martedì, dicembre 27, 2011

Auto, bici e temperature


La maggior parte degli spostamente automobilistici in città è su distanze molto brevi inferiori ai 5 Km, su queste percorrenze l'utilizzo della bicicletta è particolarmente vantaggioso in termini di denaro e ditempo, anche calcolata lo scarso sforzo fisico richiesto e relativa fatica necessaria.
Avendo ipoteticamente a disposizione con massima libertà: auto, bici o mezzi pubblici per spostarsi in città si sarebbe tentati di scegliere la bici nei mesi estivi e l'auto in inverno quando fa più freddo.
Pochi ragionano su come funziona un motore a combustione interna, che non consuma sempre la stessa quantità di carburante in ogni condizione di utilizzo.
Il consumo a velocità costante è ben diverso dal consumo urbano specie in orari di punta con elevato traffico, e il consumo stesso dipende moltissimo da quanto è caldo il motore.
In inverno con temperature prossime allo zero, serve molto tempo per far scaldare il motore e portarlo ad una temperatura che consenta consumi accettabili, fare pochi chilometri in città significa non permettere al motore di raggiungere la temperatura ideale e, in definitiva, consumare uno sproposito.
NON sono pochi spiccioli e paradossalmente la cifra diventa importante proprio quando, per motivi climatici, si sarebbe portati a non usare la bicicletta.

giovedì, dicembre 22, 2011

Fabri Fibra: Dietrologia

Oggi vi consiglio un libro (che sotto Natale va sempre bene); questo è un blog di bici e dovrei consigliarvi un libro di bici, e invece no, perchè ritengo che questo sia molto più utile ed interessante ... e se leggerete quello che Fabri Fibra scrive sui blog (di musica) forse capirete finalmente perchè questo blog è così.
Fabri Fibra non è il mio artista preferito, non ho nessun suo disco, però apprezzo quello che fa e questo libro vale i soldi che costa.
Questo libro non è la sua autobiografia, parla della sua vita e anche di musica (più di quello che ci sta dietro che non le canzoni), ma è soprattutto la sua visione della situazione attuale, di quello che non funziona in Italia e del perchè.
E' scritto in modo diretto, a volte fa incazzare per come è scritto, ma soprattutto fa incazzare quello che è scritto.
Perchè questo è un paese sempre più finto ed ingessato, e non per colpa di pochi, ma della maggior parte dei suoi abitanti, che alla fine stanno bene così, o almeno ne sono convinti.
E il fatto che un rapper scriva delle cose più intelligenti di ciò che raccontano politici, giornalisti ed illustri personaggi assortiti non è un bel segnale ed è il motivo migliore per leggere Dietrologia di Fabri Fibra.

mercoledì, dicembre 21, 2011

Venditore io?

Ogni tanto penso di aver sbagliato, potevo mettermi a vendere biciclette fisse quando non lo faceva nessuno e guadagnare da questo blog, ma non l'ho fatto.
Non l'ho fatto per un motivo molto semplice: perchè quello che piace a tutti, a me fa schifo e viceversa.
A tutti piacciono i telai similvintage, cromati, con gli attacchi a gambo, a me fan cagare, quindi non riuscirei mai a venderli, tantomeno a prezzi "vintage"
Così come non venderei mai e poi mai dei telai economici in Hi tensile con componentistica di basso livello Made in China, che tanto funzionano tra i nuovi appassionati
Sopratutto non venderei mai oggetti d'arte camuffati da biciclette funzionanti che secondo me non hanno senso di esistere.
Venderei solo cose che funzionano superbene e che credo siano la soluzione migliore per girare in città
Venderei telai leggeri e veloci in alluminio e carbonio senza compromessi
Venderei carri armati indistruttibili in acciaio da MTB
Venderei solo attacchi e manubri oversize opachi ed antiriflesso
Venderei gomme da 700x23c rigorosamente nere, oppure oltre i 35c
Venderei solo cerchi a basso o medio profilo, max 30mm, raggiati a 32 o 36, che in strada non serve nulla di diverso
Venderei solo mozzi rigorosamente non filettati (e soprattutto non sfilettabili), da montare con pignoni a 6 fori ISO
Venderei pedali automatici Time Atac e scarpe DZR oppure pedali in plastica da BMX con le straps
Venderei selle comode E leggere
Venderei pedivelle corte ai bassi e pedivelle lunghe agli alti
Venderei caschi a tutti quanti
E alla fine non venderei un cazzo e fallirei in breve tempo.

lunedì, dicembre 19, 2011

Corone ovali?

Le corone dovrebbero essere rotonde; e che ci vuole a fare una corona rotonda? poco o niente, così pensavo anch'io, ma evidentemente per fare una corona fatta bene bisogna spendere un bel po' di soldini e quindi se comprate una guarnitura economica o una bici completa con una guarnitura economica può essere che la corona non sia proprio prorio rotonda.
Intendiamoci non è che tutte siano ovali, ma una macchina produce pezzi con delle tolleranze, se si punta tutto sul prezzo finale, le tolleranze possono essere un po' più "tolleranti", quindi se avete culo potete comprare a poco prezzo un prodotto tondo come una Campagnolo pista, se siete un po' sfigati vi accorgerete presto che sulla vostra beneamata fissa la tensione della catena varia con la rotazione della guarnitura.
Ma succede solo sulla fissa? Le bici del supermercato non hanno lo stesso problema?
Il fatto è che le bici del supermercato hanno tutte il cambio a millemila rapporti ed è la molla stessa del cambio che tiene la catena in tensione, per cui anche con una corona diversamente tonda, il problema non si vede.
Invece con una monomarcia, fissa o libera che sia, non c'è nulla che recuperi il lasco della catena.
Sembrano semplici, ma proprio per questo queste bici non perdonano, tutti i nodi vengono al pettine, a tendere la catena a dismisura si finisce di spezzarla e a volte spendere qualcosa in più per un pezzo di metallo con su scritto Campagnolo conviene.

sabato, dicembre 17, 2011

Torino smart city??


Torino è la città con l'aria più inquinata d'Italia, i livelli di polveri sottili hanno superato i limiti ben 43 giorni negli ultimi 45!
E cosa fa la nostra amministrazione (di sinistra eletta col supporto dei vari gruppi ecologisti)?
Per prima cosa nega l'evidenza affermando che la cosa non è un problema, l'aria è pulita e non c'è nessun pericolo per la salute.
Poi mette qualche decina di stazioni per il bikesharing in giro per la città che fa tanto città europea.
In ultimo fa questo simpatico quanto inutile spot su Youtube.
E BASTA!
E il sindaco ha il coraggio di affermare che per il piano antismog servono soldi e li deve dare lo stato.
Cazzo ci vuole tanto a ridurre il numero di auto?
No, non ci vuole tanto, ma indipendentemente da "ufficialmente" governa la città non è possibile farlo perchè il vero sindaco di questa città, diciamolo pure, è il consiglio di amministrazione della FIAT.
Torino non sarà mai una città "smart", al massimo una città "panda", destinata all'estinzione se non facciamo subito qualcosa per salvarla!

giovedì, dicembre 15, 2011

Fissa invernale

Il bello della fissa è che è essenziale e leggera; aggiungere parafanghi, portapacchi, gomme larghe (e pesanti), lucine, freni (?) la snatura un po'.
Ma in inverno, molto più che in estate, tutta questa roba serve, non sarebbe meglio una bella citybike con TUTTO?
SE la riempio di accessori la mia splendida e leggera bici da pista perde certamente di fascino e quindi?
Una fissa fatta come si deve anche con freni, parafanghi e luci sarà sempre più leggera e veloce, più semplice e con meno pezzi inutili, che si rompono, di una citybike in piombo e finta forcella ammortizzata.
Non è un portapacchi o una lucina che cambia la natura della fissa, la fissa è la ricerca del mezzo definitivo togliendo tutto quello che non è strettamente necessario, se è necessario ovviamente va montato.

lunedì, dicembre 12, 2011

Tasse sulla benzina?

Non ho mai scritto nulla di politica sul blog e non intendo iniziare ora, ma è evidente che quando in questo paese (e anche in altri) bisogna far cassa in modo rapido e sicuro la soluzione migliore è aumentare le cosidette accise sulla benzina.
Operazione assolutamente iniqua perchè va a colpire tutti indistintamente, anche chi l'auto non la usa, ma è comunque costretto a comprare prodotti che fino al negozio sono arrivati con un mezzo a motore.
In piccolo anche i comuni hanno scoperto che se hanno bisogna di soldi la soluzione migliore è dipingere delle strisce blu per terra e fare pagare dei parcheggi che fino a ieri erano gratis, oppure mettere telecamere ai semafori ed autovelox vari che non servono ad aumentare la sicurezza sulla strada ma solo a prendere soldi.
La cosa più assurda è che per tutta una infinita serie di motivazioni più o meno valide, a fronte di ingiustificati aumenti delle spese quasi nessuno smette di usare l'auto o almeno ne riduce l'utilizzo, o comunque agisce per migliorare la propria situazione; invece, come è ormai normale comportamento dell'itaGliano medio, mugugna un po' e poi si comporta uguale.
A tutto favore dei nostri beneamati politici, che si guarderanno bene dal cambiare una situazione così conveniente nei confronti dei soliti noti.
Perchè fare le ciclabili quando facciamo molti più soldi aumentando le accise sulla benzina, e se poi veramente gli italiani iniziano ad usare la bici, i soldi come li incassiamo?
Spendere dei soldi per un'opera che fa perdere soldi è qualcosa che solo una persona illuminata, a cui stanno veramente a cuore le persone, potrebbe fare.

