giovedì, febbraio 21, 2008

Odio i ciclisti urbani

L'altra sera verso le 1900 camminavo tranquillamente sul marciapiede sotto casa e, di fronte ad un semaforo rosso, da bravo pedone, mi fermo ad aspettare il verde, anche perchè l'incrocio in questione è sempre piuttosto trafficato e a quell'ora era anche molto buio.
Come me si fermano le auto, quando bello bello arriva a velocità moderata il "ciclista urbano".
Sui 30 anni, tutto di scuro vestito, piuttosto elegante, dritto su una bici da uomo coi freni a bacchetta (che fa figo) di fabbricazione recente, tenuta bene, rigorosamente nera, dotata di sistema di illuminazione a dinamo non funzionante e ovviamente senza casco.
Lo guardo, pensando "bella bici", rallenta, ma non si ferma, non appoggia il piede a terra, "cheffà? prova il surplace con quella bici?", ma no, il manubrio rimane dritto e il tipo per non sbilanciarsi continua a dare colpettini col pedale per mantenere una minima velocità che gli permetta di non sbilanciarsi e cadere miseramente.
Nel frattempo nell'altra direzione è scattato il verde, vedo i fari delle auto che si avvicinano minacciosi, mentre il tipo, sguardo fisso in avanti, continua la sua corsa lentissima, ormai è arrivato in centro all'incrocio e le auto sono costrette a girargli attorno passandogli davanti e dietro, lui non fa una piega, non solo non accenna a fermarsi nella sua corsa suicida, ma neppure a pedalare più veloce per togliersi di mezzo e salvarsi la pelle, continua piano piano la sua corsa a colpetti, un quarto di pedalata alla volta.
Ormai è quasi arrivato dall'altra parte dell'incrocio, quando finalmente scatta il verde e può continuare la pedalata, miracolosamente illeso.
Giuro che ero tentato di inseguirlo a piedi (tanto vista la sua velocità lo avrei preso subito) e riempirlo di botte!
Ma come cazzo si fa a pedalare così?
A volte anch'io passo col rosso, ma lo faccio guardando con estrema attenzione e pedalando come un pazzo per essere il più veloce possibile, non attraverso a passo di lumaca disinteressandomi totalmente del traffico ... e poi dicono che le bici sono pericolose ... boh?

19 commenti:

Ik8rjs - Antonio. ha detto...

una appassionata di biciclette ma in città ne vedo ogni giorno di tutti i colori...

Melina2811 ha detto...

Quando si và in bicicletta ci vuole sempre molta attenzione se ci si trova in centri abitati, caso contrario è meglio andare fuori...

Alessandro ha detto...

questi sono i tipi di pedalari che fanno "odiare i ciclisti" da parte degli automobilisti...

per colpa di questi pedalari (non sono nè ciclisti, nè pedalatori...) si fa di tutta l'erba un fascio e i ciclisti diventano nell'immaginario collettivo, quelli che "occupano tutta la carreggiata"

ett ha detto...

Non basta stare seduto su una bici per avere un briciolo di intelligenza. A me fanno paura pure le nuvolette di cicoloamatori che, quando sono fermo al semaforo mi superano da tutte le parti. Una testa ce l'hanno data per qualche motivo.

cmcagliari ha detto...

e che dire dell'incoscente che ha volta si vede percorrere strade statali ad alto traffico al buio e senza la minima fonte luminosa o catarinfrangente??
spesso gli automobilisti sono più pericolosi dei ciclisti( solo il fatto di andare in giro con 2 tonellate sotto al culo dovrebbe renderti prudente) ma cosi uno se la va proprio a cercare!
enrico

Anonimo ha detto...

Questo post sinceramente non mi è piaciuto, il termine "ciclista urbano" mi sembra che venga usato in tono settario e "odio" sia troppo pesante. Io penso che siamo tutti uguali noi ciclisti urbani a prescindere dal look, dalla bici, dal casco, e qualche cazzata grossa o veniale la facciamo sempre. Almeno tra di noi dovremmo essere concilianti.
Marco C.

Aldone ha detto...

Anonimo, se ti prendi la briga di leggere il titolo del blog scopri che è sulle biciclette e (quindi sul ciclismo) urbano, come potrei effettivamente odiare i ciclisti urbani se io sono uno di essi?
Se però uno usa la bici senza alcuna cognizione mettendo in pericolo la sua vita e quella degli altri (le auto avrebbero potuto scontrarsi tra di loro o investire un pedone per evitare il ciclista) non si può certo trattarlo bene.
Spero che apprezzerai gli altri post del blog :-)

Anonimo ha detto...

- PRIVATO -
Il tuo blog lo sai, lo seguo con piacere , è per questo che mi sono permesso di farti un appunto.
Marco C.

Ale ha detto...

