settembre 30, 2009

Interbike 2009


Dall'Interbike di Las Vegas qualche succosa novità, innanzitutto Profile, mitica ditta di prodotti BMX, ha lanciato spiders e corone splined compatibili con le loro guarniture da biemme; le normali corone di questo tipo sono fissate con un solo bullone per cui sulla fissa prima o dopo si smontano, in questo modo il problema è risolto; poi fisse da tricks in quantità industriali, straps stile Hold Fast di ogni genere presentate da diverse aziende e la solita fiera di componenti colorati.
Foto su:
http://www.flickr.com/photos/41832519@N07/sets/72157622336370005/
http://www.flickr.com/photos/markcosio/sets/72157622463413872/
http://www.flickr.com/photos/huggerindustries/sets/72157622303862905/
http://www.flickr.com/photos/jctdesign/sets/72157622328435931/
http://www.flickr.com/photos/22838436@N07/sets/72157622311575141/
http://www.flickr.com/photos/ellyblue/sets/72157622315203885/
http://www.flickr.com/photos/ellyblue/sets/72157622323782975/
http://www.flickr.com/photos/bikerumor/sets/72157622303581599/
http://www.flickr.com/photos/loosenutswheels/sets/72157622319576557/

lunedì, settembre 28, 2009

EICMA considerazioni finali

Alla fine di fisse ce n'erano, gente che le guardava anche, una fiera italiana con tutte le bici disponibili sul mercato, componenti colorati area di prova e annessa alleycat e torneo di polo attualmente è impossibile, finchè ci sono 2 bici nello stesso weekend due giorni prima dell'Interbike a Las Vegas è già tanto che ci sia qualche espositore (già perchè i grossi a Milano erano presenti fino a lunedì, martedì sbaraccavano e spedivano il tutto in Nevada, un bello sbatto!).
Che c'era a Padova? trovate un po' di foto qui:
http://www.flickr.com/photos/ontherode/sets/72157622418666816/
http://www.flickr.com/photos/abitudinicreative/sets/72157622295544829/
http://www.flickr.com/photos/34072799@N02/sets/72157622445121034/
http://www.flickr.com/photos/crackedboy/sets/72157622286536587/
non ci vuole un genio a capire quanto sarebbe stato bello vedere tutte le bici dell'EICMA e quelle dell'Expobici nello stesso posto, vabbè siamo in itaGlia.
Il mercato è dinamico e i prodotti sono ormai tanti, a volte troppi se pensiamo a quanti telai ci sono in commercio, altre pochi se per contare tutte le guarniture decenti a prezzo umano bastano le dita di una sola mano, spesso "sbagliati" calcolato che l'appassionato di fissa difficilmente si accontenta di un prodotto "chiavi in mano", ma vuole qualcosa di molto personalizzato e particolare.
Alla fine vincerà la selezione naturale, sopravviveranno 3-4 grandi marchi con soluzioni di bici complete montate decentemente a prezzi accettabili e altrettanti piccoli combattivi per la clientela più esigente, gli altri, tutti quelli che hanno messo una fissa a catalogo tanto perchè forse magari la si vende, probabilmente tra un paio d'anni la toglieranno, staremo a vedere.

giovedì, settembre 24, 2009

EICMA report parte 3


Tanti quelli che han fatto le fisse tanto per farle ... e alcuni le han fatte veramente male.
Molte le bici montate con mozzi flip-flop fisso libero col solo freno davanti e nessuna possibilità di montare il posteriore.
Ora, molti fissati girano senza freni, e va bene, molti si montano bici anche a ruota libera con un solo freno, e va bene, MA una bici in Italia deve essere venduta con 2 freni, punto, lo dice la legge, possiamo chiudere un occhio la la bici in questione è una fissa dichiaratamente solo da pista, coi tubolari e tutto, da usare solo ed esclusivamente in velodromo, nessun problema se è un telaio che poi ci si può montare come vuole con o senza freni, ma se è una bicina da passeggio completa con la ruota libera deve avere 2 freni, altrimenti chi la vende è fuorilegge, punto, e di personaggi di questo tipo alla fiera ce n'era più d'uno.
Non sto ad elencarli tutti, ma il numero uno è Rossin, non so cosa mi ha trattenuto dal non insultarli; avevano due fisse anche se esposte in più colori, una a ruote strette col manubrio da pista e una coi gommoni larghi da cruiser col manubrio da cronometro (?), un solo freno, caliper sulla prima, cantilever sulla seconda, nessuna possibilità di metterne un secondo dietro, ma soprattutto un bel mozzo flip-flop con lo SGANCIO RAPIDO su forcellini orizzontali!
Lo sgancio rapido non va bene sulla fissa perchè non si riesce a chiudere con forza come su un asse imbullonato, nessun problema con forcellini verticali e la ruota libera, ma con le forze in gioco sul fisso, skiddando e contropedalando il mozzo può prendere gioco e magari cade la catena e magari il tipo che pedala ha tolto il freno davanti per fare il figo, così si stampa e tanti saluti.
Il quick release può anche andare bene su una conversione autocostruita al risparmio, ma su una bici di serie non lo accetto, è da criminali.

