martedì, aprile 10, 2007

Pubblicità Nike


Cartellone pubblicitario della Nike a Tokio, Giappone.

Nella foto un bel gruppetto di fissati brakeless con la scritta in giapponese che recita "Niente freni, niente problemi" seguito dal classico "Just do it" in lingua inglese.

venerdì, aprile 06, 2007

Test zaini da messenger


Sul mitico sito Fixed Gear Gallery è iniziato il test comparativo di un buon numero di zaini da bike messenger, come era già stato fatto con le borse a tracolla tempo fà; presenti attualmente ad ora solo il classico Timbuk2 e il tedesco Ortlieb, ma molto altri saranno recensiti.
Proprio quest'ultimo, che si differenzia non poco dai prodotti americani, ha avuto ottimi commenti e diventerà a breve il mio personale zainetto, seguirà una bella prova tracolla Timbuk2 vs. zaino Ortlieb!

giovedì, aprile 05, 2007

Buon Compleanno!!


A quanto pare oggi la bicicletta compie 190 anni.
Le date sono un po' discordanti; esistevano già da tempo macchine in legno cavalcabili e dotate di 2 ruote ma il progetto della "prima bicicletta" risale al 5 aprile 1817 ed è opera del barone Karl von Drais, un impiegato statale del Gran Ducato di Baden in Germania.
Karl Drais inventò la sua Laufmachine (macchina da corsa) nel 1817 che fu chiamata dalla stampa draisine (o anche draisienne, in Italia draisina) e più tardi velocipede. L'innovazione di questo modello rispetto alle realizzazioni precedenti è l'introduzione del sistema di sterzo tramite il manubrio.
Bici in legno, manubrio, sella, senza pedali ... praticamente una Likeabike (http://www.likeabike.it/)

Per ulteriori informazioni sulla storia della bicicletta: http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_bicicletta

mercoledì, aprile 04, 2007

Mozzo OnOne


Trovare dei mozzi da pista non è facile, per la mia Bottecchia più di un anno fà, non trovando valide alternative, ho deciso di ordinare in mozzo OnOne flip flop direttamente in Inghilterra.
OnOne è una piccola ditta inglese specializzata in MTB rigide in acciaio con una prevalenza di prodotti per il singlespeed e altri prodotti "di nicchia", la produzione e tutta taiwanese e la vendita avviene quasi esclusivamente in modo diretto sul loro sito.
Il mozzo ha battuta 135mm da MTB ed è quindi più largo dei classici 130mm di un telaio da corsa, poco male il carro di un telaio in acciaio è tranquillamente in grado di sopportare la flessione necessaria per allargarsi di 2.5mm per lato.
Il mozzo ha doppia filettatura da entrambe i lati e quindi può essere montato con 2 pignoni fissi con diverso numero di denti se l'escursione dei forcellini lo permette, in alternativa su uno o entrambe i lati può essere montata una ruota libera.
Il mozzo è chiaramente concepito per utilizzo offroad, pesa una tonnellata ed è assolutamente a prova di bomba, perfetto per un utilizzo in ogni clima e in condizione sporche, ma non è la soluzione migliore per una bici superleggera.

In definitiva ottimo se: volete convertire un telaio da MTB e volete un mozzo robusto.

lunedì, aprile 02, 2007

Perchè uso la fissa


Perchè sono un individuo moderno, svogliatamente ipertecnologico, estremamente stressato, con un lavoro che mi fa schifo, una moglie che amo, uno splendido bimbo di 13 mesi e assolutamente zero tempo da perdere.
Se devo spostarmi in città voglio, pretendo, esigo di metterci poco tempo, il minor tempo possibile, cazzo vorrei il teletrasporto, ma devo accontentarmi di quello che offre questo inizio di XXI secolo.
Inutile usare l'auto, troppo traffico, sarei sempre fermo e arrivato a destinazione non saprei dove parcheggiare, non posso usare la moto perchè non ce l'ho e comprarla sarebbe una spesa inutile, a piedi non se ne parla a meno che la distanza da percorrere non sia inferiore ai 3-4 isolati.
Ho deciso che mi sposto in bici.
Non una bici da corsa perchè non avrebbe senso, troppo fragile, troppo cara ed inutilmente complicata, non una city bike, sia essa moderna o d'epoca coi freni a bacchetta perchè troppo pesante e soprattutto lenta, così come una MTB di qualunque tipo, ottima in montagna ma inadatta in città.

