lunedì, maggio 12, 2008

Analisi di una possibile conversione


Spesso ricevo mail in cui mi si chiedono consigli sulla conversione di una vecchia bici in fissa.
Visto che più o meno le situazioni sono simili tanto vale analizzarle per bene una volta per tutte.
La bici in questione è spesso la classica "bici da passeggio" appartenuta a qualche parente/vicino di casa e comunque ottenuta praticamente a gratis, il che è un buon punto di partenza.
Essendo una bici "datata" ha un solido telaio in acciaio con forcellini orizzontali, quindi per certi versi è validissima per una conversione.
Ci sono però alcuni elementi da considerrare con attenzione prima di iniziare l'opera.
Prima di tutto stiamo parlando di una bici che già nasce come "mulo" e non certo "cavallo di razza" come potrebbe essere una bici da corsa, in più con geometrie molto rilassate appunto da passeggio, quindi anche spendendo cifre importanti non si trasformerà mai in una bici da pista leggerissima, scattante e nervosa (cosa che in effetti potrebbe anche non interessare, è giusto per chiarire da subito la cosa).
Secondo: probabilmente molti componenti, vuoi per usura, per età o per eccesso di ruggine sono necessariamente da cambiare e a volte non è facilissimo dal momento queste bici erano spesso fabbricate artigianalmente una per una da un singolo telaista che a volte usava particolari proprietari o semplicente parti standard ormai obsolete, non più in produzione e quindi di difficile reperibilità.
Se su un telaio da corsa degli anni '80 basta cambiare la corona, qui spesso, come il caso della bici in foto, se i denti sono rovinati bisogna sostituire tutta la guarnitura e smontare totalmente i movimento centrale, con aumento di spese e "sbattimento".
E' inoltre necessario sostituire quasi sicuramente catena, gomme, camere, fili e pattini del freno.
Le ruote della bici in foto inoltre hanno un problema: montano tubolari, senza divagare, in città i copertoncini+camera sono più pratici in caso di foratura e sostituzione, quindi si tratterebbe di sostituire anche entrambe le ruote.
In definitiva, a voler fare un bel lavoro si rischia di spendere molto più del previsto per cui è necessario ragionare subito sulla possibile spesa senza partire col comprare componenti più o meno a caso per poi scoprire che il raggiungimento del risultato sperato è troppo oneroso.
Ultimo e non meno importante: la conversione di una vecchia bici richiede sempre, comunque, molto, ma molto lavoro manuale; se si è in grado di farlo personalmente, la cosa può anche trasformarsi in una occasione di apprendimento e di divertimento, ma a farlo fare a un negozio significa spendere in mano d'opera molto più dell'effettivo valore della bici.

Ne vale la pena?
Sinceramente non posso dirlo, ognuno deve valutare per proprio conto quale sia la soluzione migliore per le proprie necessità e desideri: se procedere al fissaggio cercando la componentistica da sostituire usata a poco prezzo o direttamente nell'immondizia dei negozi di bici, se optare per componenti recenti aumentando considerevolmente la spesa, oppure se decidere di abbandonare il progetto in attesa di trovare un mezzo diverso.
Personalmente, ritengo che una conversione abbia senso solo se la bici di partenza è in buone condizioni, tali da non richiedere la sostituzione di troppe parti per ottenere un ottimo risultato, ma, ovviamente, è una opinione del tutto personale.

14 commenti:

Cino ha detto...

Da diverso tempo sono tentato a convertire la mia bici da passeggio. Pensavo che come inizio avrei saldato la ruota libera della mia ruota super-arrugginita, al limite perdo una ruota già da buttare. I miei dubbio riguardanio pedali/pedivelle, tucco a terra ad ogni curva, quindi dovrei cambiarli; e rapporto corona pignone, non so quale sia meglio per iniziare.
Un pò da barbone ma credo che come inizio sia molto economico, se poi l'amore per la fissa cresce allora farò una bici ad hoc.
Ciao e grazie per i consigli.

FRANK ha detto...

Io per esempio, ho convertito una bici da corsa anni 80 , ho riverniciato telaio, acquistato due ruote con mozzi da pista(200€) ,cambiato la corona(51 denti erano un pò troppi quindi son passato a 45 spendendo 10€)e dopo due-tre mesi di pavè milanese il telaio si è spezzato!!!
Ho poi trovato un altro telaio che al momento mi stà dando soddisfazione, ma penso che lo sostituirò con uno da pista, che poi era la cosa migliore da fare fin dall'inizio. La geometria non è un opinione!

Anonimo ha detto...

Beh, che dire. La domanda finale di Aldo mi ha fatto riflettere sul senso del progetto generale che mi ha spinto a chidere consiglio sulla bicicletta in questione.
Riflessione che non ha ancora dato un risultato definitivo.