mercoledì, settembre 23, 2009

EICMA report parte 2


Le fisse più appariscenti del salone erano allo stand Nobrainbikes.
NoBrainbikes è un marchio di Celle Ligure, a 2 passi da Savona, che ha deciso di spingere la fissa ... e che fissa.
Così, a sensazione, la Shizzle verde e arancio da tricks è stata la bici più fotografata della fiera, penso che con quei colori l'abbiano notata tutti, un bel progetto, cattivo, coi rinforzi dove servono e gigantesco spazio per barspinnare.
La forca è fatta come la Geekhouse, a tubi saldati, bellissima, anche se purtroppo saldare una forca del genere è come saldare mezzo telaio e fa lievitare non poco il prezzo finale, probabilmente a breve produrranno una forcella più semplice e più economica.
Carino anche il modello più pistaiolo, ok è un telaio asiatico, che era esposto uguale-uguale anche in altri stand con colori e nomi diversi (SAB, Guerciotti, Bottecchia), ma qui c'è la possibilità di scegliere il colore (che è normale se si esce dal giro delle grandi aziende) o di farlo anodizzato con scritte personalizzate laserate, che è decisamente più particolare.
Le bici erano montare con cerchi Velocity B43, componenti anodizzati e la pista con "dildo bars" ovvero quei pornomanubrietti con le estremita arrotondata, disponibili in diversi colori e per tutti gli attacchi (25.4mm, 26mm e oversize) sempre anodizzati.
A breve Nobrain dovrebbe iniziare a vendere i telai e i componenti online.
In una fiera dove il fintovintage imperversava: uno stand con qualcosa di diverso (e comunque un telaio con congiunzioni cromate appeso al muro ce lo avevano pure loro).

lunedì, settembre 21, 2009

EICMA 2009 report parte 1


Nel minireport dell'Eurobike ho scritto che la bici più bella delle fiera, almeno stando alle foto su flickr, era la De Rosa Scattofisso, domenica l'ho vista all'EICMA.
La Scattofisso era una delle poche bici montate bene, con componenti seri, pecca la forcella in carbonio verniciato, la STESSA forcella di Vigorelli, Mystic e metà delle bici in circolazione, prezzo 1800 euro solo il telaio, chiedo informazioni e parlo con un tipo simpatico e disponibile che non si altera minimamente quando gli dico che costa troppo, la forcella è economica e che il nome "scattofisso" è scontato; anzi senza problemi mi da ragione, si la forcella è economica, ma in acciaio veniva a pesare troppo; mi fa vedere i forcellini e mi fa notare una serie di dettagli, poi parliamo del NAHBS (la mostra dei telaisti nordamericani) e mi dice che il telaio è più un esercizio di saldature sui quei forcellini che un vero prodotto da vendere, poi mi fa: "questo telaio lo abbiamo fatto anche in titanio, abbiamo preferito non esporlo, vieni che ti faccio vedere" e mi porta nel ripostiglio dove toglie dal pluriball un telaio immacolato in titanio, bellissimo e fottutamente leggero, mi descrive le differenze costruttive, parliamo ancora un po' di fisse e poi ci salutiamo con una stretta di mano, sarei rimasto li tutto il giorno.
A contraltare per la serie "ditte blasonate" la Colnago Super, bici completa da 1200 euro, carino il telaio, nulla di che, ma il montaggio è uguale a quello del Langster da 500, anche peggio, i cerchi sembran quelli generici da citybike, anche qui decido di dire la mia "bella, ma è montata supereconomica", la risposta spocchiosa è "ma lei compra il telaio o i componenti?", "se è disponibile a catalogo SOLO la bici completa mi tocca comprare anche il montaggio, altrimenti aveva più senso vendere il solo telaio", "si forse, vedremo, l'abbiamo montata come sfida, e mi fa vedere una bici completa da corsa con peso inferiore ai 5kg, vede quella è un'altra sfida le bici si possono montare come si vuole", cosa c'entra? niente, vabbè lasciamo perdere che me ne vado.
Da De Rosa mi sono sentito a casa, 2 appassionati che parlano di bici, da Colnago evidentemente dovevo inchinarmi, apprezzare la magnificenza dei telai e non proferir parola, siccome non è quello il mio normale approccio evidentemente non sono stato gradito.
Prima della fiera mi piaceva Colnago e conoscevo poco De Rosa, ora la mia opinione è molto cambiata.
Nota: per tutti gli appassionati di telai da Keirin made in Japan ricordo che il sig. Nagasawa ha imparato a saldare in Italia da De Rosa.

giovedì, settembre 17, 2009

EICMA Milano 2009


Come ho già scritto, l'EICMA sarà una fiera a metà, anche meno, molti marchi saranno a Padova, molti altri non ci saranno neppure.
Tra le due fiere, guardando gli espositori si può dire che Milano è più orientate verso la corsa e Padova verso la MTB, per cui volendo visitarne solo una, la prima dovrebbe essere per noi fissati la più interessante delle due.
Che ci sarà da vedere a Milano? Campagnolo, Colnago, Bianchi, Deda, Miche, De Rosa, Olmo, Vittoria; vi segnalo anche un marchio nuovo nel mondo della fissa: Nobrainbikes che presenterà un bel po' di cosette interessanti.
Consiglio da Charlie: "vorrei darvi una dritta. se venite in fiera a Rho in macchina , potete usare un semplice escamotage. potete parcheggiare gratis, dico GRATIS a Pero, che è il paesino prima, e prendere la metro per una fermata al costo di euro 1,20.bella per tutti"

