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venerdì, agosto 30, 2013

In skate al lavoro



Ho scelto una pessima giornata per provare a venire al lavoro in skateboard, pioviggina e le strade sono bagnate.
Comunque …
Mi sono studiato bene il tragitto: in skate non posso fare le strada che percorro normalmente in bici, troppo pericolosa, ma allungando un po’ è quasi tutta ciclabile abbastanza bella, e infatti è andato tutto abbastanza bene fino all’ultimo tratto dove sia la strada che i marciapiedi sono in pessime condizioni tanto che per qualche decina di metri ho preferito semplicemente camminare.
Come previsto la cosa si può fare senza troppi problemi, i tempi rispetto alla bici si allungano notevolmente, secondo me bisogna calcolare di metterci circa il doppio del tempo.
Indispensabile, specie con clima infausto, un cambio completo in ufficio.
Perché usare lo skate invece della bici?

Un solo vantaggio, lo skate è più piccolo e lo metti dove vuoi, molto banalmente oggi ho usato la tavola perché al termine del lavoro mi passano a prendere in auto e la bici non avrei saputo dove metterla, quindi è valido solo in mix con auto/bus/treno/metro o per tragitti molto brevi, per il resto datemi una bici J

lunedì, gennaio 14, 2013

Abbigliamento


Se si vuole veramente usare la bici tutti i giorni la scelta dell’abbigliamento è fondamentale.
Parto da questa mail (un po’ tagliata) di Matteo:
“ … da lunedì la mia società ha deciso di cambiare la mia sede di lavoro. Il tragitto che solitamente compio in bici da casa passerà da 4.5 km a oltre 11, forse 12. … Hai dei consigli particolari per quanto riguarda l'abbigliamento da darmi? Nello specifico, trovo che i jeans, che uso spesso, non siano proprio comodissimi per andare in bici … Fortunatamente nella mia azienda non si bada tanto al vestiario, soprattutto perchè non abbiamo a che fare con il pubblico … “
Matteo centra in pieno 2 questioni fondamentali.
La prima è la dipendenza dal numero di chilometri da percorrere, la seconda è il tipo di abbigliamento richiesto sul posto di lavoro.
Sotto i 5 km, a meno di condizioni climatiche particolarmente avverse, qualunque cosa ci si metta addosso va bene.
L’unica accortezza è portare una maglietta/camicia di ricambio per il resto anche i jeans (che non sono in generale la soluzione migliore per l’attività sportiva) vanno bene.
Sopra i 10 km è un’altra storia.
5 Km, con un percorso scorrevole richiedono meno di 15 minuti, 10 Km attraversando il centro possono richiederne anche 45, con un dispendio di energie e una quantità di sudore ben superiore.
A questo punto i vestiti casual non vanno più bene, le opzioni sono 2: o vestirsi da ciclista e cambiarsi completamente in ufficio, o vestirsi il più sportivo possibile calcolando che buona parte dei vestiti arriveranno al lavoro bagnati/sudati e un cambio farà sempre comodo.
Sicuramente il punto fondamentale sono i pantaloni.
Eliminiamo i jeans che, a parte il materiale (cotone spesso) hanno delle fastidiose cuciture proprio nella parti più delicate che sfregano sul sellino e cerchiamo pantaloni da bici lunghi da commuting o al limite da freeride con colori umani, o anche da trekking, non il massimo per pedalare, ma di ottimo materiale che si asciuga in fretta e non si sporca troppo.
Qualunque sia la soluzione per il “fuori”, su percorrenze lunghe un pantaloncino con sottosella imbottito da ciclista diventa molto, molto utile.
Oltre al discorso comodità c’è anche quello performance, ovvero: se posso pedalare 5Km anche in ciabatte, per 10-15 usare delle scarpe da bici può far guadagnare tempo ed energie così come pantaloni di taglio giusto e non banalmente rimboccati per non incastrarli nella catena.
E qui torniamo alla situazione lavorativa: se ci si può cambiare in ufficio, se si possono mettere dei pantaloni spiegazzati dopo essere stati trasportati nello zaino senza che il capo ci guardi storto, allora usare la bici è uno spasso, io ad esempio ho un ufficio mio dove posso cambiarmi senza rotture di palle e nessuno in azienda bada all’abbigliamento, sicuramente un bel vantaggio.