Oltre alla voglia di provare l'esperienza della bici fissa e di imparare le tecniche di manutenzione della biciletta in generale, altre due spinte propulsive mi hanno mosso a sottoporre la questione in questo blog: la motivazione affettiva (leggi voglia di rimettere in strada una bici da corsa appartenuta a mio padre, trasformata da lui in bici da passeggio e abbandonata poi in garage) e un fatto di pura necessità (creare un mezzo a basso costo che potesse portarmi da casa alla stazione tutte le mattine... un mezzo che potesse essere performante, tanto da essere usato anche nelle uscite serali e domenicali, ma senza dare troppo nell'occhio...leggi "non attirare le smanie dei ladri"...).

Mi rendo conto però che in questo caso, il gioco potrebbe non valere la candela...

Vi faccio però una sola domanda....come valutare la bontà della base di partenza, qualora volessi in ogni caso cercare un telaio/bicicletta usata per cimentarmi nell' assembalggio di una fissa?

Aldone ha detto...

La migliore base per una conversione è una bici da corsa in acciaio anni '80 inizio '90 (prima son troppo vecchie e dopo hanno iniziato a fare i forcellini verticali) in buone condizioni senza troppa ruggine.

Anonimo ha detto...

Anonimo, se la tua bici è quella della foto, va benissimo per una conversione. Ti manca solo una curva un po' più tecnica e un pignone fisso (fissato alla Pettenella, così risparmi sul mozzo). Con due ore di lavoro tiri fuori la tua prima fissa, prima di morire avrai tempo per il Corima in Carbonio da Inseguimento.
Non ascoltare chi se la mena troppo: ricordati che questo è il paese che ha inventato i paninari...
Ciao, Dane.

p.s.: ho una fissa con tubolari (da pista! praticamente hanno il grip di un paio di pattine...) e da due anni non ho ancora bucato.

Enrico ha detto...

Aldone dai non mi smontare in questo modo! Ho quasi finito di sverniciare il motobecane anni '70, se mi deprimo adesso è finita.

Seriamente: credo che ne valga sempre la pena di rimettere in sesto una vecchia bici e magari convertirla in fissa. È troppo divertente e dà una grande soddisfazione. Certo se uno mira solo all'aspetto economico o a quello pratico la cosa migliore è prenderne una già pronta.

Aldone ha detto...

Enrico, hai centrato il punto, cioè che il bello della conversione è proprio il costruirla con le proprie manine, anche se magari il risultato è "perfettibile"

Angelo ha detto...

a mio modestissimo parere, a meno di non avere un telaio perfetto per la conversione in una fissa pura, calcolate la possibilità di un hub flip flop tipo questo: http://www.ebikestop.com/dimension_track_hub_rear_32h_black_fixedfree-HU1047.php. In condizioni non adatte flippate la ruota e via con la freewheel :D

Aldone ha detto...

Angelo, fidati, una volta che hai capito come funziona il fisso la freewheel è totalmente inutile!

Anonimo ha detto...

per l'Anonimo desideroso di fissare; se la mia base di partenza fosse stata la tua avrei un mezzo fantastico, la mia ha un telaio da passeggio e non da corsa convertito in passeggio.
Tanto per cominciare cerca un pignone fisso che ti permetta un rapporto agevole, se la corona è buona e non devi sostituirla hai praticamente concluso lo sbattimento...
Prendi la bici, smonta tutto quello che ti sembra superfluo, smonta il pacco pignoni, ungi i mozzi, il movimento centrale, rimonta il tutto, accorcia la catena, monta il pignone fisso alla pettenella, rimonta la ruota al suo posto e se dopo qualche giorno la cosa ti è piaciuta, scegli tu cosa da che parte sbatterti seriamente.
Considerato il fatto che vuoi usare la bici per andare in stazione, io non ci spenderei sopra troppi soldi, toglierei tutto ma proprio tutto e la fisserei.
Senza freni e con solo un rapporto è sicuramente meno appetibile di qualsiasi altra bici.
Un consiglio legala comunque per bene.
M!!!

bonzodese ha detto...

Ciao a tutti,
sono un neofita delle fisse e avrei bisogno di una dritta. Sto apprestandomi a restaurare un vecchio telaio a forcellini orizzontali, vorrei montare un mozzo "flip flop" con controfilettatura ambo i lati per poter passare da fissa a ruota libera senza troppi problemi ma mi trovo ad avere qualche dubbio su cosa acquistare. Il problema è la spaziatura dei forcellini. Per misurarla si considera la spaziatura esterna o interna? Possibile che la spaziatura del mio telaio sia 110 mm? E nel caso si possono trovare mozzi corrispondenti a quello che cerco per questa misura?

GRAZIE MILLE!!!

Aldone ha detto...

interna, i mozzi da fissa sono 120mm sotto questa misura non trovi nulla attualmente in produzione, a meno di non modiuficare un mozzo anteriore da MTB con l'attacco per il disco

Anonimo ha detto...

Io ho un telaio con spazio della forcella posteriore 130mm, i mozzi miche primato ce li posso mettere ugualmente, magari con due spessori da 5mm per parte?
Inoltre fra la versione a 34 e 36 fori quale mi conviene prendere?
TNX

Aldone ha detto...

nessun problema, l'asse dei Miche è bello lungo e con 2 rondelle da 5mm è perfetto, se sei pesante e ci vai duro 36, altrimenti 32 (34 non esiste)