mercoledì, settembre 16, 2009

Peugeot Bike Polo




Dopo Ford, Mercedes, Smart un'altra auto (vabbè, auto, una cosa a motore su 4 ruote) usa la fissa per le sua pubblicità, solo che mentre fino ad ora la bici era una fugace apparizione ora il protagonista dello spot è una partita di bike polo, la cosa che mi stupisce di più è come il polo venga rappresentato come uno sport normale che ogni telespettatore che si sorbisce la pubblicità in tv conosce e apprezza.
La fissa è definitivamente passata da un'attività di nicchia ad uno sport commerciale?
Attendiamo con ansia il momento in cui una partita di polo andrà in prima serata su RAI 1.

martedì, settembre 15, 2009

Nicchia e mainstream


Che le fisse non siano più di nicchia non ci vuole molto a capirlo, ora tutti fanno le fisse e tutti (vabbè quasi tutti) le vogliono.
Qualcuno rimpiange i vecchi tempi (cioè 3-4 anni fa) quando la fissa era misconosciuta, non si trovavano i telai se non nei polverosi retrobottega di negoziettti che vent'anni prima avevano una squadra che correva in pista.
Con un po' di fortuna sui potevano fare affari d'oro e avere un pezzo di storia, ora basta scegliere il fabbricante che stà più simpatico e il colore per avere una fissa bella e pronta chiavi in mano.
Sinceramente non rimpiango per nulla la spasmodica ricerca di un telaio in acciaio da convertire taglia 60 e neppure le corse da solo, unico fissato torinese.
Preferisco ora, che posso comprare quello che voglio senza tanti sbatti, che posso giocare a polo tutte le settimane, che se ho bisogno di un pezzo al volo magari lo trovo tranquillamente a Torino, oppure comodamente online e in pochi giorni ce l'ho a casa.
Della fissa mi sono innamorato anni fa quando c'erano al massimo 50 fissati in tutta Italia e continuo ad amarla ora perchè la fissa è sempre quella, un pignone solidale col mozzo.
Mi piace vedere nuovi prodotti perchè la fissa e geniale, ma la maggior parte di quello che c'è è pensato per la pista e non per la strada, a volte è perfetto, a volte meno, per questo preferisco telai moderni pensati e ripensati per un uso cittadino piuttosto che telai progettati 30 anni fa per girare in un catino di legno, mi incazzo quando vedo azienda proporre sempre la solita roba fatta in serie tutta uguale e spacciata con l'etichetta "vintage" e mi entusiasmo quando qualcuno fa qualcosa di nuovo e innovativo.

lunedì, settembre 07, 2009

Eurobike 2009


L'anno scorso si erano viste tante fisse e MTB singlespeed, quest'anno di fisse ce ne sono tante, la più bella forse è la De Rosa Scattofisso (che fantasia); penso di non sbagliare affermando che ormai TUTTI i fabbricanti italiani hanno uno o più modelli di fissa sia essa più da velodromo, da città o vintage.
Quello che mi ha stupito è vedere su flickr così tante bici da città di ogni tipo, da quelle da passeggio alle cargo più o meno estreme, segno che la bici stà sempre più diventando un mezzo di trasporto e non solo un attrezzo sportivo.
Un po' di foto le trovate qui:
http://www.flickr.com/photos/anabananasplit/sets/72157622210384504/
http://www.flickr.com/photos/jjatssdotnl/sets/72157622242808720/
http://www.flickr.com/photos/stefanhahn/sets/72157622144955935/
http://www.flickr.com/photos/baronvonwillig/sets/72157622145580757/
http://www.flickr.com/photos/therideprojekt/sets/72157622140204871/
http://www.flickr.com/photos/henryinamsterdam/sets/72157622133908745/
http://www.flickr.com/photos/fixedgearlondon/sets/72157622142062883/