venerdì, novembre 16, 2012

Tutte Balle


Spesso l’utilizzo della bici urbana viene descritto come qualcosa di meraviglioso privo di ogni reale difficoltà; ad esempio andare al lavoro in bici costa praticamente nulla ed è divertententissimo: BALLE!
Usare la bici tutti i giorni non è così semplice.
Innanzitutto ci vuole una bici seria.
Per girottare in estate a fare qualche commissione qualunque scassone è perfetto, ma se volete pedalare TUTTI i giorni ci vuole un mezzo solido e resistente, che spesso non è precisamente economico.
Come ogni mezzo “stressato” richiede manutenzione, vedete voi se è il caso di preferire una bici essenziale facile da gestire dove la manutenzione ve la fate da soli, l’alternativa è “farsi prendere in braccio” dal ciclista “di fiducia”, che può rivelarsi non troppo onesto.
In ogni caso qualcosa prima o poi si romperà e dovrete sostituirlo.
Ci vogliono gli accessori giusti, la tracolla da pc che va benissimo se vi spostate in auto è scomodissima per pedalare, bisogna comprare una borsa nuova, luci e lucette, lucchetto serissimo, abbigliamento adeguato: altri soldi.
Senza contare che, è vero che non si deve comprare la benzina, ma per spostarsi serve energia, quindi cibo extra.
Se indubbiamente la bicicletta è un mezzo divertentissimo da usare nel tempo libero, pedalare fino all’ufficio non è così entusiasmante, ancora meno se ci si sposta al mattino presto o alla sera tardi, nel buio e col freddo.
Ci vuole una bella forza di volontà a buttarsi in strada in mezzo ad automobilismi ancora addormentati o già incazzati di prima mattina col solo scopo di andare al lavoro.
Se vi raccontano che è facile e divertente vi stanno prendendo per il culo!
MA …
Per quanto possiate spendere per spostarvi in bici, sicuramente state spendendo molto, ma molto meno rispetto ad un’auto.
Purtroppo non c’è scritto da nessuna parte che deve essere divertente andare al lavoro in bici, è una palla anche in auto o coi mezzi.
Quindi: usate la bici tutti i giorni!

lunedì, novembre 05, 2012

Atteggiamento mentale


Ho sempre sostenuto che la bici fissa assomiglia più ad uno skateboard che ad una bici normale, specie nella mentalità di chi la usa.
Mi sto sempre più convincendo che la bici urbana ha, pure lei, veramente poco a che fare con la bici classica.
Usare una bici per spostarsi in pieno inverno con temperature prossime allo zero, acqua, neve e buio, ha decisamente più a che fare con uno sport come l’alpinismo.
Se per gironzolare in fissa in città mi posso vestire come uno skater con jeans, Vans, felpa e berrettino, per andare al lavoro attualmente la maggior parte della roba che ho addosso è marchiata The North Face.
Come in montagna, anche in bici in inverno non conviene lasciare al caso.
Bisogna programmare bene, scegliere i vestiti, controllare la bici, avere le batterie delle luci cariche e un cambio dietro (che stare 8 ore in ufficio bagnati fradici non è divertente).
Con l’equipaggiamento giusto si può sfidare ogni condizione metereologica, posso stare un per ore in montagna a -10, riuscirò a pedalare qualche decina di minuti a zero gradi in città.
A questo punto usare la bici in inverno è solo questione di atteggiamento mentale.
Perché scali le montagne?
Perché le ci montagne.
Perché vengo al lavoro in bici?
Perché ho un lavoro e ho una bici.