lunedì, dicembre 05, 2011

Slippery when wet

E' arrivato il brutto tempo, fa freddo, diventa buio alle 4 di pomeriggio e occorrono alcune particolari attenzioni per girare in bici in città.
Ovviamente è necessario coprirsi di più, montare delle belle luci; ma c'è qualcosa di meno appariscente a cui prestare attenzione, che può rivelarsi molto pericoloso: l'umidità.
Già perchè anche se non piove, l'umidità si fa sentire, una patina di bagnato, specie al mattiino ed alla sera ricopre il manto stradale, e le gomme scivolano che è un piacere.
Con la stagione invernale ho rimontato le gomme da 35c al posto delle classiche 23c usate per tutta l'estate, con l'asfalto asciutto la differenza di frenata è abissale, l'impronta delle gomme larghe è considerevolmente superiore ed anche brakeless si inchioda che è un piacere.
Ora invece ... beh, per usare un tecnicismo: non frena un cazzo!
Certamente senza freni la situazione è drammatica, ma anche con una bici convenzionale, specie con freni non particolarmente potenti, il problema si fa sentire e la cosa più brutta è che non te ne accorgi finchè non provi a frenare.
Per questo e per molti altri motivi, d'inverno, quando è buio, fa freddo e si vede poco ... guidate con prudenza; anche perchè pure le auto ci mettono più tempo a frenare, quindi occhio!

venerdì, dicembre 02, 2011

Goldsprint Torino

“10CENTO & TIGERS sono lieti di invitarvi al primo evento Goldsprints di Torino sponsorizzato Lobster”
Mmm, i primo Goldspint a Torino, mah, non so, certo che fa freddo, e poi l’ora è sbagliata, mi rimane l’aperitivo sullo stomaco, fa freddo (l’ho gia detto?), ora che mi sto allenando per la stagione sciistica, poi mi cambiano le fibre muscolari dei polpacci a pedalare di nuovo, dovrei modificare le schede, ma c’è qualche allenamento specifico per i goldspint? E posso correre con la mia bici? No, che l’ho appena finita coi cerchi colorati comprati su ebay, vorrete mica che la lascio legata fuori dal locale con quello che mi è costata? Non c’è un posto per appenderla dentro così tutti la vedono?
No, meglio che non ci vado, meglio se mi vedo il Grande Fratello in tele … però che merda non si organizza mai nulla di interessante a Torino.

martedì, novembre 29, 2011

Ma se non ci fossero più le auto?

Se per assurdo non avessimo più le automobili ....
Non faremmo più le gite fuoriporta nel weekend, nessuno andrebbe più a passare la domenica negli outlet o nei centri commerciali ai margini della città, tutta .a cosidetta "grande distribuzione" sarebbe drasticamente ridotta.
Molta meno gente andrebbe al mare ed in montagna visto che ci si potrebbe andare solo in treno, tutte le località turistiche lontane da una stazione ferroviaria sparirebbero e anche quelle servite vedrebbero drasticamente diminuito il numero di turisti.
Non ci sarebbero più le autostrade, gli autogrill, i ristorantini sugli itinerari enogastronomici. Tutto questo senza contare concessionari, distributori di benzina, autolavaggi, officine, assicuratori, impiegati vari, autoscuole, parcheggiatori.
Ci sarebbero meno poliziotti e vigili urbani, meno assessori al traffico. Insomma molta, troppa gente perderebbe il lavoro e soprattutto sarebbe un totale tracollo dell'attuale sistema di vita italiano. Impedire all'itaGliano medio di passare il tempo libero al centro commerciale equivale a scatenare la rivoluzione. E' evidentemente una opzione irrealizzabile.
Quindi siamo seri, non interessa a nessuno (quasi nessuno) limitare il numero di auto e ridurre l'inquinamento, le domeniche senz'auto servono solo a far partire prima la gente da casa per andare al mare o in montagna, non spostano di una virgola il livello di polveri sottili ed altra merda che c'è nell'aria, al massimo ridistribuiscono i clienti su ristoranti e pizzerie, guadagnano di più quelli del centro e meno quelli fuori città.
Conviene che il livello di inquinamento sia alto, girano troppi soldi perchè qualcuno cerchi di ridurlo.
Non è bella, può non piacere, ma è questa la cruda verità.

venerdì, novembre 25, 2011

Kranked Kids


Kranked Kids -Just Down the Road from KRANKED on Vimeo.
Questo non è esattamente il tipo di bici e il tipo di utilizzo che mi piaciono, ma questo video è fantastico, i miei figli lo adorano.

giovedì, novembre 24, 2011

Larghezza carro e mozzi

Spesso in fase di conversione ci si scontra con il problema della larghezza del mozzo, che cambia a seconda del tipo di bicicletta.
Innanzitutto la "battuta" del carro si misura internamente tra i forcellini, non esternamente.
I telai e mozzi da pista sono 120mm, le bici da corsa col cambio 130mm, le mountainbike 135mm, mountainbike particolari da freeride e dowhill possono essere da 150mm, alcune (molto) vecchie bici col cambio hanno 126mm come si può vedere in foto.
Nel 99% dei casi lo spessore dell'asse posteriore è 10mm, sia che sia imbullonato, sia che sia a sgancio rapido, solo alcune MTB da FR e DH hanno assi maggiorati, mentre BMX e alcune rare fisse da tricks hanno assi da 14mm.
Se state costruendo una fissa su un telaio da pista salvo casi eccezionali vi serve un mozzo da 120mm, mozzi fissi da 130 sono rarissimi, si trovano da 135 ma pure questi sono poco diffusi.
La stragrande maggioranza dei mozzi moderni da 120mm imbullonati ha un asse abbastanza lungo per poter essere usato anche su un telaio da corsa da 130, basta inserire 2 rondelle da 5mm tra il corpo del mozzo ed i forcellini, attenzione perchè non tutti i mozzo permettono questa cosa, conviene misurare la lunghezza dell'asse prima di comprare.
I telai in acciaio sono abbastanza morbidi per compensare minime differenze di battuta, su un 130 si può usare un mozzo da 135mm, ma recuperare 5mm per parte per usare un 120 non rispaziato, solo con la flessione del carro è un po' troppo.
Su telai in alluminio o carbonio che non flettono il mozzo deve essere della misura esatta.
Chiaramente un mozzo con asse forato per sgancio rapido o chiuso da brugole non può essere facilmente rispaziato come uno imbullonato.

mercoledì, novembre 23, 2011

Skate and destroy

Ho comprato la mia prima tavola da skate poco più di un anno fa, per il mio quarantesimo compleanno, in passato ho fatto snowboard, surf, ma mai skateato seriamente, era giusto iniziare prima o poi e devo dire che mi piace un sacco.
C'è una cosa particolare che arrivando dalla bici, un certo tipo di bici, stupisce, nello skate è assolutamente normale rompere una tavola, anche senza necessariamente spezzarla in due, ad usarlo come va usato uno skate si rovina irreparabilmente in poche settimane.
Per chi è maniacale nella manutenzione della bici la cosa è drammatica; è vero che una tavola di legno costa 50 euro ed è sicuramente più "spendibile" di un Vigorelli da 600, ma è anche la mentalità che è diversa.
Anche se le grafiche sulle tavole sono ormai considerate una forma d'arte, nessuno skater si fa problemi a grindarci sopra, è uno skate, avrebbe poco senso comprarlo per poi non usarlo.
 Il passaggio dal Vigorelli al Nobrain è stato, per certi versi, illuminante; se prima un po' mi imparanoiavo quando la bici prendeva colpi (anche se di colpi ne ha presi tanti), ora non me ne frega più nulla, è un telaio robusto pensato per i trick non è che se cade per terra si rompe, si rovina un po', ed infatti è bello segnato, ma sopravvive lui e sopravvivo io.
Se il Kryptocatenone striscia sul telaio quando lo lucchetto salta un po' la vernice sull'acciaio e non muore nessuno, non c'è il rischio di creare microcrepe nascoste nelle fibre di carbonio o bollare l'alluminio.
Se si ha l'accortezza di comprare della roba di qualità ci si può permettere di maltrattarla veramente tanto senza farsi tanti problemi, e se poi mai si dovesse rompere causa utilizzo sfrenato, è una bici, è fatta per essere usata.

mercoledì, novembre 16, 2011

Spot Impresa Semplice


Questo spot mi ha colpito, caspita un vero negozio di bici urbane con tanto di fissa brakeless appesa in bella mostra in uno spot italiano, si c'è anche una panetteria, un negozio di vestiti e un bar, ma il ciclista ha una parte veramente dominante.
Lo spot è girato a Lodi, il negozio sarà vero?
Una sola domanda: ma quanti che hanno visto la pubblicità in tele hanno capito che cosa sono le ruote dentate in vetrina a 0:18!

venerdì, novembre 11, 2011

Support

Quando si sceglie una bici o un pezzo di essa si guardano molti aspetti: validità del prodotto, estetica, prezzo; raramente si ragiona su chi ce la vende.
E questo vale sia che parliamo di chi produce, sia di chi fisicamente la vende.
Si fanno mille ragionamenti se il tal pezzo è più bello dell'altro, ma non si ragiona (quasi) mai su chi ci sta dietro.
Mi spiego meglio.
Comprare il prodotto X dal negoziante locale che conosciamo e che ci può aiutare in caso di necessità, fabbricato dall'azienda che è effettivamente interessanta al tipo di bici che ci piace, che sponsorizza le alleycat mettendo i premi è ben diverso dal comprare l'equivalente prodotto Y comprato online, magari all'estero e prodotta da una ditta a cui non frega un cazzo di nulla se non fare soldi e che non supporta eventi.
Tra il telaio B e il C quale compro?
Entrambe sono storiche aziende italiane, entrambe fanno ottimi prodotti, ma C supporta il mondo della fissa e mette premi in almeno metà degli eventi in Italia e in giro per il mondo, B non ha mai fatto nulla se avere a catalogo delle fisse.
Tra la sella I e la sella S?
Idem come sopra.
Tra il negoziante simpatico che gira in fissa e se hai bisogno di una sistemata al volo te la fa subito e il negozio aonline che quando ti serve non ti risponde neppure alle mail?
A parità di qualità di prodotto vogliamo almeno un pochino premiare le aziende e i negozi che si sbattono per fare diventare grande il mondo della fissa, invece di continuare a comprare componenti M che ha certo ottimi prodotti, ma cosa ha mai fatto per noi?

