
Nello scorso weekend mi sono arrivate 2 mails che, nella loro diversità, descrivono alla perfezione la situazione della fissa in questo paese.
La prima è di un semplice appassionato: "volevo chiedere consiglio su quali posti o negozi concentrarsi per comprare componenti come selle, manubri o pedali.. ovviamente più sono usati, economici e 'vintage' meglio è per me!"
Si capisce che l'unico e solo interesse è spendere poco; il "vintage" non è legato a produzioni del glorioso passato, ma solo alla volontà di pagare preferibilmente nulla degli ottimi pezzi venduti a prezzi da spazzatura.
La comodità e la bellezza della fissa è subordinata al prezzo stracciato.
La seconda mail è dell'ennesimo "atelier della fissa" che annuncia la sua nuova produzione di splendide biciclette simildepoca, con particolari in cuoio fintovintage; la presentazione abbonda di termini quali "alta sartoria, "forte personalità", "oggetto iconico".
La bici fissa è vista semplicemente come l'ennesimo indispensabile oggetto di moda, la funzionalità è messa in secondo piano rispetto all'estetica esclusiva.
La bicicletta urbana è, per me, innanzitutto, prima di ogni altra cosa, un cazzo di mezzo di trasporto, la fissa è di moda perchè i bike messenger hanno iniziato ad usarla e lo hanno fatto perchè era veloce e semplice da usare nel traffico.
La fissa è figa perchè qualcuno la ha scelta come efficace mezzo di lavoro.
Negli anni '80, negli Stati Uniti, le Timberland le usavano gli operai che facevano i lavori sulle strade perchè eran comode e robuste.
Qui in Italia le compravano, quelle originali, i paninari per fare i fighi e far vedere che avevano i soldi, mentre gli sfigati cercavano delle similtimberland a poco prezzo al mercato per cercare di scimmiottare i panozzi; che gli scarponcini Timberland fossero delle ottime calzature non fregava un cazzo a nessuno.
Con la fissa purtroppo la situazione, a distanza di 30 anni, è uguale.




