martedì, aprile 15, 2008

Cinelli e RVCA


"Prendere delle bici e metterle in vetrina non mi fa sobbalzare dalla sedia per la gioia" questa frase non è mia, ma di Michele/Icbulk, l'avevo messa negli appunti perchè ero certo che prima o poi sapevo che l'avrei "tirata fuori".
La notizia ed è la collaborazione tra Cinelli e la RVCA, la prima azienda la conoscete, la seconda è una ditta di abbigliamento streetwear americana che punta molto sui giovani artisti, scopo della collaborazione è creare delle bici d'autore, in pratica trasformare dei telai in delle opere d'arte.
L'idea non è nuova, l'ha già fatto di recente Colnago e parte da un evidente interesse da parte di artisti e designer verso il fenomeno fissa.
Sinceramente faccio fatica a spiegarmelo, forse perchè anche di lavoro faccio il tecnico e per me le cose devono innanzitutto funzionare bene, l'estetica è relativa e soprattutto è subordinata alla funzionalità, ma non posso fare a meno di notare che più di un terzo delle mail di richiesta informazioni, commenti e cazzeggi vari che mi arrivano tramite il blog provengono da studi di design e affini.
Se si parla di fisse su Abitare, se come mi hanno segnalato alcune bici compariranno al Salone del Mobile di Milano, un motivo ci sarà.
Arrivando alla fissa dal mondo dello sport faccio fatica a capire come ci si possa arrivare dall'arredamento di design, mi piacciono ovviamente le bici belle, ma prima di tutto mi piace pedalarle, guardarle e basta mi annoia un po' e tra una Cinelli Vigorelli in strada e una Supercorsa Pista appesa ad un muro continuo a preferire di gran lunga la prima.
Una cosa è sicura, la fissa NON è solo una bici è qualcosa di più e forse il continuare a considerarla solo una ennesima tipologia di bicicletta è un grave errore.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Aldone; ci sono persone in giro che pensano alla bici come oggetto d'arredamento, non è una battuta, me lo sentii dire quando per un periodo tenni la mia Bianchi da corsa dentro casa. La fissa è essenziale, minimale, ben si accosta a mobili con lo stesso stile, per questo i designer le stanno "studiando", è di moda, fa figo, fa tendenza.
La fissa in questo caso non va pedalata, arricchisce le linee con la semplicità e l'essenzialità dell'oggetto.
Morale della favola questa è gente che se pedala, lo fa la domenica al parco o per brevi spostamenti, non per scelta di vita, figurati se capiscono la differenza tra una fissa e una bici normale, hanno la macchina dalle belle linee, mica quella funzionale...
Vuoi che continui?
M!!!

Ezio ha detto...

Ciao Aldone!
Anche io sto a torino e uso comunemente la bici per spostarmi in città. Sarei interessato ad acquistare/montare una bici fissa; il problema sta nel fatto che sono molto alto e quindi non trovo il telaio.
Mi chiedevo se tu conosca qualcuno a cui possa rivolgermi senza spendere un capitale per farmi fare un telaio.

ciao

Ezio

Aldone ha detto...

Ezio (e tutti quelli che han bisogno di telai e pezzi) è meglio se mi mandi una mail, l'indirizzo lo trovi sul profilo

ett ha detto...

Ieri sono stato agli eventi fuori salone, pieni di chiattilli (=fighetti in napoletano), look finto povero o suprechic. la fissa o la bici in genere è di tendenza, fa bio eco design. Chissenefrega, positivo che ci sia qualcuno che va in bici anche se non lo fa per scelta di vita.
Io ho raggiunto gli eventi con la mia bici strafiga, ma questo non conta. Quello che conta è che ci sono andato con un amico designer che non ha mai avuto la macchina, ha sempre usato una bici ed è più essenziale delle fisse, perchè è un vero cancello ma fa il suo lavoro.
Fra tanti fighetti e strafighe che ho visto ieri per il Salone quelli con il look più posso e fiacco, out, casual, banale, erano delle persone con tesori assolutamente nascosti... Un illustratore che adoro, un designer giornalista ed autore di uno ricco atlante dell'architettura contemporanea, un Designer (vero) che ha disegnato una lampada che fattura miliardi ed un Designer vero ma anche superstar internazionale affermatissima. Tutti gli altri andavano anche in fissa ma non so se hanno tesori nascosti.

Giulio ha detto...

IO SONO UN DESIGNER ED HO UNA CINELLI ALIANTE CON LA QUALE PEDALO SUL SERIO..SE PENSATE DAVVERO CHE CINELLI NON DEBBA AVERE NULLA A CHE FARE CON IL DESIGN E CON L'ARTE NON CONOSCETE LA STORIA DI CINELLI. CINELLI SENZA ARTE E DESIGN NON SAREBBE MAI DIVENTATA ..CINELLI!
LA COLLABORAZIONE TRA INDUSTRIA E DESIGN E' IMPORTANTISSIMA SOPRATUTTO PERCHE' AMPLIA LE VEDUTE DELL'AZIENDA E DEI SUOI COSTRUTTORI.
CINELLI E' STATA GRANDE, UNICA, INNOVATIVA, PAZZA, GENIALE PROPRIO PERCHE' IL SUO FONDATORE ERA UN PERSONAGGIO ECLETTICO, DI GRANDE CULTURA, CHE OSAVA GIOCARE CON L'ARTE E CHE HA SAPUTO TROVARE SEMPRE IL PERFETTO CONNUBIO TRA TECNICA, SPERIMENTAZIONE, E DESIGN.