martedì, novembre 08, 2011

Soldi, soldi, soldi


Usando la bici in città si risparmia, quanto?
Tanto per avere un'idea di quanto si spende per un viaggio anche breve, si può usare Google Maps, inserendo un itinerario per auto alla fine è indicato anche il costo in carburante stimato, a cui si va ovviamente ad aggiungere il costo dell'auto stessa, assicurazione, usura, riparazioni, etc.
Poi c'è il costo del parcheggio, non indifferente se si va in centro, ecopass e balle varie, più eventualmente le spese per il box.
E le multe, che a volte sono meritate, altre meno.
E quanto si spende per la bici?
C'è il costo della bicicletta e dei relativi accessori più l'abbigliamento specifico.
Il costo delle riparazioni.
Il rischio che la bici ci venga rubata e che sia necessario ricomprarla.
Il maggiore consumo alimentare, che è vero che non si consuma benzina, ma le calorie bisogna ingerirle.
Ma a chi conviene che si usa l'auto?
Cica un anno fa sentivo in radio una trasmissione secondo cui in Italia circa un milione di persone lavora grazie all'automobile, calcolando: operai che le costruiscono, concessionari che le vendono, benzinai, riparatori, assicurazioni, etc. insomma un bel po' di gente.
E non dimentichiamo lo stato che tra tasse, sul possesso, accise sulla benzina, bolli, balzelli e tasse varie di soldi se ne fa tanti.
Che ci siano tante auto fa comodo anche alle amministrazioni locali, anche le più piccole, basta mettere un autovelox nel posto giusto e dei parcheggi a pagamento e subito si cominciano a contare i soldi.
Tanta, ma tanta gente che campa e a volte si arricchisce sull'abnorme quantità di auto in circolazione.
E a chi conviene se si usa la bici?
Verrebbe da rispondere a tutti, meno traffico, più aria pulita, migliore qualità della vita, tutte cose bellissime, ma purtroppo difficilmente quantificabili.
Le bici non fanno guadagnare quasi nessuno, se non qualche negozietto (che comunque farebbe molti più soldi se vendesse bici da corsa in carbonio), le amministrazioni non ci quadagnano nulla, le bici non hanno la targa, non si paga il parcheggio o la benzina.
Le bici, se tenute bene, durano una vita, basta vedere quante Grazielle di 30 anni fa ci sono in giro.
Insomma le bici sono comode per chi le usa, ma scomode per tanta gente che non riesce ad arricchircisi sopra.
Che solo questo sarebbe già un valido motivo per utilizzarle.

martedì, novembre 01, 2011

J-Ax I love My Bike


Buttate la fissa e fatevi una bici con gli specchietti, l'importante è pedalare, lo dice anche J-Ax

lunedì, ottobre 31, 2011

Articolo del Corriere

Prendo spunto da questo articolo per un paio di considerazioni.
http://www.corriere.it/ambiente/11_ottobre_20/rodi-le-bici-nelle-citta-italiane_d5f78d94-f7fe-11e0-8d07-8d98f96385a3.shtml
Per fortuna si scrive che le ciclabili da sole non bastano, ma, come spesso succede, si parla solo di viabilità e di numero di auto, di incentivare genericamente l'utilizzo della biciclette, come fanno all'estero, senza dire poi come fanno, e intanto io ho sempre l'impressione che chi scrive la bici in città non la usa e non abbia la minima idea di cosa voglia dire usarla.
Ipotizziamo che il signor Rossi decida un bel giorno di usare la bici per andare al lavoro, si studia bene il percorso, riesce anche ad usare per un tratto le ciclabili e alla fine, se è tutto in città probabilmente scopre che ci mette anche meno tempo rispetto all'utilizzo dell'auto.
Come tutti i giorni il Sig Rossi vi veste ed esce di casa, solo che questa volta prende la bici invece della macchina e dopo una mezz'oretta (voglio essere buono) arriva davanti all'ufficio.
Qui scopre il primo problema, dove parcheggia la bici?
Aveva pensato che fosse tutto più facile ora, basta legarla ad un palo, ma dove?
Non è raro che di pali non ce ne siano, se ce ne sono magari la bici intralcia il passaggio dei pedoni, e se la mette dutti i santi giorni nello stesso posto all'aperto non è che poi la rubano?
Per intanto la bici viene lucchettata ad un generico palo, sperando di trovarla ancora alle 17.30.
A questo punto il Sig. Rossi si accorge di un secondo particolare legato all'attività pedalatoria, è piuttosto sudato.
Il che sarebbe normale e facilmente risolvibile se ci fosse in azienda un locale dove, non dico farsi una doccia, ma almeno darsi una sistemata e cambiarsi la maglietta, ma purtroppo non c'è, non c'è un armadietto dove mettere un cambio pulito e soprattutto l'abbigliamento in ufficio è piuttosto formale ed è gradita la giacca e la cravatta.
A questo si aggiunge che, dal momento che non lo fa nessuno, l'utilizzo della bici è visto con sospetto e bollato come atteggiamento strambo.
Risultato: dopo un paio di volte il sig. Rossi, a meno che non sia veramente un duro, abbandona la bicicletta relegandola all'utilizzo domenicale nei parchi cittadini.
Il sig. Rossi ha un collega, il sig. Bianchi, recentemente trasferito alla sede di Copenhagen; ciclabili a parte, il palazzo dove lavora è dotato di parcheggio bici coperto nel sotterraneo, ci sono docce ed armadietti, l'ambiente è molto rilassato, tutti sono vestiti come cazzo gli pare, e soprattutto i colleghi lo guardano strano perchè arriva in ufficio in automobile mentre tutti gli altri usano la bici.
E sono le aziende stesse che incentivano l'uso della bici, non c'è una legge danese che le obbliga, perchè se i dipendenti non spendono i soldi per auto e benzina per andare al lavoro, alla fine è come se a fine mese ricevessero in busta dei soldi in più per cui l'azienda non deve spendere un solo centesimo, e se tutti dicono che c'è la crisi, quei cento euro in più risparmiati di stipendio potrebbero fare molto comodo.
No, aspetta, mentre lo scrivo ho capito il trucco, l'azienda non spende un centesimo, quindi neppure di tasse, ecco perchè alla fine non c'è acun interesse a spingere veramente l'utilizzo delle bici, e poi lo stato (con la s minuscola) come campa senza i soldi delle tasse su stipendio, benzina, etc?

mercoledì, ottobre 26, 2011

Parafanghi

Scherzi a parte, i parafanghi sono un utilissimo accessorio per la bici urbana, ce ne sono di diversi tipi, da quelli in alluminio montati sulle vecchie bici "da uomo" e "da donna" a quelli in plastica che si montano e smontano in pochi secondi.
Questi ultimi sono indubbiamente quelli più comodi per le fisse che nel 99% dei casi non hanno alcuna predisposizione a montare altro, i più diffusi sono sicuramente quelli della SKF che si trovano ovunque, anche al Decathon.
Con l'utilizzo però questo fatto dell'attacca e stacca sinceramente non è così comodo.
Il primo apparente vantaggio è che li usi quando serve e non ti porti roba inutile dietro (che poi è il senso della fissa), peccato che l'estate scorsa in questo modo mi sono lavato per 3 giorni di seguito causa tempo molto variabile con repentini passaggi da sole a pioggia.
Certo si possono montare anche se non servono, ma , vista la facilità di smontaggio, diventano un po' troppo a rischio furto.
Estrema ratio, qualcuno se li autocostruisce con bottiglie o altri pezzi di plastica e fascette da elettricista, poca spesa, tanta resa, anche se il risultato spesso non è eccezionale, specie per il posteriore dove serve una struttura piuttosto lunga e difficilmente si trova aggratis del materiale abbastanza rigido, quello della foto trovata in rete sembra carino, ammesso che poi stia fermo durane il normale utilizzo.
Ma se alla fine di tutti questi ragionamenti, quei buchi per i freni sul telaio che tanto non usiamo potessere rendersi utili proprio per il montaggio semidefinitivo di economici parafanghi in plastica?
Qualunque sia la soluzione scelta, una cosa è certa, quando piove oltre ai parafanghi fondamentale è avere una borsa con le palle assolutamente stagna, che i vestiti si asciugano, il ciclista pure, ma carta e dispositivi elettronici si fa un po' fatica ad usarli bagnati.

lunedì, ottobre 24, 2011

Assurdità


Da circa 4 mesi non frequento più fixed forum, un po' mi spiace perchè l'ho visto nascere e ci dovrei fare anche il moderatore, ma non sopporto più leggere certe cose.
Domenica ci sono passato distrattamente e l'attenzione mi è caduta su questo post:
http://www.fixedforum.it/forum/topic/17795-parafanghi-o-non-parafanghi/page__pid__244234#entry244234
diciamo che non mi è caduta solo l'attenzione, anche le balle.
Ma come cazzo si fa a ragionare in questo modo: "rovinare una linea così minimale così tanto ricercata (almeno nel mio caso) con due pezzi di plastica che si attaccano al telaio e al reggisella mi da un pò fastidio" ovvero, non metto i parafanghi e sto col culo bagnato, perchè poi la bici è esteticamente meno bella.
In passato ho posto particolare attenziona all'estetica della mia bicicletta, avevo un Vigorelli tutto tirato con l'Aerospoke e i componenti in tinta, MA mai e poi mai ho pensato che l'immagine mi impedisse di avere una bici funzionale, ancor meno che la bicicletta fosse più importante della mia persona.
Sul Vigorelli, in caso di pioggia i parafanghi li ho sempre messi, punto, perchè è stupido, ma veramente stupido bagnarsi per questioni di estetica, cazzo sei più bello relativamente asciutto coi parafanghi oppure fradicio, ma con la bici perfetta?
E poi scusate, ma chi cazzo vi guarda la bici?
La bici urbana (fissa oppure libera) può essere TUTTO, ma prima di ogni cosa deve essere un funzionale mezzo di trasporto, se non lo è che senso ha?

