mercoledì, luglio 11, 2007

Forcellini


Per il corretto finzionamento di una bici monorapporto, sia essa a ruota libera oppure fissa è necessario che la catena sia correttamente tensionata.
Per ottenere tutto ciò è necessario che i forcellini posteriori del telaio permettato di spostare avanti e indietro la ruota, questo è possibile se essi sono orizzontali e non verticali.
Forcellini orizzontali aperti posteriormente (vedi foto) si trovano sulle bici nate monomarcia, dalle pista alle BMX, aperti anteriormente sulle vecchie corsa, o sulle bici da passeggio.
Con i forcellini perfettamente verticali tipici delle bici moderne è praticamente impossibile tensionare correttamente le catena; è possibile con varie prove di corone e pignoni ottenere il cosiddetto "magic ratio" o rapporto magico in cui la catena è tesa nell'unica posizione offerta dai forcellini verticali, ma dopo poco tempo i perni che collegano le varie maglie si usurano col risultato che la catena si allunga e non è più tesa.

Risultato: il telaio DEVE avere i forcellini orizzontali.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

non ho ancora ben capito qual'è la giusta tensione della catena ?

Anonimo ha detto...

hai dei suggerimenti pratici (descrittivi) su come tensionare la catena il più possibile in assenza di tiranti da mozzo. Io ci metto almeno 3 o 4 tentativi a volta. ciao mork

Aldone ha detto...

La catena deve essere tesa, ma non come la corda di un arco o di un violino altrimenti si usurano eccessivamente corona, pignone e catena.
Personalmente mi limito con la bici sottosopra o su un cavalletto da officina a tirare la ruota verso l'esterno con una mano e strigere i dadi con l'altra, poi serro "a morte" con la chiave.

Se proprio non riuscite a tirare la catena un suggerimento è di incastrare una pallina da tennis tra il tubo verticale e la ruota in modo da spingerla verso l'esterno (sinceramente mai provato, l'ho letto su un forum).

Anonimo ha detto...

Non mancherò di provare. ciao e grazie Mork.

Anonimo ha detto...

Aldone!....un consiglio: come si montano correttamente i raggi ?, illustraci!

Aldone ha detto...

Montare il raggi per costruire una ruota non è una cosa semplice, personalmente sono ancora un pivello sull'argomento, me ne occuperò prossimamente

Anonimo ha detto...

Poccianti (che a Fi preparava le bici per il figlio che correva in pista) mi ha detto che nel punto ipotetico di mezzo tra pignone e guarnitura, provando ad avvicinare i 2 tratti di catena ci deve essere un' escursione verticale di questa di circa 3 cm (detto questo può darsi che l'uso della fissa in città richieda una catena più tensionata: gli sbalzi ci sono ed il rischio che caschi la catena stessa c'è).
Per la raggiatura non è complicato come sembra. Io ho fatto una ruota radiale (la prima) ed il risultato è più che onesto. Comunque ho montato, seguendo l'ordine dei fori sul mozzo, i raggi alternando un raggio sulla flangia dx e uno sulla sx. Alla fine pizzicando 2 raggi contigui devono fare tutti lo stesso suono (sembra una boiata ma è vero) e devono essere abbastanza tesi. Il problema maggiore è che la ruota assuma una posizione ad ellisse (deve essere un cerchio, l'assestamento c'è ma è minimo, per cui è bene cercare di fare meglio possibile) e non tanto che sia leggermente storta guardandola dall'alto (si pone rimedio con estrema facilità). Posso solo dirti "provaci": è divertente e di soddisfazione.
Matteo

Aldone ha detto...

In pista si può usare anche la catena un po' lenta che non rischia di saltare un po' per la ovvia mancanza di buche in un velodromo e un po' perchè con tutti i componenti giusti la linea di catena è perfetta (cosa che non sempre avviene per le conversioni).
Una catena lenta riduce l'usura dei componenti e non crea problemi se non nel surplace che in pista si fa solo in una specialità (con la catena lenta c'è gioco tra pedivelle e pignone ed è più difficile)

Anonimo ha detto...

oggi (7 ago) ho trovato un aggeggio che serve a trasformare i forcellini posteriori, a voi fissari potrebbe aiutare a trasformare telai altrimenti inutilizzabili. guardate pagina 9 del giornalino numero 2 di UrbanVelo. (giornale scoperto tempo fa da Aldone)
un saluto a tutti
Tomi

Phabio ha detto...

Una domanda che non mi ero mai posto, nonostante uno degli argomenti più macinati sui forum e siti di fisse siano i forcellini posteriori. Avendo comunque il forcellino orizzontale con possibilità di spostamento del perno, che vantaggi\svantaggi ci sono con l'apertura anteriore o posteriore?
Io personalmente immaginando di montare una ruota, trovo che sia più comodo con l'apertura rivolta in avanti: con la catena già su pignone e guarnitura, non c'è che da spostare indietro la ruota fino al punto giusto. Con l'apertura posteriore, se la catena è un filo giusta bisogna per forza usare lo smagliacatena... O no?

Aldone ha detto...

Con l'apertura posteriore la lunghezza della catena DEVE permettere lo smontaggio!
Detto ciò penso sia più che altro un discorso di rigidità del forcellino (con l'apertura posteriore è più robusto perchè risulta posizionato meglio sul carro), in effetti non ci sono particolare controindicazioni sull'apertura anteriore.