venerdì, ottobre 26, 2012

Parafanghi


La cosa più semplice ed economica indispensabile per la brutta stagione sono i parafanghi.
In realtà non è un accessorio specifico per l’inverno, io ormai li ho montati da mesi e nonostante il sole di questi ultimi giorni non sento alcuna necessità di toglierli, pesano quasi nulla e non danno alcun fastidio.
I parafanghi servono tantissimo, per quello che costano, ovvero pochi euro, ogni ciclista serio, che conta di usare la bici 365 giorni l’anno, dovrebbe averli, sembrerà strano, ma quando piove l’acqua che ti tiri addosso col movimento delle ruote spesso è superiore a quella che arriva dalle nuvole del cielo.
Il modello che ho io è quello della SKS in plastica che si trova ovunque, anche al Deca, si monta e smonta in pochi secondi e funziona su qualunque tipo di bicicletta; un pezzo di plastica per il tubo obliquo e uno per il reggisella.
Quando l’ho comprato pensavo che il sistema di attacca-stacca fosse un requisito indispensabile, in realtà non serve a nulla, anzi alla lunga è un danno; con la scusa che si toglie facilmente non lo monti mai, lo lasci a casa che è troppo grande per stare nella borsa col risultato che quando piove ti bagni.
Risultato: l’ho bloccato con le classiche fascette da elettricista ed è li dalla scorsa primavera.

giovedì, ottobre 18, 2012

Winter is coming

Ci siamo divertiti ad usare la bici in estate, ma è adesso che arriva l’inverno e che il gioco si fa duro che le cose diventano interessanti.
In inverno fa freddo, piove, nevica ed è buio presto … ‘na merda insomma.
Bisogna organizzarsi bene perché usare male la bici in inverno, non solo può risultare molto scomodo, ma anche piuttosto pericoloso.
Sarà necessario un po’ di shopping, la generica bici perfetta per l’estate dovrà essere preparata per la stagione invernale, equipaggiata con luci e parafanghi, e bisognerà anche comprare qualche vestito adatto a pedalare col freddo.
Compito per casa: verifica dei vestiti pesanti sportivi utilizzabili per pedalare presenti nell’armadio e controllo dotazioni bici, insomma fate il punto della situazione di quello che avete già e di cosa è più urgente comprare.
L'inverno sta arrivando, siate preparati!

domenica, ottobre 14, 2012

Bici tedesche

Le bici tedesche non sono come quelle italiane.
Qui tutte le bici che vedi in giro hanno il cavalletto, i parafanghi, i portapacchi, le luci, tutto e trovare una bici "figa" è un'impresa veramente ardua.
Da noi anche gli scassoni sono ridipinti per renderli almeno un po' più carini esteticamente (poco importa se nell'opera vengono pitturate anche tutte le parti mobili che sarebbe stato meglio lasciar stare), le fisse hanno successo in Italia perchè sono fighe, con l'arrospoke in tinta con la sella, mentre le citybike, che sono brutte per definizione, devono solo costare poco, punto, tanto è vero che bici come le Bootleg di Cinelli o le Bad Boy di Cannondale da noi hanno ben poco successo.
Qui no; la bici urbana bella, quella che vedi lucchettata in giro e capisci che il proprietario ci ha messo del suo per farla è una trekking o MTB con tutti i cambi del caso, magari con forca in carbonio, ruote spesse, freni a disco idraulici, parafanghi, portapacchi con borse stagne Ortlieb annesse, pedali a sgancio rapido e impianto luci da paura (è relativamente normale vedere 2 o più faretti montati sul manubrio della serie la bici la uso di notte in ogni condizione), colore tendenzialmente tutto nero, il massimo dell’accostamento cromatico è telaio di un colore generico (bianco, rosso, giallo) e componenti tutti neri.
I tedeschi vanno al sodo, e sono pronti ad ogni evenienza: buio, acqua, gelo le bici le usano, non le espongono tipo opera d’arte.
C’è solo un accessorio che è praticamente introvabile, le rotelle per le bici da bimbo, non le usa nessuno.
I tedeschi sono strani, ma c’è più di una cosa che dovremmo imparare da loro.

venerdì, settembre 21, 2012

Numero di auto per persona

Ho trovato questa classifica in rete, numero di auto ogni 1000 abitanti in Europa; siamo al secondo posto, 610 auto ogni 1000 persone?!?!?
Praticamente tutte le persone in questo paese in grado di guidare, ha la macchina.
E' necessario??
C'è qualcosa che non funziona, soprattutto considerando che in Germania sono "solo" 517, cioè non in Olanda o in Danimarca, ma dove ci sono le principali aziente produttrici di auto in Europa (Volkswagen, Audi, BMW, Mercedes e Porsche, mica noccioline).
Complimenti a Cipro e Malta, che sono 2 isole e che ci seguono "a ruota".