Uso una fissa costruita su un telaio da corsa in acciaio perchè è, semplicemente, la soluzione migliore.

venerdì, marzo 30, 2007

Niente di nuovo


L'ultima moda dei "fissati" statiunitensi arriva dalle crew di MASH e Trackosaurusrex: il freestyle con le bici da pista.
Per rendere più facili le manovre in puro stile BMX sono necessarie alcune modifiche:
- Ruota anteriore più piccola da 650c per avere angoli più verticali, quindi bici più "nervose" e consentire manovre di "barspin"
- Attacco manubrio corto
- Manubrio riser da MTB

Un'idea innovativa? da questa foto di circa 100 anni fà non si direbbe

Sugino colorate


Guarniture da pista Sugino 75 ora disponibili in vari colori anodizzati da coordinare a piacere con il telaio e i cerchi Deep V a profilo alto.

giovedì, marzo 29, 2007

Metodo Pettenella


Il metodo Pettenella rinominato Rotafixa sui forum USA (verbo: to rotafix) è un sistema per avvitare da paura il pignone fisso su un mozzo standard non predisposto per la ghiera di fissaggio controfilettata.
Il risultato è poter costrure una fissa senza per forza disporre di un mozzo posteriore da pista, lo svantaggio è che un pignone montato in questo modo si può svitare.
Ma si svita? dipende.
Senza inutili polemiche e guerre di vario genere, se il mozzo da pista è montato correttamente magari con l'aggiunta di una ghiera da movimento centrale e del frenafiletti è ben difficile che si sviti con un utilizzo tranquillo, ma se il gioco è sgommare ad ogni occasione garantito che prima o poi si svita.
Sulla mia Kona ho girato quasi un anno con il pignone avvitato senza ghiera, MA con i pedali a piattaforma (con cui è praticamente impossibile bloccare la ruota posteriore) e usando il freno davanti senza alcun problema.
Poi ho deciso di togliere il freno e montare le gabbiette ... al primo skid serio si è svitato tutto :-)
Ora il pignone è rotafixato con un bel po' di frenafiletti e un anello da movimento centrale a mo' di controdado e per il momento tiene bene e la bici rimane senza freni.
Un consiglio: se girate con un pignone "rotafixato", non fate come me, montate il freno davanti!

martedì, marzo 27, 2007

Cargo


Sono sempre più dell'idea che le mie bici preferite sono quelle che servono a qualcosa; quello che mi affascina della fissa in città è la sua fondamentale utilità, non è una bici da usare nel weekend per fare sport, è una bici da usare tutti i giorni come mezzo di spostamento.
La ruota fissa, fuori dai velodromi, è la bici del bike messenger che con il ciclo ci lavora per pagarsi il cibo e l'affitto.
Quando però il carico non è limitato a pochi kili di roba da stipare nella, pur voluminosa, sacca serve una bici in grado di trasportare pesi e volumi consistenti, entra in gioco la cargo-bike.
Nulla di nuovo sotto il sole, l'italica bici da panettiere col gigantesco portapacchi per la cesta di pagnotte, rigorosamente monomarcia col freno a contropedale, si vede ancora (poco) in giro e stà lentamente diventando un oggetto da collezione.
I nostri vecchi usavano la bicicletta per lavoro perchè non potevano permettersi economicamente altri mezzi di trasporto, bici spesso costruite su misura e per ogni esigenza nelle botteghe di paese, non vedo perchè non dovremmo farlo anche noi oggi.

venerdì, marzo 23, 2007

Furti


L'altra sera passeggiavo per il centro di Pisa, città ricca di biciclette "scassone" parcheggiate un po' ovunque e mi sono divertito a pensare a come fare per rubarle.
Per alcune l'impresa era veramente difficile causa tipo di lucchetto (catenona o solido lucchetto a U), tipo di "lucchettamento" (passante per telaio e ruota su oggetto solido e mancanza di sganci rapidi) e luogo del parcheggio (illuminato, zona trafficata), per altre sarebbe stato un gioco da ragazzi.
La mia preferita: una Graziella con ruote da 24" in ottime condizioni con cavettino da soli 2mm passante per ruota posteriore e telaio, ma nessun altro "oggetto di arredo urbano" in una via buia e desolata.
Seconda scelta: siti baik da supermercato con cambio scimano nuova di pacca in cui la sola ruota anteriore dotata di sgancio rapido legata con un solidissimo catenone ad un misero alberello che si sarebbe potuto abbattere con un bel calcione.
Le bici ovviamente, se non le ha rubate qualcun altro, sono ancora a Pisa :-)
State attenti a come parcheggiate le vostre amate biciclette!!