venerdì, settembre 04, 2009

Arrivato l'Xtracycle


Ci è andato un po' ma alla fine la scatola dell'Xtracycle è in garage.
La scatola è partita dal distributore tedasco il 13 agosto con DHL, il 14 era in Italia e da li il crucco, giustamente, se ne lava le mani.
Col codice datomi da USED, sul sito DHL italiano il pacco risulta consegnato senza successo il 18/08, peccato che non han lasciato nulla, per avvisare che eran passati, col numero cliente 199 a pagamento non ottengo nulla perchè vogliono il codice spedizione a 10 cifre e quello che ho io è a 12, cerco su Google il numero della sede di Torino e telefono, il tipo con cui parlo dice che per ogni informazione devo sentire l'199, ma comunque di solito provano una volta sola a consegnare perchè passare la seconda costa troppo, se il pacco non è stato rispedito al mittente probabilmente è a Settimo Torinese.Non mi resta che andare fino a Settimo.
Subito mi viene detto che se è stato spedito con DHL in Germania probabilmente adesso ce l'ha SDA; no, e ora come faccio?, però secondo me ce l'avete voi perchè dal sito DHL risulta che l'avete provato a consegnare voi.
Nel sistema interno il numero non c'è, proviamo ad entrare sulla pagina di internet come normale cliente ad inserire il codice tedesco e otteniamo le stesse info che avevo trovato io a casa.Bene, dovrebbe essere a Settimo, ma dove se questo codice non risulta?
Per fortuna anche questo impiegato è disponibile e ha voglia di sbattersi, prova un po' a mettere dei codici e per puro culo (parole sue) finalmente trova il pacco, finalmente, lo va a prendere, solite firme e l'Xtra è finalmente in mano mia.
Il prodotto fa una strana impressione, sembra piuttosto "scarno", i pezzi sono semplicemente messi all'interno di uno scatolone di cartone, senza particolari protezioni, peccato perchè lo snapdeck in legno si è leggermente scheggiato.
Il libretto di istruzioni è in cartoncino riciclato, c'è qualcosa di strano in questo pacchetto, qualcosa che non mi torna.Di solito quando mi capita in negozio di tirar fuori una bici nuova da uno scatolone, c' sempre un po' l'effetto "natale", le bici nuove, anche se beceramente economiche son sempre bellissime, di quello che non funziona, se son buone o fan schifo te ne accorgi solo quando monti la ruota anteriore e regoli freni, cambio, sella e manubrio.
Il libretto di istruzioni è sempre una cosa in bianco e nero con fredde istruzioni che finisce subito nell'immondizia.
Questo invece l'ho letto, un po' per capire come diavolo si monta questo coso e un po' per curiosità, il tono è scherzoso, ci sono consigli utili su come guidare una bici con l'Xtra, cose intelligenti e poi molta è l'attenzione all'ambiente.
Questi tipi sanno di aver fatto un prodotto semplicemente geniale, tutti i commenti su forums e blogs sull'Xtra sono entusiastici e sapete che vi dico, sono entusiasmato anch'io.

martedì, settembre 01, 2009

venerdì, agosto 28, 2009

1200 Dollari

Vi ricordate questo video?

Bellissimo, vero?
Wonka gira su un prototipo Gorilla fatto a mano, in teoria non in commercio, ma su forum USA si parlava di prezzi intorno ai 1200 euro per il solo telaio.
Ecco, il telaio "anima d'acciaio" da 1200 dollari, la cui forca originale era già durata ben poco, presto sostituita da una DMR da dirt jump, ora sta messo così:

ce nè già uno nuovo, con un bel rinforzo sulla zona sterzo, vediamo quanto dura ...

giovedì, agosto 27, 2009

Come volevasi dimostrare ..


Come avevo previsto Cinelli espone solo all'Eurobike, più visibilità internazionale
l'allucinante elenco espositori lo trovate sul sito
come termine di paragone l'elenco espositori di Milano è:
mentre a Padova trovate:

lunedì, agosto 24, 2009

Fiera della bici 2009

Una volta c'era la fiera del Ciclo e Motociclo a Milano, poi è diventata solo del Ciclo, poi l'han spostata a Rho e poi han deciso di farla a novembre, alla fine è diventata una farsa, prezzi carissimi, per gli espositori, per i visitatori e anche per il parcheggio, tanto che l'ultimo anno è stata disertata praticamente da tutti.
Proprio l'anno scorso a Padova si è tenuta la prima edizione di Expobici, più piccolina, prezzi contenuti, tutto sommato un successo.
Quest'anno la Fiera di Milano ha cambiato registro, di nuovo a settembre, prezzi molto più bassi sia per esporre che per entrare per combattere la concorrenza di Padova.
Quest'anno ci saranno 2, dico 2, fiere della bici in Italia una a Milano e l'altra a Padova e, udite, udite, negli stessi identici giorni, dal 18-19 al 21 settembre!
Giocoforza le aziende, salvo pochissime eccezioni, esporranno solo ad una fiera, molti grandi big esteri, ma anche colossi italiani come Cinelli, Selle San Marco e Selle Italia (che non risultano sulle liste degli espositori), non esporranno proprio in Italia.
Molti andranno solo all'Eurobike di Friedrichshafen, l'unica fiera europea degna di questo nome, non a caso il sito della fiera Eurobike quest'anno è anche in italiano.
Oltretutto l'Eurobike si terrà quest'anno dal 2 al 5 settembre, quindi potrete vedervi tutte le novità in rete comodamente seduti davanti al pc a partire dall'inizio del mese, cosa facilitata dal fatto che tutta l'area fieristica è servita da rete wireless (questo è essere avanti!).
Nell'era di internet, piaccia o non piaccia, le persone preferiscono stare davanti ad un monitor piuttosto che spostarsi, se si spostano ci deve essere un valido motivo, una fiera con pochi espositori e poca "trippa per gatti" sarà disertata dai più.
Risultato: ben pochi appassionati andranno a entrambe le fiere italiane, quelli che andranno, visiteranno solo una delle due, quella più comoda, in cui sarà però esposto ben poco, non certo per colpa degli espositori, ma degli organizzatori.
Alla fine nella "guerretta" tra Milano e Padova, vince internet e Friedrichshafen e perdono gli appassionati e le aziende italiane.