mercoledì, settembre 19, 2012

Ignorate le previsioni meteo

Oggi, secondo il meteo doveva diluviare.
Questa mattina infatti c'era un bel cielo plumbeo che prometteva pioggia, sinceramente non avevo troppa voglia di andare al lavoro in bici, anche calcolato che questo è il mio terzo giorno e di fare il pulcino bagnato in ufficio con i nuovi colleghi non ne avevo proprio voglia.
Ma tant'è non avevo alcuna alternativa, potevo solo usare la bici.
Ho messo la giacca in borsa in caso di emergenza, i parafanghi sono ormai permanentemente montati, boh andiamo.
E infatti a mezzogiorno c'era un magnifico sole e faceva caldo in maglietta.
Una delle regole base dell'utilizzo urbano è imparare a fottersene del brutto tempo, ma prima ancora di questo è fondamentale fottersene ancora di più delle previsioni meteo.

mercoledì, settembre 12, 2012

Ciclabilità tedesca: Hamburg Vs Stuttgart

L’anno scorso, più o meno in questo periodo sono stato ad Amburgo per lavoro.
La città è tutta una pista ciclabile, ogni strada, ogni marciapiede, ovunque c'è una ciclabile, decisamente impressionante, pensavo che ovunque in Germania fosse così e invece ...
Quest'anno sono, sempre per lavoro, a Stoccarda.
Tralasciando che l'azienda si trova nella classica zona industriale fuori città e pensare di raggiungere il centro città in bici è praticamente impossibile visto che è necessario percorrere un tratto di tangenziale, in città trovare anche un solo pezzo di pista ciclabile è veramente un'impresa.
Ovviamente sono tedeschi e di bici in giro se ne vedono tantissime, ma rispetto ad Amburgo è un vero disastro, come strutture stiamo meglio a Torino, il che è tutto dire.
Sarà perchè qui a Stuttgart ci sono le sedi di Porsche e Mercedes e quindi interessa di meno, rispetto ad altre città, promuovere l'utilizzo della bicicletta?

martedì, luglio 24, 2012

Sostenibilità e parcheggi bici

Si fa un gran parlare di sostenibilità, si parla molto e si fa troppo poco.
Chi, tutto calcolato, fa più degli altri sono le aziende di outdoor; ho già scritto dei pannelli solari della Grivel, oggi la protagonista è Black Diamond, che sul sito, oltre alle "solite" foto di pannelli sui tetti degli edifici, ne ha anche una del parcheggio bici dipendenti.
E' una piccola cosa che trasmette il messaggio: ci teniamo che i nostri dipendenti utilizzino la bici e non l'auto per venire a lavorare.
Che poi se ci pensate per un'azienda, anche piccola, mettere una rastrelliera da qualche parte non costa veramente nulla e potrebbe portare un buon ritorno di immagine se pubblicizzata a dovere.
Dove lavoro attualmente ogni dipendente ha il suo bel posto auto assegnato nel piazzale dello stabile, per le bici ovviamente il nulla, per fortuna c'è il magazzino dove posso mettere al coperto e al sicuro la mia (che nel piazzale non c'è neppure un palo dove legarla).
Io penso che se le aziende avessero un posto dove poter mettere le biciclette e un'altro dove potersi eventualmente cambiare, ci sarebbe molta più gente disposta a smettere di usare l'auto per andare a lavorare.

mercoledì, luglio 04, 2012

Piste ciclopedonali?