martedì, ottobre 18, 2011

Fixkin per UBM



L'amico Stefano Fixkin voleva testare le sue nuove creazioni; chi meglio del buon Matteo, messenger milanese di UBM poteva veramente mettere a dura prova questi mozzi?
Queste le sue parole.
"Ormai sono un po' di mesi che uso un mozzo posteriore fixkin e devo dire che si è rivelato ottimo.
La prima sensazione è stata quella di sentire la ruota più rigida e più reattiva nonostante i 32 fori e ha una scorrevolezza stupefacente. Nel corso dei mesi ha confermato le prime impressioni.
Nel corso dei mesi non ha fatto una piega nonostante l'alto stress a cui lo sottopongo. Un centinaio di km al giorno tra pavè, asfalto, sterrati e in qualsiasi condizioni meteo con veramente il minimo della manutenzione (catena lercia dopo una giornata di diluvio con catena ben tesa e scorreva come un fuso).
Le brugole che lo stringono ai forcellini sono ottime e in un solo caso sono slittate perdendo pochi millimetri e facendo smollare la catena, ma per una mia mancanza.
Ottimo prodotto."

lunedì, ottobre 17, 2011

Riciclo impossibile


Utilizzare la bici per gli spostamenti urbani dovrebbe anche rappresentare un aiuto per non danneggiare oltremodo l'ambiente, un altro dovrebbe essere la cultura del riciclo.
A me sembra però che tutta questa attenzione per l'ambiente si traduca in tante belle parole e ben pochi fatti.
Qualche giorno fa mi è capitato di dovermi fermare in autogrill in autostrada, all'interno del frigo contenente le bottiglie di bibite, chiaramente aperto con conseguente uscita del freddo e aumento sproporzionato dei consumi elettrici, c'era un simpatico cartello che invitava a riciclare i contenitori di plastica, latta e vetro.
Servitevi pure di bevande, ma poi, mi raccomando, attenziona a buttarle negli appositi contenitori per il riciclo.
Bene; peccato che all'interno del suddetto autogrill non erano assolutamente previsti contenitori per la raccolta differenziata, ma solo generici cestini col sacco nero all'interno, anche fuori nel piazzale la situazione era identica.
Dubito che qualcuno consumi all'interno del locale e si porti a casa i rifiuti per smaltirli correttamente, per cui il cartello si tramuta in una totale presa in giro, mi inviti a riciclare, ma mi impedisci di farlo.
Rimango dell'idea che prima di pensare al riciclo sarebbe meglio pensare a consumare di meno e a produrre meno rifiuti.

giovedì, ottobre 13, 2011

Reality Sucks


La realtà fa schifo, ma per fortuna, se sei uno studente e sei costretto a spostarti in bici perchè non hai i soldi per un'automobile, General Motors ti fa un bello sconto per comprarne una, magari un gigantesco pickup.
Smetti di pedalare, inizia a guidare.

Si, la realtà fa schifo, fa schifo passare ore bloccati nel traffico, per fortuna le biciclette non fanno schifo, bastano poche centinaia di euro per una bici Giant e vaffanculo ai costi della benzina.
Smetti di guidare, inizia a pedalare!

mercoledì, ottobre 12, 2011

Le ciclabili

Spesso quando si parla di utilizzo della bici nel Nord Europa viene fuori il discorso delle ciclabili.
Si, è vero, la usano la bici perchè hanno le piste ciclabili, ma non sono SOLO le ciclabili che fanno la differenza, è la testa.
Quando sono uscito dall'albergo di Amburgo a piedi ho notato che sul marciapiede c'era una zona grigia e un'altra grigio-rossiccia, nessuna indicazione su cosa servisse a cosa, conoscendo la sitazione a Torino il primo pensiero è che avessero fatto dei lavori stradali e che semplicemente avessero usato un diverso materiale per ricoprire i buchi.
Dopo un po' di cammino, e dopo aver rischiato un incidente con una tipa in bici, ho scoperto la che parte rossiccia era la ciclabile.
Le piste ciclabili ad Amburgo sono, per lo più, tracciate sui marciapiedi solo che, al contrario di Torino dove sono rosso acceso, perfettamente segnalate e piene di pedoni, cani, passeggini, ma anche alberi e pali della luce; qui sono rosso spento, non segnalate e, turisti a parte, assolutamente sgombre e libere.
Questo succede perchè le persone, oltre ad essere un po' più attente alle leggi ed al prossimo, considerano la bici un NORMALE mezzo di trasporto, con i suoi diritti e doveri.
Così come nessuno cammina in mezzo alla strada rischiando di essere investito dalle automobili, nessuno cammina sulla ciclabile rischiando di essere investito da una bicicletta, punto.
NON è necessario in Italia fare le ciclabili segnalate, protette, rialzate, colorate, basta che quelle che ci sono (e dovrebbero essercene di più) vengano usate dai ciclisti e basta!

martedì, ottobre 11, 2011

Lucchettaggi folli 6


Vista la scorsa settimana a Milano, il lucchetto, già di per se abbastanza "leggero", è fissato sulla leva freno, in pratica solo il cavo del freno posteriore assicura la bici alla cancellata, cavo freno che è possibile rimuovere agevolmante dal corpo leva anche senza attrezzi.
In compenso ci sono altri 2 lucchetti sempre a cavo arrotolati sul manubrio non utilizzati.

lunedì, ottobre 03, 2011

San Marco Urban Performance


Le selle delle fisse sono sempre state associate a prodotti d'epoca o similtali, come le Brooks o le San Marco Vintage, selle che, discorsi di comodità a parte, sicuramente stanno bene su un telaio in acciaio con le congiunzioni, ma stonano su un mezzo leggero e performante in alluminio e carbonio.
Per questo motivo se si vuole una bici leggera, è meglio montare qualcosa pensato per la bici da corsa, magari un po' più anonimo, ma decisamente più adatto.
San Marco, una delle realtà mondiali più attente al mondo della fissa, ha lanciato una nuova serie denominata "Urban Performance", utilizzando lo stesso design dei modelli più race della casa, ma con rivestimenti più accattivanti.
La eccezionale sella Zoncolan, top di gamma, è offerta nella versione Urban Performance con rivestimento di pelle colore marrone miele o scamosciata nera, ma scommetto che presto vedremo modelli colorati come quelli per la Concor del BFF, e rispetto alla suddetta Concor costa uguale e pesa 100 grammi in meno, ogni culo ha la sua sella, ma sulla carta è indubbio che la Zoncolan sia un prodotto vincente.
Insomma se state cercando la vostra prossima sella, io la Zoncolan UP nera ce l'ho già.

venerdì, settembre 30, 2011

Il mondo è il parco giochi


Usare una bici ancor più a scatto fisso in città trasforma l'ambiente circostante in un immenso parco giochi.
Dove c'è asfalto, cemento e mattoni, si possono creare parchi di divertimento immensi, basta avere la testa giusta, un po' di immaginazione e una bici .. o uno skateboard, dei pattini, o anche solo un paio di scarpe da ginnastica.
Dove per altri sport sono necessari campi e strutture a noi basta la strada.
E' per questo che il velodromo non mi attrae, girare in tondo in un anello mi sembra il criceto che gira nella ruota chiuso nella sua gabbietta, certamente è la soluzione ideale per competizione sportive, col pubblico e le telecamere televisive, ma non ci trovo nulla di divertente a farlo nel tempo libero.
Preferisco girare in città, sfrecciare tra le auto, saltare sui dossi e fare trackstand ai semafori.
Pericoloso? Si certo, ma anche i parchi giochi per bimbi, se ci pensate, possono essere pericolosi, spesso un pupotto di 2 anni è perfettamente in grado di arrampicarsi su strutture anche alte, ma non ha il concetto di pericolo, potrebbe cadere perchè distratto o addirittura buttarsi giù volontariamente da scivoli ed arrampicatoi rischiando di farsi anche molto male.
Insomma bisogna stare attenti, ma quello bisogna farlo sempre.
Viviamo in città, forse era meglio vivere in montagna in mezzo ai boschi, ma per mille motivi siamo qui, perchè toglierci il divertimento, chiudentoci in casa a guardare la tele o il pc.
La città può diventare un perfetto parco giochi, per piccoli e per adulti basta volerlo.

mercoledì, settembre 28, 2011

Five Ten Scofflaw



Ritengo che la Five Ten produca le migliori scarpete da arrampicata al mondo, da qualche anno ha a catalogo anche scarpe da MTB, ma per la maggior parte sono modelli da freeride e discesa, troppo grosse ed imbottite per un normale utilizzo cittadino.
La Five Ten non fa normali scarpe "da ginnastica", ma solo prodotti pensati per lo sport ad altissimo livello, tanto è vero che difficilmente (mai) le trovate in negozi che non siano di alpinismo/arrampicata o di bici.
Ora ha fatto un modello "da fissa" ... da fissa? che che cosa mai avrà di particolare questa scarpa? I soliti inserti rifrangenti? O ha solo il nome? Sarà la solita manovra commerciale tesa a vendere un nuovo prodotto in un mercato in espansione?
Sinceramente ero piuttosto scettico, ma poi ho visto le foto sul sito e mi sono dovuto ricredere.
E' la prima scarpa di recente produzione effettivamente pensata per essere usata con le gabbiette metalliche.
La parte anteriore della suola, quella che più si rovina sfregando sui pedali, è più solida e robusta, mentre la parte superiore ed anteriore della scarpa è rinforzata per sopportare lo stress delle gabbiette metalliche, persino i primi 2 occhielli dei lacci sono protetti da una eventuale usura dovuta ai cinghietti in cuoio, mentre il resto della scarpa è in tela più leggera e traspirante.
La Scofflaw non è una normale sneaker con una etichetta con su scritto: "fixie", è un prodotto studiato e da una azienda come Five Ten non potevamo aspettarci nulla di meno.
Anche se sono un amante dei pedali automatici non vedo l'ora di provarle.