mercoledì, agosto 19, 2009

Prototipo


La fissa urbana è nata col recupero di vecchie bici da pista o con conversioni su telai degli anni '80, tutta roba in acciaio con tubi stretti, congiunzioni, serie sterzo da 1" e attacchi manubrio a gambo.
Forse per questo molti fissati sono legati a questi standard e le aziende cavalcano questa moda riproducendo materiale "d'epoca" vedi Cinelli con la Supercorsa, la Unicanitor, Selle San Marco con le Regal e Concor, ora anche Selle Italia con la Turbo, un po' tutti i produttori grandi a piccoli di telai, bici e componenti producono modelli "Vintage".
Riproporre cose vecchie è un successo sicuro, non si può sbagliare e soprattutto è facile, in giro in Italia è pieno di telaisti che facevano telai in acciaio 30 anni fa e, se sono ancora in attività, non hanno problemi a rifarli uguali uguali.
Quello che è difficile è fare qualcosa di non convenzionale.
Non è facile trovare un telaista che faccia un telaio da pista, con tubi e rinforzi da MTB, con battura 120mm da pista, ma con un carro corto dove ci stiano gomme da 30-35c, anche solo trovare qualcuno che faccia una forcella unicrown da 1 e 1/8" con rake e altezza giusti è un bel casino.
E' difficile perchè è una cosa che non vuole nessuno, perchè vuoi mettere il fascino del "vintage"?
E poi si può fare un telaio similvintage da freestyle che barspinni, si certo checcivuole basta fare le forca un po' più lunga e con meno rake e il gioco è fatto, costruire un carroarmato, la bici definitivaper usi "pesanti" è molto più difficile.
E' da più di un anno che voglio fare un telaio "senza compromessi" con le mie geometrie e le mie specifiche ...

martedì, agosto 11, 2009

Cargo e Xtracycle Kit

The Original Longtail Xtracycle from Xtracycle on Vimeo.

Sono affascinato dalle biciclette da carico, non ne ho ancora comprata una per 2 motivi: le bici belle, veramente da carico costano un botto e non sono sicuro che siano così utilizzabili in una grande città come Torino.
Il vantaggio principale della bici nel traffico è che è piccola e leggera, per cui non ha problemi a muoversi in mezzo alle macchine, nei parchi, nelle strette ciclabili cittadine e anche sui marciapiedi.
Prendi un triciclo Christiania scopri di aver speso più di 2000 euro per un cassone che pesa più di 30Kg, largo quasi come un'automobile che rischia di rimanere bloccato nel traffico esattamente come un'automobile.
Mi sono fatto alcune idee sulla bici cargo ideale per una grande città.
Innanzitutto deve avere solo 2 ruote (quindi niente tricicli e quadricicli), deve essere accettabilmente leggera in modo da poterla sollevare e relativamente compatta per potersi muovere agevolmente nello stretto (il che mette fuori gioco tutti i carrellini).
Tutte queste considerazioni su peso e dimensioni valgono pedalando nel traffico, ma anche semplicemente per il parcheggio, mentre con una bici normale posso salire sul marciapiede e legarla al primo palo che trovo, con un triciclo mi tocca cercare uno spazio abbastanza grande dove metterlo, cosa che a seconda delle situazioni può rivelarsi un problema non indifferente.
Un'ottima soluzione potrebbe una bici come quella che usano i postini delle Poste italiane con portapacchi enormi davanti e dietro, ma a questo punto si può ottenere qualcosa di molto simile semplicemente dotando una qualunque bici di appositi partapacchi.
Rimangono 2 possibilità di bici seriamente da carico a 2 ruote, un frontloader come il Bullitt o un longtail come il kit Xtracycle.
Il Bullitt è bellissimo, è lungo, ma il peso è accettabile, anche se non leggerissimo, sui 24Kg nudo, sempre meno dei 35 kg circa di un Long John o un Bakfiets, purtroppo costa la "bellezza" di 1800 euro il modello base più 200 euro di spedizione dalla Danimarca, a cui andrebbero aggiunti altre 200 e rotti euro per il cassone anteriore; un po' impegnativo per una bici mai vista dal vivo.
Dei miei amici che l'hanno provata a Copenhagen dicono che è bellissima e comodissima ... sulle ciclabili danesi, a Torino potrebbe risultare un po' ingestibile.
Il Kit Xtracyle esiste da un bel po' di anni, ha molto successo negli USA, perchè è molto flessibile e permette di riciclare facilmente una vecchia bici, è vero, non costa pochissimo (sui 450 euro il kit base), ma se permette di usare meno l'automobile i soldini si recuperano rapidamente.
Il vantaggio principale dell'Xtra è che la bici rimane una bici "normale", il Kit accessoriato pesa meno di 5Kg, a meno di non montarlo su una bici in ghisa è impossibile sforare i 20Kg di peso totale.
L'Xtracycle è alla fine la soluzione migliore? Ve lo dico quando mi arriva.

venerdì, agosto 07, 2009

Regole d'oro per il fissato moderno (parte prima)


Ovvero quello che non potete non fare se volete essere un vero fissato.