Mancano le piste ciclabili, bisognarebbe fare delle piste ciclabili così la gente userebbe di più la bicicletta, il PROBLEMA è che prima di tutto bisognerebbe fare delle piste ciclabili a misura di bicicletta.
L'assurdità del momento sono le piste ciclopedonali, dove convivono biciclette e pedoni ... cosa?
La bici è un mezzo di trasporto che permette velocià ben superiori a quelle che si raggiungono a piedi, una bici è veloce, se si potesse andare al massimo alla velocità di un normale pedone non avrebbe alcun senso usarla!
Una bici non spinta al limite raggiunge facilmente velocità intorno ai 15-20 km/h con uno sforzo pari a quello di una normale camminata che raggiunge in media i 5 km/h.
Spingendo un po' di più sui pedali non è difficile con la bici giusta e un ciclista allenato superare i 30 km/h (6 volte superiore al camminatore!).
Far convivere sulla stessa strada un ciclista a 30 km/h e un pedone a 5 km/h è come mettere lo stesso ciclista a pedalare in autostrada con auto che frecciano a 130 km/h!!
Ha senso?
Ovviamente no, ma andate a dirlo ai nostri amministratori, saranno felici di rispondervi che in qualità di ciclisti non capite nulla.
Ha ancora meno senso dal momento che, se la pista ciclopedonale è presente, dovete usarla, non potete pedalare in strada sarebbe contro il codice della strada, quindi in definitiva, per il ciclista urbano, la pista ciclopedonale sarebbe meglio che non ci fosse.
Ma questo i nostri amministratori non lo capiranno mai.

venerdì, giugno 15, 2012

Pianificazione itinerari urbani

Ho convinto un collega a venire al lavoro in bici e l'altro giorno si discuteva sul possibile itinerario.
Da bravo automobilista che da 20 anni lavora nello stesso posto vuole percorrere in bici lo stesso itinerario che fa in macchina ... lo stesso itinerario che farei io con l'auto, ma non con la bicicletta.
Calcolato che si tratta della folle distanza di 3.5 Km, di cui la seconda metà è obbligata perchè c'è solo una strada che arriva in ditta, allungare di un paio di centinaia di metri per passare attraverso un parchetto deserto invece che su una strada stretta e trafficata a me sembra un ottimo compromesso, al mio collega no, perchè così si allunga.
Altri 2 colleghi che stanno più distanti e che non prendono assolutamente in considerazione l'opzione bici erano anche loro dell'idea di percorrere la strada più breve e non c'è stato verso di far loro capire che con la bici le cose sono diverse.
Per quanto io sia dell'idea che la bicicletta è innanzitutto un mezzo di trasporto al pari dell'auto, evidentemente non la si può usare nello stesso modo, così come non posso caricarci 5 persone, allo stesso modo non posso pensare di percorrere le stesse strade nello stesso modo.
Allungare la strada per tagliare in un parco, significa sicuramente pedalare di più, ma al sicuro e senza semafori o intoppi, per cui mi affatico di meno e probabilmente ci metto anche meno tempo.
Ci sono strade di Torino che non percorro mai in bici, così come ce ne sono altre che preferisco evitare se sono in auto; addirittura ci sono piste ciclabici scomode, malfatte e pericolose e ce ne sono altre per cui vale la pena una piccola deviazione pur di pedalarci sopra.
Per usare la bici (e non solo) occorre anche usare il cervello, guardarsi intorno per ogni possibile alternativa e scegliere con attenzione quella migliore.

mercoledì, giugno 13, 2012

Piove

"Piove" non vuol dire nulla.
Piove se ogni tanto qualche goccia cade dal cielo che neppure te ne accorgi, piove quando diluvia che non riesci neppure a spostarti in auto, figuriamoci in bici.
Piove e in bici può essere una merda, perchè non è affatto divertente bagnarsi dalla testa ai piedi specie se fa freddo e bisogna andare a scuola o al lavoro.
Ma non sempre piove "tanto", spesso il cielo e grigio, ma non piove affatto, così come altre volte si esce di casa col sereno e dopo pochi minuti si scatena il nubifragio. Sette volte su dieci che minaccia pioggia, poi, in realtà non piove, magari guardando il cielo avete deciso di non prendere la bici, ma se la usavate comunque non vi bagnavate.
Una cosa però mi lascia perplesso.
Perchè i posti dove si usano maggiormente le biciclette per spostarsi in città sono tutti al nord dove piove e fa pure freddo?
Copenhagen e Amsterdam non è che siano conosciute in tutto il mondo per il clima favorevole, negli USA pare che la città più bike friendly sia Portland in Oregon, che non è precisamente Miami o San Diego.
In una generica città italiana su 365 giorni certamente ci saranno ben più di un centinaio di giornate "brutte", ma quelle in cui veramente è difficile spostarsi non saranno più di un paio di decine.
Che poi non c'è scritto da nessuna parte che se uno decide di usare la bici per andare a lavorare lo deve fare SEMPRE, in questo blog non leggerete mai cose tipo "buttate l'auto", usare la bici il 50% delle volte che si va in ufficio sarà sempre meglio di non usarla mai.