lunedì, settembre 26, 2011

Amburgo


La scorsa settimana sono stato in Germania, ad Amburgo per lavoro (da lunedì scorso ho di nuovo un lavoro), e come succede nelle grandi città del nord Europa, la gente si sposta in bici.
Qualche considerazione sparsa.
Ho gironzolato per la città dalle 1600 alle 2100, nella zona centale ho visto ben 3 bike messengers in circa un'ora, 2 con MTB stradalizzata e uno su telaio da pista con 2 freni, non ho capito se aveva la ruota fissa o libera, anche perchè ma in generale ho visto più bici "da pista" con freewheel e 2 freni che fisse.
Se c'è una cosa in comune tra tutti i ciclisti sono le borse posteriori laterali da trekking, almeno metà delle bici ha quella stagna della Ortlieb su un lato della bici.
Le bici sono di ogni tipo, molte col cambio nel mozzo, per la maggior parte telai da passeggio, ma anche MTB, qualche triciclo cargo portabimbi, quello che manca sono in assoluto le bici a ruote strette tipo 700x23, quasi zero fisse, poche singlespeed e bici da corsa, evidentemente le ruotine non vanno troppo d'accordo coi climi rigidi.
Di circa mille e più ciclisti solo 1 (uno) era vestito "race" con tutina, in MTB figa e secondo me andava pure lui al lavoro perchè aveva uno zainetto un po' grosso per un semplice giro di allenamento.
Colori molto basici: nero, grigio, bianco, tutta roba poco appariscente, a parte qualche cargo nessuna soluzione strana, insomma sono bici che servono per spostarsi, non per fare i fighi, quindi modelli di gamma media, gli scassoni ci sono, ma non sono, come da noi bici da supermercato da 79.90, sono bici di gamma media vecchie ed usate.
Anche se siamo in Germania le bici le rubano perchè ho visto in un pomeriggio ben 3 lucchetti tranciati abbandonati a terra (tutti a cavo).
Da quello che ho visto ci sono in città 3 diverse aziende, immagino private, di bike sharing.
Abbiamo molto da imparare.

venerdì, settembre 16, 2011

Eccentrico Fixkin


La fissa è la bici originaria, prima che inventassero tutto il resto la bici era fissa; con la fissa è arrivata anche la moda del vintage, il ritorno all'acciaio, le congiunzioni, etc.
E va bene.
Ma la fissa permette ancora molte piccole, ma interessanti, innovazioni.
Da anni mi batto contro i mozzi filettati semplicemente perchè non sono pensati per quello che facciamo noi; attualmente tutte le fisse della casa sono montate con mozzi Fixkin.
Quel genio di Fixkin ne ha inventata un'altra delle sue.
Quando per la prima volta Stefano mi ha scritto, voleva fare un mozzo eccentrico in modo da porter convertire senza problemi di tensione catena anche telai recenti con forcellini verticali in fissi o singlespeed; il problema è che costruire un mozzo del genere costa un botto e si fa fatica a venderlo.
Dopo il successo del Lock, che permette di montare in sicurezza un pignone fisso su un normale mozzo filettato (e che dato anche il costo irrisorio, si vende meglio rispetto ai mozzi completi), ecco un sistema per convertire un normale mozzo Miche in eccentrico.
Da un pista 120mm a un telaio corsa 130mm ci sono 5mm per lato per far stare il sistema eccentrico.
Una spettacolare opera ingegneristica e voilà, il mozzo da pista diventa un eccentrico.
La cosa bella è che se alla fine, dopo aver provato la fissa convertita, decidete di prendere un vero telaio da pista, la modifica del mozzo è reversibile e vi ri-trovate una bella ruota da pista spaziata 120mm.
Aggiungi un prezzo abbordabilissimo ed è sicuramente il prodotto dell'anno!

mercoledì, settembre 14, 2011

Longboard e pubblicità


Altre volte ho postato pubblicità di auto che sfruttavano l'immagine della bici, questa volta ho trovato una pubblicità svedese della Peugeot 308.
Ovviamente svedese perchè l'itaGliano medio neppure sa cos'è uno longboard.
E poi almeno metto un video di cose senza motore su ruote senza freni e non mi stracciate i maroni che le fisse brakeless sono pericolose.
Se vi piace il genere:
http://vimeo.com/15378651
http://vimeo.com/24195442

lunedì, settembre 12, 2011

Jumping Jack Scratch


Vi siete comprati la bici da pista, vi piacerebbe provarla nel suo ambiente naturale, il velodromo, però, ma chissa come si fa?
Si, certo dei pazzi girano allo storico Motovelodromo di Torino, ma bisogna iscriversi eppoi non conosco nessuno.
Bando alle ciance, giovedì 22 c'è la prima garetta anche per chi non è avvezzo alle cose troppo serie.
http://riky76omnium.wordpress.com/2011/09/08/jumping-jack-scratch/

domenica, settembre 11, 2011

Il triciclo


La maggior parte delle persone nel mondo in cui viviamo impara a pedalare su un triciclo.
Il triciclo è spesso il primo mezzo di trasporto che un essere umano impara ad usare.
Il triciclo, così come lo conosciamo è pensato per poter essere usato in piena sicurezza da un bambino di età inferiore ai 3 anni.
Nessuno ha mai pensato che il triciclo possa essere in qualche modo intrinsecamente pericoloso.
Nessuno sostiene che per usare un triciclo sia necessario un allenamento particolare o che sia fondamentale aver usato per un po' una bici normale.
Nessuno ritiene che pedalare un triciclo possa essere pericoloso per le gambe e le ginocchia di un bimbo.
Il triciclo funziona con un meccanismo a ruota fissa, essendo privo di catena ha i pedali solidamente fissati alla ruota anteriore, non ha i freni e per fermarlo è necessario arrestare bruscamente la pedalata.
In pratica funziona esattamente come le "terribili" bici da pista senza freni che usiamo per muoverci in città.
Allora perchè il triciclo è assolutamente sicuro per un bimbo, mentre la fissa brakeless è PERICOLOSISSIMA per un adulto che, fino a prova contraria, ha una forza muscolare, una coordinazione nei movimenti ed una capacità di ragionamento ben superiore ad un pupo di meno di 2 anni che si piscia e si caga ancora addosso nel pannolino?

mercoledì, settembre 07, 2011

Lelli Kelly


Se leggete questo blog da un po' sapete che ho due bimbi e a volte guardando loro e i loro coetanei mi vengono fuori degli strani ragionamenti sulle biciclette.
Tutti i bimbi in città vanno ai parchetti dove ci sono giochi ed arrampicatoi, tutti i bimbi corrono e sudano; l'abbigliamento più logico per andare al parchetto sarebbero vestiti comodi, facilmente lavabili, che non si rovinano se il pupo si rotola per terra e ovviamente scarpe da ginnastica ai piedi.
I bimbi maschi sono vestiti così.
Le bimbe femmine sono vestite col vestitino bianco a fiorellini della festa e i sandaletti glitterati col tacco, col risultato che finchè sono piccole se ne battono e si rotolano come i maschi, poi un po' i genitori rompono le palle (pardon le ovaie visto che di femmine si tratta) un po' dopo i 6-7 anni iniziano a fare le signorine e stanno sulle panchine a guardarsi i vestitini carini invece di giocare e muoversi come dovrebbero fare gli esseri umani di quella età, quale che sia il sesso.
Cosa c'entra con le bici?
Tutto il mercato sembra intenzionato a convercerci che tutte le bici devono essere strafighe e costare una fucilata, col risultato che dopo aver speso 5000 euro per un meraviglioso velocipede in carbonio, difficilmente lo si userà per fare una rapida commissione in città, vuoi mica che si rovini, e se poi me lo rubano; magari vuoi comprare una vaschetta di gelato nella gelateria superbuona ad un chilometro da casa, ma a piedi si scioglie, in bici non si può che è un gioiello e non si può usare per qualcosa che non sia allenamento/gara, quindi ci vado in auto.
Complimenti.
Per fortuna ho 2 figli maschi e delle bici che si possono usare per le commissioni in città.

lunedì, settembre 05, 2011

Il peso della bici


I ciclisti si dividono in due categorie: i maniaci del peso e quelli a cui non frega nulla.
Come al solito la soluzione migliore sarebbe stare nel mezzo, una certa attenzione al peso senza diventarne maniaci, anche perchè i componenti delle bici vanno un tanto al peso, con la particolarità che al contrario di tutto, in questo settore le cose meno pesano e più costano.
L'esempio più ridicolo sul mercato è un noto pedale che in versione base pesa 256 grammi e si può comprare per la relativa modica cifra di 50 euro, ma la versione in titanio, che ne pesa solo 174 (per un risparmio di peso di ben 82 grammi!) costa 10 (DIECI) volte tanto.
Tornando sulla terra, una bici leggera, è meglio, il vantaggio della fissa è che partendo da un telaio in onesto acciaio di solito si riesce a stare sotto i 10Kg, mentre partendo da un telaio leggero con una certa attenzione ai componenti non si fa fatica a stare sugli 8kg.
Le mosse giuste per una bici leggera sono infatti partire da un buon telaio ed evitare tutta la roba inutile; volete il cambio e i freni, e va bene, però mettere una forca ammortizzata su una bici urbana è solo aumentare inutilmente il peso (e il prezzo visto che una forcella buona costa come una bici economica).
Quindi se state facendo una bici nuova o volete cambiare dei pezzi alla vecchia, pensate anche al peso dei componenti da montare, perchè con un etto di qua e 50 grammi di là, non ci vuole molto a cambiare il peso finale di una bici di 1 chiletto e un kg fa una bella differenza quando si pedala e ancora di più quando si trasporta una bicicletta.