1- Aprire un sito o un blog, si può fare anche se non avete ancora la fissa, se non sapete cosa scrivere basta ripostare quello che trovate sugli altri blog in rete
2- Assolutamente NON montare i freni e sostenere che la fissa ha senso solo se brakeless, non importa se non sapete come fermarvi, l'importante è apparire, se non riuscite in alcun modo ad infilare i piedi nelle gabbiette, piuttosto usate i pedali liberi anche a rischio della vita.
3- Affermare continuamente che non c'è nulla di superiore a correre nei velodromi (anche se non ci avete mai messo piede dentro), possibilmente lasciando intuire un passato da pistard, raccontando di parenti che han corso con Maspes e fotografando la vostra bici davanti al Vigorelli.
4- Snobbare i tricks, gli skids, etc. come inutili giochetti insensati con una fissa; in questo modo entrerete subito nell'elite dei pistard urbani e nessuno si accorgerà che fate fatica a stare 20 secondi in surplace (che è un trick e a voi i tricks non piacciono)
5- Bollare alleycat, premi, sponsor, etc (BFF compreso) come inutili americanate che sviliscono la purezza della fissa urbana, ottima scelta perchè in questo modo non dovete rischiare di mettere in gioco la vostra credibilità partecipando e soprattutto non vi dovete sbattere per organizzare cose ed eventi.

ogni riferimento a persone reali NON è puramente casuale
Nota: come al solito questo genere di post scatena i soliti commenti, ricordo che insultare nascondendosi sotto un "Anonimo" non è precisamente segno di coraggio e "palle".
Evidentemente se da così fastidio che io scriva certe cose vuol dire che ho ragione.

martedì, agosto 04, 2009

Tutti pazzi per il polo

Bike Polo scene from "What Happens in Vegas" from Ken Stanek on Vimeo.
A quanto pare il polo sta veramente prendendo piede in Italia, ormai si inizia a giocare un po' dappertutto.Sinceramente non pensavo che il polo piacesse così tanto, ma in effetti se ci si pensa un attimo non è difficile capire il perchè di questo successo.
In un paese dove il calcio piaccia o non piaccia è lo sport più diffuso, qualunque attività che comporti 2 squadre, una palla e 2porte dove segnare dei goals è nel DNA di ogni itaGliano medio, aggiungiamo che sempre il solito itaGliano medio adora guardare lo sport più che praticarlo, e il polo è anche divertente da vedere, e il gioco è fatto.
Le alleycat son fighe, ma non si possono organizzare ogni weekend, in più sono illegali e pericolose, e per il pubblico c'è ben poco da guardare.
I tricks sono divertenti, ma evidentente non piacciono più di tanto; d'altra parte passare interi pomeriggi a provare e riprovare le stesse manovre può essere piuttosto smaronante.
Il polo è bello perchè chiunque, con qualunque bici, può giocare e divertirsi da subito: è estate e trovare una pista da pattinaggio o semplicemente una striscia di asfalto libera non è difficile, basta costruire un po' di mazze (che poi fatta la prima partire con una produzione di massa è un attimo) e trovare una pallina da hockey.
E se non giochi perchè non sai, non hai la bici adatta puoi sempre passare a bere una birra e farti 2 chiacchiere.
D'altra parte ci gioca (anche se sull'erba) anche Cameron Diaz in "Notte Brava a Las Vegas" ("What Happens in Vegas").

giovedì, luglio 30, 2009

Problematic feat. Dj Gammy feat. 10CENTO

"The Problematic Mixtape II" - Video Preview. from Alberto Chimenti Dezani on Vimeo.

A settembre poi facciamo una clinic di trackstand che quelle mani contro i muri non si possono vedere, per il momento scaricatevi il mixtape da ascoltare in spiaggia.
http://pmaticblog.blogspot.com/2009/07/problematic-mixtape-2-out-now.html

martedì, luglio 21, 2009

Polo helmet cam

Vedere le partite di polo su Youtube o Vimeo non rende quello che veramente è il bike polo.
Se non avete ancora giocato e volete veramente farvi un'idea, ho scovato quello bellissimo video girato in parte con telecamera sul casco girato in occasione del North Side Bike polo Invitational 2009.
Dopo il minuto 4:56 diventa un po' inutile, ma quello che c'è prima è, secondo me, uno dei migliori filmati di polo in circolazione.

lunedì, luglio 20, 2009

Charge Lazy Susan


Charge qualche anno fa era la classica dittarella inglese di MTB, pochi solidi modelli senza tanti fronzoli, tagliati per il mercato interno, crosscountry e dirt jump.
Poi sono usciti con una fissa, nulla di particolare, nello stile della ditta.
All'inizio l'accoglienza è stata freddina, ma poi è arrivato Superted e si è visto che la Plug era bella solida, Charge aveva già a catalogo una forca rigida da dirt e voilà, subito pronta una bella freestyle barspinnabile, solida e robusta.
Il mercato inglese è molto ricettivo per la fissa e Charge ha iniziato a puntare non solo sul fango, ma anche sull'asfalto, sono arrivate bici più corsaiole, componenti fluo, e non ultimo la Scissor da tricks progettata insieme a Lamarche e Superted.
Ora leggo la presentazione dei nuovi modelli 2010 in cerca della versione definitiva della Scissor e chettivedo?
Una bella bici da fanciulla, la classica olandesina, "Susanna la pigra", pedalata da Julie Eliott, nulla di innovativo, ovviamente, ma solo pochi anni fa sarebbe stato impossibile vedere una bici del genere fatta da una ditta di MTB.
Non sarà la bici più figa, veloce, cattiva del mondo, ma è l'indicazione che finalmente le ditte han capito che le bici da città, tutte le bici da città, dalle fisse a quelle da passeggio, hanno senso e soprattutto si vendono, tanto che addirittura il colosso Specialized ha da poco creato una divisione esclusivamente dedicata alle bici da città denominata "Globe".