domenica, aprile 01, 2012

Birra e Benzina

Birra, ora meno cara della benzina.
Andate in bici e bevetevi una birra, risparmierete un sacco di soldi, anche perchè, per quanto voi possiate bere sicuramente la vostra auto beve di più.
Inoltre pedalando non rischiate che vi venga la panza da bevitore di birra, cosa volete di più dalla vita?

mercoledì, ottobre 12, 2011

Le ciclabili

Spesso quando si parla di utilizzo della bici nel Nord Europa viene fuori il discorso delle ciclabili.
Si, è vero, la usano la bici perchè hanno le piste ciclabili, ma non sono SOLO le ciclabili che fanno la differenza, è la testa.
Quando sono uscito dall'albergo di Amburgo a piedi ho notato che sul marciapiede c'era una zona grigia e un'altra grigio-rossiccia, nessuna indicazione su cosa servisse a cosa, conoscendo la sitazione a Torino il primo pensiero è che avessero fatto dei lavori stradali e che semplicemente avessero usato un diverso materiale per ricoprire i buchi.
Dopo un po' di cammino, e dopo aver rischiato un incidente con una tipa in bici, ho scoperto la che parte rossiccia era la ciclabile.
Le piste ciclabili ad Amburgo sono, per lo più, tracciate sui marciapiedi solo che, al contrario di Torino dove sono rosso acceso, perfettamente segnalate e piene di pedoni, cani, passeggini, ma anche alberi e pali della luce; qui sono rosso spento, non segnalate e, turisti a parte, assolutamente sgombre e libere.
Questo succede perchè le persone, oltre ad essere un po' più attente alle leggi ed al prossimo, considerano la bici un NORMALE mezzo di trasporto, con i suoi diritti e doveri.
Così come nessuno cammina in mezzo alla strada rischiando di essere investito dalle automobili, nessuno cammina sulla ciclabile rischiando di essere investito da una bicicletta, punto.
NON è necessario in Italia fare le ciclabili segnalate, protette, rialzate, colorate, basta che quelle che ci sono (e dovrebbero essercene di più) vengano usate dai ciclisti e basta!

lunedì, luglio 25, 2011

Automunito

Leggendo gli annunci di ricerca lavoro ci sono delle cose che evidentemente non tornano, una di queste è "automunito".
Generico lavoro di ufficio, requisiti: automunito.
Ma se devo stare tutto il giorno in ufficio l'auto a che serve?
Poi leggi l'azienda è in località non raggiungibile coi mezzi pubblici ... già e quindi assumi solo chi ha la macchina.
Grazie che mi hai informato che il posto è in luogo isolato dal mondo, ma a te datore di lavoro, che te ne frega se ho una automobile per venire al lavoro o se invece preferisco partire da casa alle 4 del mattino e venire a piedi?
Mi è capitato anche di leggere una ricerca di personale per un posto in Via Cernaia, che per chi non lo sapesse è in pieno centro a Torino, tra i requisiti anche qui: "automunito", ma che cazzo devo automunirmi per un posto in pieno centro servitissimo dai mezzi pubblici??
Che poi in via Cernaia dove diavolo la parcheggio l'auto?
Sulle striscie blu a pagamento a 1,50 euro all'ora??
Oltretutto, magari una macchina ce l'ho, ma preferisco non usarla perchè costa un botto andarci al lavoro, oppure non ce l'ho e devo per forza comprarne una così parto subito dal presupposto che mi costerà (tra ammortamento, benzina, tasse, assicurazione) almeno, almeno 2-300 euro al mese (in realtà molti di più), sperando di non fare incidenti e di non rompere nulla.
Quindi, se per ipotesi, lavorando guadagno netti 1500 euro, in realtà finisco per portarne a casa solo 1200-1300.
Perchè se all'estero pensano a sistemi per incentivare il NON utilizzo dell'auto, qui è normale pretendere che il dipendente sia automunito.