venerdì, settembre 02, 2011

Quello che non c'è


Una delle regole fondamentali delle riparazioni è: "quello che non c'è non si può rompere" e ci aggiungo: non costa, non pesa e non richiede manutenzione periodica.
Ogni tanto, come la stragrande maggioranza degli appassionati di bici sogno ad occhi aperti e penso al mio prossimo mezzo.
Ogni tanto mi intrippo di una bici non fissa, ma con cambio e freni, l'ultimo colpo di fulmine è la Salsa Fargo, una bici mezza MTB 29er e mezza trekking col manubrio similcorsa, una bici che non saprei onestamente come usare, ma che trovo estremamente interessante.
Forcellini orizzontali, quindi ci vuole il cambio, e i freni a disco, ci sono solo gli attacchi per quelli, quindi niente caliper recuperati nell'immondizia, ok, trasmissione da MTB ma coi comandi da strada, anzi tanto per essere veramente originali meglio usare i manettini da crono montati alle estremità del manubrio che puoi ci vuole proprio il suo un dropbar da offroad, insomma tutto da comprare nuovo, tutta roba strana a partire dai freni Avid BB7 road che sono gli unici che possono essere comandati dalle leve da corsa.
Alla fine tra telaio che già non costa pochissimo e pezzi vari (che già che prendi nuovo prendi roba figa e poi non ci vuoi mettere i portapacchi Tubus da spedizione?)ne viene fuori una cifra non indifferente.
Poi vado in cantina prendo la mia fissa senza freni, con la vernice saltata, fatta con pezzi di recupero e decido che, almeno per il momento, una bici "leccata" col cambio, i freni e tutti i pezzi nuovi ne faccio a meno, perchè quello che non c'è non è che serve per forza.

giovedì, settembre 01, 2011

Mi dai un consiglio?

Io ogni tanto penso che qualche lettore di questo blog è convinto che io abbia la sfera di cristallo e quindi mi chiede cose tipo "mi consiglio un telaio?"
E per farci che cosa?
Perchè ad esempio il Vigorelli è un ottimo telaio, ma per qualcuno costa troppo, altri lo trovano troppo commerciale, altri troppo rigido, altri ancora troppo morbido.
Poi va bene per girarci in fissa in città, con una borsa sulle spalle, non certo da montare coi portapacchi per andarci a fare la spesa.
Già la spesa, "mi consigli una cargo per andare a fare la spesa", ma che spesa? che cambia di molto la spesa di un single che mangia fuori tutti i giorni, rispetto a quella di una famigliola di 4 persone, e poi dove la fai la spesa? che se stai in città e hai il supermercato sotto casa fai prima a piedi, se abiti in mezzo ai monti e devi farti 10Km su strada sterrata per arrivare al paese più vicino hai bisogno di un mezzo da paura.
Ci fosse poi qualcuno che parla di budget, una cifra ragionata, non "vorrei spendere il meno possibile" o "vorrei il tal pezzo che si costa 150 euro, ma io non vorrei spendere più di 30".
Io penso che la bicicletta sia come l'automobile, ci sono modelli da città, da fuoristrada, più o meno utili, più o meno sportivi, provate ad andare in un concessionario a chiedere un'auto da città che si parcheggi come una utilitaria, che vada bene per portarci 7 persone, per il trasloco, che sia veloce, coi cerchi in lega e l'assetto ribassato, che consumi poco e soprattutto che costi di meno, il massimo sarebbe trovarla d'epoca, magari una Ford Mustang d'epoca, quella che usa Steve McQueen in Bullitt, praticamente nuova, in condizioni perfette dallo sfasciacarrozze che me la regala così gliela porto via e gli faccio pure un favore, tanto le auto sportive d'epoca non le vuole più nessuno.
Poi, a costo di passare per stronzo, perchè dovrei spendere del tempo a consigliare su questo a quello su richiesta aggratis?
All'inizio del blog ero felice quando qualcuno mi scriveva per chiedere delle cose, poi sinceramente mi sono stufato, un po' perchè a certe domande è impossibile rispondere, un po' perchè tanto la gente non ascolta, un po' perchè se cerchi le risposte le trovi e soprattutto perchè pensate che di tutti i consigli che ho dato via mail ci sia stato uno che mi ha detto grazie?

PS_ mail si ieri sera: riassunto dell'intro: mi sono trasferito e ho da poco comprato una fissa relativamente economica ... "Il motivo per il quale scrivo e che, essendo un assoluto novellino in materia biciclette, credo di non averla configurata a dovere e dopo lunghe percorrenze mi ritrovo spesso con dolori in zona sella ed alle mani. Ogni settimana faccio un giro che ad occhio dovrebbero essere circa 200km ma dopo ogni uscita il giorno seguente rimontare in sella e' un vero inferno per sedere e mani. Volevo chiederti qualche consiglio su come migliorare l'impostazione di sella e manubrio o se, eventualmente, fosse il caso di apportare qualche modifica."
Non so quanto sei alto, che taglia è la bici, non ho alcuna idea di come ci stai sopra, fai non ho capito se tutti insieme 200Km (per inciso la lunghezza media di una tappa del giro d'Italia 2011 è 167.8Km, quindi se li fai regolarmente tutti insieme la cosa è abbastanza impressionante) e ti dovrei dare dei consigli sull'assetto della bici?
E come cavolo faccio?

martedì, agosto 30, 2011

Ultimi post e fisse

Avrete probabilmente notato che negli ultimi post non ho scritto di fisse, un po' strano per un blog che si chiama bicifissa; ho scritto di ciclismo urbano, di cargo, di skateboard, di bimbi, addirittura di pistole ad acqua e parkour, ma mai di fisse.
Perchè? Forse non mi piacciono più le fisse?
Ovviamente no, continuano ad essere le mie bici preferite, ma penso che ultimamente si sia scritto troppo su queste bici e non ci sia più nulla da dire di interessante.
In fondo è una bici semplicissima ed è proprio questo il suo bello, passati i primi anni in cui l'uscita di qualche nuovo modello faceva scalpore ormai i pezzi sul mercato ci sono, anche troppi per certi versi e trovare info è semplicissimo, non è che devo riscrivere per la centesima volta com'è fatto un mozzo da pista, anche perchè la mia sensazione è che quelli veramente interessati a come funziona siano veramente pochi rispetto a chi si preoccupa di come fare il giusto accostamento cromatico.
Ho iniziato a scrivere di fisse perchè non c'era nulla in rete su questo argomento, ora mi diverto di più a scrivere di cargo e di bimbi per lo stesso motivo, anche calcolato che il fissato medio, per questioni di età i figli magari non li ha oggi, ma magari li avrà in futuro, intanto si documenta sull'argomento.

martedì, agosto 23, 2011

Quello che vorrei vedere alle fiere di settembre ..

Eurobike ed Interbike ... e che non so se vedrò.
Per prima cosa dei telai con geometrie tirate aggressive pista/corsa con:
- ruote da 700c e passaggi ruota che permettano di montare roba larga 40-45
- forcellini orizzontali (per montaggi ss, fisso o cambi integrati nel mozzo)
- attacchi per freni Vbrake e/o dischi (meglio i primi che frenano benissimo e costano poco)
- predisposizioni per portapacchi di ogni tipo
Poi:
- Bici da carico capienti e robuste, ma nello stesso tempo leggere, piccole e veloci; pensate non per paradisi del ciclista l'Olanda o la Danimarca, ma per metropoli incasinate prive di piste ciclabili
- Tendicatena per montaggi 1x9, che la tripla o doppia davanti in città non serve, una sola corona basta e gli unici tendicatena da singola sono robe da downhill race
- Portapacchi fatti bene pensati per utilizzo urbano, quelli che si trovano in giro sono: o delle cagate economiche o superleggeri e costosissimi per trekking estremo
- Abbigliamento uso bici con cui si possa andare in ufficio senza sembrare dei pagliacci
- Borse da bici che si possano portare in ufficio
- Soluzioni per trasportare i bimbi grandi e più di un bimbo in bici

giovedì, agosto 18, 2011

Portaskate da bici

Non so voi, ma io ultimamente mi sono un po' stufato di avere sempre la schiena marcia di sudore causa zaino quando vado in bici.
I portapacchi non sono molto considerati, certo appesantiscono la bici, ma non più del peso sulle spalle del ciclista, è quindi bello vedere prodotti nuovi che non siano specifici da trekking, ma studiati per normale utilizzo urbano, anche se sono cose un po' strane come un portaskate come quello della Fairdale bikes.
http://fairdalebikes.com/products/#skateboard-rack
(Ricordo che, nel film documentario "Dogtown and the Zboys", gli skaters andavano a caccia di pools vuote spostandosi in bicicletta)

mercoledì, agosto 10, 2011

Family Minivan


Per portare 2 bimbi su una longtail la soluzione migliore è montare 2 seggiolini sul deck.
Roberto sta sopra il vecchio Hamax Siesta, non è neppure necessario modificarlo, ma Giacomo è troppo grosso per un seggiolino standard, per cui mi toccava trovare qualcosa non da bici; dopo aver cercato ovunque e non trovato un oggetto che mi piacesse ho ripiegato su una classica seggiolina in plastica IKEA che avevamo in casa.
Non essendo ovviamente predisposta per cinture di sicurezza e simili, il pupo è legato con una daisy chain da arrampicata all'Hamax; nelle sacche laterali trova posto tutto quello che serve per andare a spasso con i bimbi.
La bici si porta abbastanza bene, i problemi sorgono solo quando i 2 passeggeri si agitano e il peso si sposta a destra e sinistra, per il resto è uno spasso andare in giro con 'sto coso.