venerdì, luglio 17, 2009

Fixè


Cream è la mia rivista di BMX preferita, anzi no, è la mia rivista di bici preferita; non si perdono in test fasulli di nuovi prodotti, le bici passano quasi in secondo piano rispetto alle persone che le pedalano, da ogni foto, ogni parola traspare prima di tutto la passione e l'amore per la BMX in ogni sua forma.
Tempo fa avevano fatto un articolo sulla fissa, ora si sono superati e hanno pubblicato un numero speciale tutto dedicato alle nostre biciclette preferite.
Se riuscite a trovarlo io vi consiglio di comprarlo.

giovedì, luglio 16, 2009

Fissa e pista


Gironzolando in rete sul blog di bike jerks ho trovato questa fissa da "strade bianche" montata con gomme da ciclocross.
Cx, tricks, polo, quelli di MASH ci hanno anche corso il tour della California, ormai le bici fisse fanno tutto, e specie quando si parla di freestyle c'è sempre qualcuno che commenta "fare queste cose su una bici da pista non ha senso".
La mia risposta è "chi ha detto che una bici a ruota fissa è "da pista"?".
La ruota fissa è un sistema di trasmissione, punto, è usato su tutte le bici da pista, ma anche su tutti i tricicli da bambino, statisticamente parlando ci sono in giro molti più tricicli che bici da velodromo, per cui è sicuramente più corretta l'equazione fisso + brakeless = triciclo per bimbi da 1 a 2 anni; azzardo che ormai ci sono più fisse in giro per le città che negli ovali, per cui basta con la cosa che la fissa è per forza necessariamente da pista.
Oltretutto se la fissa è sinonimo di pista qui andiamo male perchè di gente che legge questo blog e gira effettivamente, seriamente, su pista e solo su pista ce n'è ben poca.
Certo si potrebbe trickeggiare meglio su una BMX, andare per strade sterrate con una MTB, ma anche correre più veloci su asfalto con una bici da corsa col cambio e gironzolare più comodamente in città su una citybike, magari una bella olandesina con cestino di vimini (che per inciso io uso regolarmente perchè è una figata per fare commissioni).
Se si usa una fissa è perchè piace di più, allora lasciate che la gente ci vada in giro nelle piste vere, tra i binari del tram, negli skatepark e nelle pista da pattinaggio, perchè è divertente.

martedì, luglio 14, 2009

Anima d'acciaio

Anima D'Acciaio Trailer Ver5.1 from Cinecycle on Vimeo.

La tradizione si sposa col freestyle, un telaio creato con cura ed attenzione per uno scopo ben preciso, perchè fare una cosa bella e che funziona è meraviglioso.

lunedì, luglio 13, 2009

Messenger Bags


Spesso capita di dover trasportare delle cose in bici, a volte è più comodo evitare di montare portapacchi e cestini vari sul telaio e usare una borsa a tracolla o uno zainetto.
Piuttosto diffusa per l'utilizzo ciclistico è la borsa da messenger a tracolla anche se esistono modelli specifici per corrieri anche a zaino con 2 spallacci.
Qual'è il sistema più comodo?
Da poco avvicinatomi alla fissa volevo una tracolla da messenger, il modello più facile da reperire in Italia (nonchè l'unico qualche anno fa) era la Timbuk2.
Io sono sempre stato un po' maniaco su borse e zaini e la Timbuk2 mi ha subito lasciato un po' perplesso; bellissima all'interno con poche, ma utili tasche era in realtà piuttosto scomoda sulla schiena durante la pedalate, anche stringendo a morte le cinghie si muoveva sempre scivolando in basso e in avanti.
Inoltre lo spallaccio è poco imbottito, anche lo strap in opzione è veramente leggero e quando la borsa è veramente pesante la spalla inizia a lamentarsi.
Il vantaggio primario di una tracolla è che si può accedere al suo interno senza togliersi da borsa come si è invece obbligati con uno zaino, per un bike messenger che fa più consegne al giorno è una opzione utilissima, ma per un normale ciclista risulta abbastanza inutile.
Una borsa capiente a me personalmente serve per fare spesa o simili, ovvero partenza da casa, arrivo in negozio o equivalente, riempimento alla massima capienza della borsa e ritorno veloce in sede, per cui la mie bellissima Timbuk2 non andava bene.
Quindi ho preso uno zaino della Ortlieb, decisamente più comodo anche se, diciamolo, la messenger bag meno di tendenza sul mercato mondiale.
Lo zaino è dannatamente più comodo della tracolla, specie quando caricato con cose pesanti e rigide (la parte a contatto con la schiena della Timbuk2 è morbida mentre lo schienale dell'Ortlieb è rigido quindi se mettete una scatola quadrata di metallo vi distruggete con la prima e viaggiate tranquilli col secondo).
L'Ortlieb ha 2 grossi problemi: non ha tasche internamente e non ha fettucce, velcri etc all'esterno.
Il primo problema ho imparato a risolverlo legando chiavi etc. agli elastici dello schienale, il secondo è irrisolvibile.
Spesso capita di dover trasportare oggetti "fuori misura" come uno scatolone o una ruota di bici, nessun problema a legare ai vari cinghetti della Timbuk2 la roba, dramma con l'Ortlieb, se il materiale non stà nello zaino anche lasciandolo aperto non c'è verso di trasportarlo a meno di arrangiarsi con cordini e elastici vari.
Attualmente la borsa che mi capita di usare più spesso sulla fissa è il Dakine Heli Pro, uno zainetto compatto da snowboard che ho ormai da quasi 10 anni, il volume interno è perfetto per portarci attrezzi e poco altro, le cinghie esterne per trasporto di tavole e sci sono ideali per qualunque cosa (il portasci è ottimo per le mazze da polo).
Se dovessi scegliere una borsa oggi probabilmente prenderei la Bagaboo Workhorse, una delle poche messenger bag a tracolla cn l'opzione del secondo spallaccio per quando il peso è troppo per una sola spalla.

