martedì, luglio 01, 2008

Considerazioni sul freno a contropedale


Ho fatto una settimanina di vacanza al mare e ho avuto modo di usare un po' le bici dell'albergo: dei cruiser con ruote da 26" e contropedale più freno convenzionale caliper all'anteriore.
Innanzitutto onore al merito perchè le bici erano veramente in stato pietoso e, nonostante questo, il contropedale funzionava ancora alla grande mentre il freno a cavo all'anteriore era assolutamente inservibile, col cavo bloccato nella guaina e i pattini in gomma secchi che non facevano alcuna presa sul cerchio.
Ottima ovviamente l'idea del monomarcia su delle bici usate male e senza manutenzione, per di più in un posto di mare (l'unica bici col cambio ovviamente cambiava da schifo e non grattava in maniera drammatica solo su un rapporto per cui di fatto era diventata pure lei singlespeed).
Quello che sinceramente non capisco è il fatto che il freno a contropedale sia universalmente considerato "facile", mentre il fisso è "difficile".
Calcolato che di bici un po' ne capisco, non ho affatto trovato il contropedale facile e intuitivo come potrebbe sembrare a prima vista, riuscivo ad usarlo accettabilmente solo perchè sono abituato al fisso e sapevo cosa aspettarmi da un sistema del genere.
Dal momento che comunque il 99% delle bici in Italia è a ruota libera con 2 freni comandati da delle leve l'utilizzo di un sistema diverso richiede un certo periodo di adattamento.
Ma come va in strada?
Per frenare frena, per certi versi meglio di un fisso visto che bloccare la posteriore e facile e non è necessario avere i pedali intrappolati nelle gabbiette (decisamente scomodo e doloroso se si indossano delle infradito da spiaggia) è più difficile modulare la frenata e conseguentemente la velocità rispetto agli altri sistemi frenanti, ma il problema principale è un altro.
Con un freno attivato a cavo la frenata è immediata rispetto all'azione sulla leva, col contropedale invece a volte c'è un notevole ritardo, questo significa che a volte l'azione frenante inizia appena si inverte leggermente il senso della pedalata, altre volte è necessario compiere un movimento piuttosto ampio che non è il massimo se si devono compiere frenate improvvise anche a velocità irrisorie da lungomare.
In mezzo ai pedoni nel centro cittadino (sempre ad andatura vacanziera) mi mancava la sensibilità del fisso, ma anche solo la modulabilità di un paio di convenzionali freni a pattino per controllare la velocità.
In definitiva, secondo il mio modesto parere, come già scritto in precedenza il contropedale va bene, anzi è fperfetto sui cosidetti "beach cruiser" (letteralmente incrociatori da spiaggia) e per gironzolare sulle ciclabili in riva al mare, nel traffico meglio usare qualcos'altro.

3 commenti:

ett ha detto...

Il freno a contropedale è una soluzione efficace ed economica per bici senza pretese. Cruiser da lungomare a parte, ho avuto una vecchia bici a contropedale della ex DDR ed ho usato le bici gratuite di Copenaghen. Specialmente su quest'ultime, la manutenzione consiste solo sul cambiare catene e ruote posteriori (il freno anteriore non c'è).

davmo ha detto...

Anche io ho usato le bici gratuite di Copenaghen con freno a contropedale..e quando vado ad Amsterdam amo usarle!!!

A me il contropedale piace molto!!

Aldone il tuo blog come sempre è utilissimo!!!

Luca ha detto...

Ho usato per la prima volta il contropedale in svezia, dove ho vissuto epr due anni ed il 90% delle bici adotta questo sistema. Quando sono tornato a milano ho montato il contropedale su un vecchio telaio da corsa, ed é la bici che uso tutti i giorni. Forse non riesco a fare il surplace, ma mi sento molto piú sicuro che se avessi il fisso, e almeno non ci rimetto le rotule ad ogni frenata...Per quanto riguarda la modulabilitá, personalmente lo trovo invece molto piú modulabile dei classici pattini, peró é ovviamente una sensazione personale, che dipende forse anche dall'abitudine.Concordo invece con aldone sul fatto che ogni tanto ci sia un minimo di corsa a vuoto prima che entri in azione il freno, ma é minimo e se si fa un po' di manutenzione (aprirlo una volta all'anno) il problema non si pone.Dipende forse anche dalla qualitá del mozzo montato..
Per finire, trovo che una figata del contropedale rispetto ai freni a leva sia che se si va senza mani si puó agire sul freno per moderare leggermente la velocitá se necessario, o in caso di emergenza iniziare la frenata immmediatamente senza dover aspettare di raggiugnere il manubrio con le mani. Forse poco probabile, ma mi é capitato ed ho ringraziato...
ciao!
Luca