martedì, agosto 09, 2011

Bici urbane

Andavo in MTB, mi sono innamorato della fissa per la città, per poi ritrovarmi ad amare solo più le bici urbane.
Attualmente ho 2 bici finite e funzionanti (telai e pezzi sparsi lasciamo stare) e sono una fissa e una cargo e sinceramente faccio fatica a pensarmi con bici diverse che non siano da utilizzo urbano.
In questi giorni sto cazzeggiando in rete in cerca di novità 2012, certamente ci sono un sacco di belle bici, "le classiche bici belle", quelle per intenderci da 5000 euro, alla fine gira e gira, ricasco sempre sulle solite 2 tipologie di bici, fissa e cargo, al massimo non mi dispiacerebbe provate un ibrido urbano con telaio da corsa, rapporti da bici da corsa, gomme larghe e freni tosti, insomma il classico tipo di bici che in Italia non vuole proprio nessuno.
Magari vedo una nuova MTB 29", inizio a vedere chi produce 29" e poi finisco col guardare il Big Dummy di Surly, piuttosto che la Salsa Vaya.
Non c'è niente da fare più passa il tempo e più mi piacciono le bici utili e meno quelle sportive.

domenica, agosto 07, 2011

2012


Il mercato della bici è un po' pazzo, in agosto si iniziano a vedere i modelli 2012 che verranno presentati ufficialmente a settembre a Eurobike ed Interbike, modelli assolutamente nuovi e innovativi rispetto ai modelli 2011, anni luce avanti rispetto agli obsoleti medelli 2010.
Almeno per quanto riguarda i settori bici da corsa e soprattutto MTB dove ogni anno assistiamo alla presentazione di nuovi sistemi di ammortizzatori.
Nel "nostro mondo" di fissati e ciclisti urbani per fortuna le bici son sempre le stesse, anzi, la pista d'annata vale di più di quella 2012, una conversione se fatta bene rimane un'ottima bici anche se il telaio ha 40 anni e il Vigorelli montato Miche (tanto per fare due nomi che conosciamo tutti) preso a fine 2007 è attualissimo a fine 2011 e nessuno si sognerà mai di dire, "ah, ma è vecchio, è il modello di 4 anni fa".
I forcellini delle fisse sono sempre orizzontali da pista così non ci crucciamo se sian meglio gli sliding dropouts o i mevimenti eccentrici, e il perno posteriore sempre da 10mm, non è che ci stressano tutti gli anni con uno standard nuovo, migliore di quello dell'anno precedente, come in MTB.
No, le bici che ci piace usare sono bici che non hanno bisogno di essere cambiate ogni anno, funzionano e vanno bene così come sono, tanto è vero che quando qualche grosso marchio mette a catalogo una nuova bici urbana non fa altro che riproporre modelli che esistono sul mercato da decine di anni.
La bici della foto è un "innovativo" modello da commuting della Kona per il 2012, non vi sembra di averlo già visto in giro?

giovedì, agosto 04, 2011

2 bimbi


Trasportare un bimbo in bici non è difficile, molte sono le soluzioni, la più semplice, pratica ed economica è montare un apposito seggiolino sulla bici e il gioco è fatto.
Ma se i bimbi sono 2 il problema si complica non poco.
La soluzione più elementare è sempre il seggiolino, nel caso 2, uno anteriore e uno posteriore.
Soluzione che non mi piace per niente per svariati motivi:
prima di tutto non amo i seggiolino anteriore perchè il pupo prende troppa aria
secondo perchè funziona solo fino a chè il pupo grande pesa fino a 22 kg e il piccolo fino a 15, limite imposto dalla legge, ma anche dalle dimensione stesse dei seggiolini, visto che i miei 2 "ragazzi" a 2 e 5 anni sui seggiolini anteriore e posteriore non ci stanno proprio più.
Quindi?
Ci sono i rimorchi apposta, ma in città, o almeno nelle città come Torino, sono inutilizzabili; si potrebbe comprare una bici da carico tipo Bakfiets, ma si parla di costi che viaggiano sopra i 2000 euro e pesano uno sfacelo (il Bakfiets originale pesa 44Kg!!) per un mezzo non praticissimo da usare sulle nostre strade oltre all'impossibilità di metterlo in cantina o in box insieme ed una automobile).
La soluzione ideale è customizzare l'Xtracycle, come ho visto in molte foto in rete; lo snap deck posteriore è abbastanza robusto per trasportare un adulto e lungo per alloggiare 2 seggiolini.
Dopo aver cercato un secondo seggiolino adattabile al deck (come vedete nella foto su una bici non mia), ho scelto di arrangiarmi con quello che avevo in casa ...

mercoledì, agosto 03, 2011

Lituania


Se siete stufi di vedere auto parcheggiate sulle poche piste ciclabili cittadine.
Se pensate che bisognerebbe fare di più per fermare gli automobilisti indisciplinati.
Da oggi potete trasferirvi in Lituania.

sabato, luglio 30, 2011

Incrocio a NY

3-Way Street from ronconcocacola on Vimeo.
Di solito i ciclisti si lamentamo di quanto gli automobilisti guidino male e mettano in pericolo l'incolumità degli altri utenti della strada.
In realtà TUTTI in strada si comportano male, dai pedoni agli autisti dei mezzi pesanti, o meglio, in ogni categoria di persone ci sono responsabili ed irresponsabili.
La differenza è che se un automobilista, a torto o ragione, si sente protetto dal suo abitacolo di metallo, un ciclista dovrebbe avere un livello di attenzione superiore per la propria incolumità.
Invece proprio il mezzo bici porta ad atteggiamenti molto pericolosi, da parte di tutti, dalla signora con la bici da passeggio, che tanto vedo piano e non do fastidio a nessuno, al velocista in bici da corsa, che mi sto allenando e non posso perdere tempo, al fissato messenger wannabe che deve per forza bruciare i semafori, un po' perchè è senza freni non sa come fermarsi e un po' perchè non può mettere in piede a terra e in surplace non ci sa stare.

lunedì, luglio 25, 2011

Automunito

Leggendo gli annunci di ricerca lavoro ci sono delle cose che evidentemente non tornano, una di queste è "automunito".
Generico lavoro di ufficio, requisiti: automunito.
Ma se devo stare tutto il giorno in ufficio l'auto a che serve?
Poi leggi l'azienda è in località non raggiungibile coi mezzi pubblici ... già e quindi assumi solo chi ha la macchina.
Grazie che mi hai informato che il posto è in luogo isolato dal mondo, ma a te datore di lavoro, che te ne frega se ho una automobile per venire al lavoro o se invece preferisco partire da casa alle 4 del mattino e venire a piedi?
Mi è capitato anche di leggere una ricerca di personale per un posto in Via Cernaia, che per chi non lo sapesse è in pieno centro a Torino, tra i requisiti anche qui: "automunito", ma che cazzo devo automunirmi per un posto in pieno centro servitissimo dai mezzi pubblici??
Che poi in via Cernaia dove diavolo la parcheggio l'auto?
Sulle striscie blu a pagamento a 1,50 euro all'ora??
Oltretutto, magari una macchina ce l'ho, ma preferisco non usarla perchè costa un botto andarci al lavoro, oppure non ce l'ho e devo per forza comprarne una così parto subito dal presupposto che mi costerà (tra ammortamento, benzina, tasse, assicurazione) almeno, almeno 2-300 euro al mese (in realtà molti di più), sperando di non fare incidenti e di non rompere nulla.
Quindi, se per ipotesi, lavorando guadagno netti 1500 euro, in realtà finisco per portarne a casa solo 1200-1300.
Perchè se all'estero pensano a sistemi per incentivare il NON utilizzo dell'auto, qui è normale pretendere che il dipendente sia automunito.

mercoledì, luglio 20, 2011

Passion




Non sono buono ad andare in skate, ci sto sopra, ma non fatemi fare dei tricks, non ho mai imparato; un paio di settimane fa sono passato da Piazza Castello e mi sono fermato a fare qualche foto.
E' incredibile le botte che prendono questi ragazzi e la passione che mettono dentro allo skate.
Cadere, rialzarsi e provare ancora.
Passione allo stato puro.

lunedì, luglio 18, 2011

Pistole ad acqua


Per andare al mare lo zio ha regalato 3 pistole ad acqua, 2 per i miei bimbi più una per il cugino.
Naturalmente ha comprato 3 pistole generiche, costo sui 6 euro, tanto son giocattoli da usare sulla spiaggia, che senso ha spendere di più?
Peccato che 2 su 3 la spiaggia non l'hanno neppure vista, si sono rotte prima.
Invece io che sono un rompicoglioni precisino, avevo preso per i miei 2 NERF nuove a cui aggiungere il Liquidator dell'anno scorso.
Si certo, le ho pagate il doppio però dopo svariate battaglie sono ancora come nuove e sono pure tornate a casa.
Le armi "generiche" sono finite nel cesto dei rifiuti al mare.
Risultato, se comprate delle cose buone non solo alla fine risparmiate soldi, ma inquinate anche meno perchè la roba rotta va smaltita ... vale per le pistole ad acqua come per tutto il resto ... bici comprese.

venerdì, luglio 01, 2011

Aspiranti fissati milanesi decerebrati


"Ciao, io sono di Milano ma faccio fatica a trovare negozi o prezzi riguardo queste biciclette. Mi sai dare qualche info anche su internet?"
Scusa??
A Milano è praticamente nato il movimento italiano della fissa
A Milano si sono corse le prima Velocity e le prime Alleycat races
A Milano c'è il maggior numero di eventi, aperitivi, tornei e quant'altro dedicato alla fissa
A Milano ci sono più fissati che in qualunque altro posto in Italia
A Milano esistono ben 3 negozi specializzati in fissa
A Milano (vabbè li vicino) c'è Cinelli, il marchio storico della bici italiana che ha da sempre dimostrato più interesse a questo mondo
A Milano c'è Dodici, sicuramente il marchio italiano più dinamico in questo settore
Non riuscire a trovare una fissa a Milano è come andare in vacanza sull'isola della foto e non riuscire a trovare il mare!!