mercoledì, luglio 08, 2009

Benvenuto Robertino

Dalle 04:30 di questa mattina il team Bicifissa ha un nuovo componente, si chiama Roberto e pesa 3.520Kg, calcolato come ha scalciato per tutto il tempo che è stato nella pancia della mamma e come si muove ora non dovrebbe essere un grosso problema metterlo sui pedali entro breve (relativamente) tempo.

lunedì, luglio 06, 2009

Nuovi standards?


Se si capisce qualcosa di pezzi di bici e si vede come alcuni usano in modo aggressivo la fissa non ci vuole molto ad intuire che alcuni standard da pista sono semplicemente inadeguati all'utilizzo che ne facciamo.
Il primo standard inadeguato è il mozzo filettato che risale a più di un secolo fa ed è concepito per resistere alla sollecitazione della pedalata, peccato che noi skiddiamo sui mozzi filettati e la cosa non sarebbe prevista.
Si, c'è la ghiera, è vero ci sono mozzi bellissimi fatti con materiali eccellenti, ma è il sistema che non è giusto per sopportare sollecitazione nelle 2 direzioni.
Il secondo standard è quello delle pedivelle a perno quadro.
Il perno quadro è eccezionale, finchè si pedala non c'è nulla di meglio, ma se si inizia a saltare allora non va più bene, lo dimostrano diversi miei amici che hanno distrutto ben più di una guarnitura quadra saltano in MTB e John Prolly che ha negli ultimi mesi sfondato almeno 3 movimenti e 3 guarniture diverse.
Il terzo sono i classici telai da pista, ottimi per la pista, per girarci veloci in strada, ma non abbastanza resistenti per utilizzo pesante.
Se si usa la pista come fisse una BMX, ci vuole un telaio pensato come una BMX.
Il quarto sono i cerchi da 700c, tutti pensati per essere veloci e/o fighi, ma nessuno per sopportare realmente le botte, salti e atterraggi sporchi non solo del freestyle, ma anche dai vari ostacoli urbani come gradini, rotaie, tombini, pavè, ghiaia, etc.
Grazie a Stefano "Fixkin" il primo problema è risolto, niente di nuovo, i pignoni a 6 fori li facevano e vendevano almeno altre 2 persone online in USA e UK, ma Stefano è stato il PRIMO al mondo a fare da zero, e non convertendo un anteriore da MTB, un mozzo da pista spaziato 120mm per attacco disco a 6 fori ... ah ora lo fa anche Phil Wood e costa quasi il doppio.

lunedì, giugno 29, 2009

Torino come Copenhagen?

A Torino ci sono davvero tante bici sulle strade, nonostante questa sia "la città dell'auto (o forse lo era e ora non lo è più) è bello vedere sempre più gente sui pedali.
Sicuramente non è grazie alle ridicole strettissime e malcollegate ciclabiline, probabilmente hanno convinto più gente all'utilizzo della bici le folli tariffe di parcheggio a pagamento ovunque in città; così come l'assurda quantità di auto che genera un assurdo traffico per cui, per quanto si possa pedalare piano, spesso si è più veloci con una olandesina col cestino che con una Ferrari.
Continua ad esserci una scarsa cultura della bici, ovvio, dal momento che solo 3-4 anni fa incontrare una bici in strada era rarissimo, il torinese medio al massimo usava la bici la domenica pomeriggio nei parchi cittadini.
Tre anni va vedere una bici con un seggiolino portabimbo ai giardinetti era un evento, ora, fortunatamente è la norma.
In strada ci sono ovviamente i soliti scassoni da pochi euro spesso di dubbia provenienza, ma anche citybike da qualche centinaio di euro e si vedono spesso bici da corsa in acciaio belle datate coi manettini del cambio sul telaio rimesse a nuovo e "urbanizzate", magari con tanto di parafanghi e portapacchi; qualche fissa, qualche fintafissa col contropedale, insomma un po' di tutto.
Torino come Copenhagen?
No, non ancora, ma secondo me siamo sulla buona strada.

mercoledì, giugno 24, 2009

Bike polo Tournament

bike polo pipe gang from faso on Vimeo.

Video del torneo milanese.