Non c'è dubbio che il ciclista da passeggio in città sia estremamente pericoloso. Attraversando il centro di Milano quotidianamente da anni, ho stilato una personale classifica di pericolo di impatto fra mestessoinbici e le altre tipologie di utenti della strada.
5°) All'ultimo posto (minor pericolo) ci sono le automobili: veloci (quando hanno strada) e pesanti, ma anche immancabilmente prevedibili e quindi facilmente evitabili con la dovuta (spasmodica) attenzione che è richiesta al ciclista urbano;
4°) un gradino più in alto autobus e pulmann, ancora più prevedibili ma anche tanto grossi da rappresentare, in alcune circostanze, autentici muri in movimento che possono creare qualche problema di impedimento e di vista;
3°) moto e motorini: gente della nostra taglia ma rapidi e più imprevedibili delle auto, pericolosi soprattutto quando sorpassano e fraintendono, magari per indecisione del ciclista, la direzione che quest'ultimo sta prendendo;
2°) ciclisti da passeggio: esattamente la tipologia messa giustamente alla gogna da aldone, lenti, impacciati, distratti, incerti, insicuri quindi spesso imprevedibili nei loro improvvisi scarti di lato o nelle drammatiche scelte di traiettoria in caso di incrocio frontale con altro ciclista;
1°) ma il primo posto per l'utente della strada di gran lunga più pericoloso per il rischio di impatto con mestessoinbici è certamente il pedone. Sarà impopolare affermarlo ma, quanto ad indisciplina urbana, il pedone è enormemente più anarchico e distratto di qualsiasi altro utente della strada, la qual cosa, condita con una capacità invidiabile di ruotare su sè stesso, fermarsi, rallentare o accelerare improvvisamente, scartare di lato e saltare su e giù dai marciapiedi, ne fa una autentico flagello.
E' chiaro che, rispetto ai pedoni, la maggior attenzione è rimessa a noi ciclisti, ciò non toglie che preferisco attraversare un incrocio brulicante di auto e motorini, piuttosto che finire in un branco di pedoni.

joe ha detto...

un appunto semiserio ad Ale: "anarchici" per i pedoni versus noistessiinbici non è a mio parere l'aggettivo giusto.

io li classificherei semplicemente come "cazzari", ché gli anarchici son ben altra categoria ;)

davmo ha detto...

Ma ma ma...secondo me le città sono più fatte per le biciclette e i pedoni che per le auto e gli scooter(li gli scooteroni)...e questo vale soprattutto per i centri città, le stradine e simili...poi ci sono quelli bravi, quelli meno, quelli onesti, quelli prepotenti...il tizio figo sulla bacchetta sarà stato un pò stronza, tutto qui!
(però, meglio uno stronzo in bici che uno in macchina...poi uno stronzo in scooterone non ne parliamo)

Oirad ha detto...

O Ragazzi,

Calmi! Un po' di anarchia, di caos, sui marciapiedi e nelle strade fanno bene. Immaginatevi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti tutti veramente disciplinati e osservanti del codice stradale. Diventeremmo dei buoi! Sul serio, pero', navigare per il traffico, significa sviluppare riflessi, tecnica, e un po' di "testa". E' vero che ci sono idioti veri e propri (probabilmente il tipo descritto nel post di oggi).

Penso spesso all'"etica" del ciclista, perche' vivo in una citta' dove i ciclisti per strada non sono molti e quindi paradossalmente godo di una certa liberta'. Qualora tutta la citta' fosse piena di ciclisti sarei costretto a rispettare di piu' la legge stradale. Fa testo Portland, dove la polizia ferma i ciclisti che contravvengono alle leggi. Faccio un discorso molto egoista, lo so. Ma e' cosi'. Un po' di giungla non fa male.

Insert smile emoticon here: _____

-- Oirad

Phabio ha detto...

Magari il tipo in ciclobacchetta voleva farla finita, e gli è andata male...
Oppure aveva mangiato pesante...

Non sono daccordo con Oirad sulla questione della disciplina in strada.
Premesso che anche io sono un zigzagatore del traffico, se tutti fossero corretti (non dico rispettosi del codice stradale), si attenessero ad una certa etica, praticamente avessero rispetto per gli altri, sarebbe il massimo.
E' una specie di codice cavalleresco, o almeno è quello che io mi sento nel macello stradale milanese: un pò paladino (di me stesso) in un'orda di barbari furiosi... e combatto per il mio spazio.

Tamás László ha detto...

beh, ho visto un video su Portland devo dire che ero verde dalla rabbia. Perchè solo lì si possono fare certe cose? Non so voi ma io ci metterei la firma avere Torino, Milano, Roma, Napoli tutti così!
;o)
Tomi

Ale ha detto...

hai ragione joe, togli anarchico metti indisciplinato

cmcagliari ha detto...

ehheh, con la dovuta presenza di spirito quanto scrive ale è vero: quanto volte ho sudato freddo per non stirare qualche signora dall'agire imprevedibile!!! a stare in mezzo al traffico invece sto iniziando a sentirmi un pò mandriano... le auto sono come dei buoi pesanti e lenti e spesso con gesti e cenni fatti al momento giusto si può dirigerne il movimento...
comunque si per un pò di caos e confusione, ma starci in mezzo con la testa tra le nuvole è decisamente pericoloso
enrico

francemtb ha detto...

Mah, non so, abito anch'io a Torino e uso la bici tutti i giorni da anni,
e sono più contento di vedere un ciclista, magari anche non super corretto nel traffico o un po' distratto o un po' picio, che non vederlo.
E poi di automobilisti che passano con il rosso, che intasano gli incroci, che se ne fregano delle strisce pedonali, che parcheggiano in tripla fila ecc. ne vedo veramente ogni minuto, il ciclista fighetto non mi scandalizza minimamente, magari mi stà sul gozzo.

davmo ha detto...

...ma 17 commenti portano sfiga?
T R A C K
questo è il diciottesimo

...mica che buchi aldone!

Anonimo ha detto...

Zero. Il ciclista ha semppre ragione sulle auto/moto. Io sono in guerra con esse, con tutti i pigri incivili che le usano in città grandi quaclhe chilometro. Purtroppo con la moda della fissa sono venuti fuori anche gli snob della bici.