martedì, giugno 28, 2011

Frankenstein


Ma su un telaio pista si possono montare i portapacchi?
Ha senso mettere un attacco manubrio da BMX o i pedali automatici da MTB?
Frankestein è una creatura fatta con pezzi di cadavere, le prime fisse in giro per la città erano fatte con pezzi obsoleti che non voleva più nessuno, destinati alla morte; più di una volta ho pescato pezzi per le mie bici nell'immondizia e ancora adesso uso saltuariamente un telaio leggermente piegato a cui sarebbe giusto far finire i suoi giorni all'ecocentro.
Una creatura fatta con pezzi difficilmente compatibili tra loro, ma se sto più comodo con dei pedali in plastica da BMX, piuttosto che degli automatici da MTB, mentre coi pedali "pista", quelli seri mi trovo malissimo, sbaglio?
Si potrebbe usare la fissa per andare in ufficio e per non "pezzare" la schiena di sudore perchè non mettere un bel portapacchi?
E già che ci siamo anche parafanghi e luci.
Perchè una bici, fissa, libera, col cambio o senza, prima di ogni cosa deve essere utile e deve essere montata come serve a me, chi l'ha disegnata e pensata non sapeva di cosa io avrei avuto bisogno, è da quindi ci metto quello che mi pare.
E poi chi ha deciso che un attacco manubrio, lo stesso attacco, da 60mm è da freeride, da 100 è da crosscountry e da 120 è da bici da corsa?
Un po' assurdo come ragionamento non vi pare?
Solo una cosa continuo a non capire; e sono quelli che non montano un attacco corto e un riser da MTB perchè stanno più comodi a pedalare, ma perchè "è di moda", "bisogna".
Non bisogna montare nulla perchè lo fa qualcun altro, si monta la roba perchè SERVE.
E questo, dopo aver io stesso usato roba solo perchè più bella, è l'unico (l'UNICO) motivo per usare un pezzo invece di un altro, indipendentemente da cosa c'è scritto sopra, da "per cosa" è venduto e quanto "fa figo".

lunedì, giugno 27, 2011

OT: Area Parkour Ivrea


La cosa che più amo della fissa, e delle bici semplici in generale, è che si torna bambini, quando si pedalava spensierati al parco; già i bambini, i grandi sono grandi e non giocano.
Quando i bimbi son piccoli si portano ai giardinetti dove ci sono gli arrampicatoi, uno strumento meraviglioso per conoscere il proprio corpo e sfidare i propri limiti.
Peccato che dopo i 5 anni praticamente tutti gli arrampicatoi sparsi per la città (escluso per fortuna quello in corde del parco lineare di corso Tazzoli) diventano troppo facili e non c'è più gusto a salirci sopra.
E poi per quale cazzo di motivo io, padre, non posso avere una struttura su cui divertirmi insieme ai miei figli?
Venerdì scorso è stata una piacevole scoperta vedere che a Ivrea hanno da poco inaugurato ai Giardini Giusiana in centro la prima struttura italiana per il parkour.
Così, finalmente, il pupo "sotto il metro" si è divertito sulla nuova locomotiva di legno, il pupo "sopra il metro" sulla strutture più basse dell'area parkour e io mi sono devastato un po' le braccia su quella più grande, perchè non si è mai troppo vecchi per giocare :-)

mercoledì, giugno 22, 2011

Bici a Londra


Probabilmente l'avete già letto in giro ma a Londra la bici ha superato l'auto come mezzo preferito per andare al lavoro (notizia completa su repubblica.it: http://www.repubblica.it/esteri/2011/06/19/news/biciclette_londra-17929215/?ref=HREC2-10).
A Londra!
Non a Copenhagen che nell'immaginario collettivo immaginiamo come un simpatico paesone in mezzi ai boschi della Danimarca, mancano solo gli elfi e gli gnomi e poi è perfetto.
A Londra!
Se penso ad un londindese mi viene in mente un tipo in elegantissima giacca e cravatta con la bombetta e l'immancabile ombrello, in pratica John Steed nella antica serie di telefilm "the Avengers", "Agente Speciale" in italiano.
Non precisamente i vestiti che immaginiamo più adatti per usare la bici e poi c'è l'ombrello, perchè a Londra piove, fa freddo, e nella city si richiede di lavorare vestiti bene.
Ma nonostante tutto nella capitale del Regno Unito al lavoro ci vanno in bici.
Insomma ci riescono a Londra perchè non possiamo farlo anche in Italia??

lunedì, giugno 20, 2011

Bici senza pedali


Al nord le rotelle non le usano, i bimbi dopo il triciclo passano a biciclettine senza pedali (e senza guarnitura, corona, catena, etc).
In questo modo imparano l'equilibrio sulle due ruote, il passaggio ad una bici "normale" diventa così semplicissimo.
Io la bici senza pedali l'ho comprata, il problema è che l'ho presa DOPO che il pupo aveva già sperimentato le rotelle e così non ha mai voluto usarla, diceva che una bici senza pedale NON è una bici.
Già, se papà ha i pedali perchè lui no?
E inolte i primi passi senza pedali sono molto più lenti e problematici della ormai "veloce" bici con le rotelline.
Sono arrivato ad un punto morto.
Con le rotelle è diventato pericoloso, senza cade di continuo e le rivuole, la bici senza pedali è nel frattempo diventata piccola, come se non bastasse il ragazzo è grosso e ormai, a 5 anni, sul seggiolino non ci stà più.
Che fare?
Extrema Ratio: dopo mille tentativi, un tranquillo sabato pomeriggio, ho smontato rotelle e pedali dalla sua bici, poi gli ho fatto vedere questo:
http://www.pinkbike.com/video/147106/
Giacomo si è gasato ed è voluto uscire subito, tempo 10 minuti era velocissimo e soprattutto sicuro.
Dopo un paio di settimane, abbiamo provato a rimettere i pedali, ancora qualche problema sulla partenza, ma il gioco è fatto: ha imparato l'equilibrio e soprattutto a mettere i piedi per terra se qualcosa non funziona.
Nota: alla fine la bici apposita senza pedali non serve comprarla, una qualunque bicina da bimbo a cui siano stati rimossi i pedali funziona benissimo, pensavo che le pedivelle potessero dare fastidio invece non ne danno affatto, se poi uno vuole togliere tutto (guarnitura, movimento, catena) libero di farlo, ma non serve.

venerdì, giugno 17, 2011

Non comprate una bici ... con le rotelle


Se siete dei giovani genitori e state pensando di comprare una bella bici con le rotelle per il vostro piccolino/a ... NON FATELO!!
Certamente è molto bello vedere il proprio bimbo che fa le sue prime pedalate, Giacomo ha iniziato a soli 17 mesi, ma, a posteriori, non è stata una grande idea.
Il pupo si abitua al supporto delle rotelline e quando diventa grande toglierle è difficilissimo.
Oltretutto dopo i 4 anni le velocità sulla bicina inziano a diventare elevate, il controllo relativo e le curve, non potendo inclinare naturalmente il mezzo (perchè ci sono le rotelle) diventano pericolosissime.
A peggiorare il tutto il piccolo ci sta comodo con le rotelle, non deve mettere il piede a terra quando si ferma, non rischia di cadere (o almeno ne è convinto) e quindi non le vuole levare.
Se si tolgono, inconsciamente in caso di difficoltà è comunque convinto di averle, non toglie il piede dal pedale per appoggiarlo a terra, cade, si fa malissimo e le rivuole.
Insomma un calvario che si sarebbe potuto evitare se le rotelle non fossero MAI state utilizzate.

martedì, giugno 14, 2011

Pioggia


Sicuramente uno dei motivi che frenano l'utilizzo della bici in città è il clima, "e se piove?"
Se piove ci si bagna, quanto? dipende da quanto piove, ovvio, ma anche da cosa avete addosso.
Ultimamente stà piovendo veramente troppo.
Non so se l'avete notato, ma se piove ha ben poca importanza se la bici ha tutti i componenti del colore giusto, che abbiate una conversione appena decente o una biga da paura vi bagnate uguale.
Invece la differenza tra uno zainetto generico preso coi punti (che dopo 5 minuti di acqua e zuppo, lui e il suo contenuto) e una seria sacca da messenger a prova di nubifragio, è evidente.
E quando finalmente a casa bagnati marci scoprite che le uniche cose asciutte sono quelle dentro lo zaino, dove prudentemente avete messo telefono, portafogli, documenti, etc, i 100 euro spesi per un Ortlieb, diventano un ottimo affare.
Così come si scopre rapidamente l'utilità di una giacca e un paio di pantaloni waterproof, e anche quei venti euro per i parafanghini in plastica sono stati spesi bene.

martedì, giugno 07, 2011

Fixkin lock


Quando Stefano ha iniziato a produrre mozzi, molti gli hanno chiesto di fare un sistema che permettesse di fissare saldamente un pignone ad un normale mozzo filettato o ad un mozzo da pista a cui si erano rovinate le filettature.
Il risultato è il Lock, un portapignone su standard Miche che si avvita sul normale filetto e viene bloccato in posizione da ben 7 viti che si avvitano a loro volta sul corpo del mozzo.
Se non vi sembra abbastanza, nulla vieta di aggiungere colle e frenafiletti, tanto per cambiare pignone o toglierlo (operazione necessaria per sostituire ad esempio un raggio rotto) non è necessario rimuovere il Lock che rimane saldamente fissato sul mozzo.
Per sostituire i pignoni poi non è necessaria una chiave per lockring, ma una banale e comoda brugola.
Esistono 2 versioni, uno "corto" per mozzi singlespeed o pista e uno "lungo" utile proprio per convertire una vecchia ruota con pacco pignoni avvitato che permette di non dover ricampanare la ruota per ottenere la corretta linea di catena, modificabile tramite appositi spessori in modo da poterla aggiustare su una guarnitura che da una linea catena diversa dai classici 42mm di un pista.
Volete una bici fissa economica e sicura da usare anche senza freni?
Tutto quello che vi serve per una coversione coi fiocchi è un Lock, non a caso il sito si chiama proprio "allyouneedislock"
http://www.allyouneedislock.com/