lunedì, novembre 27, 2006

Boh?


Che i negozi non abbiano telai e bici a ruota fissa in pronta consegna lo sappiamo tutti, che non sia semplice trovare il materiale anche, ma che fabbricanti, importatori e negozianti scelgano di non guadagnare del denaro a me sembra totalmente assurdo.

Quando ho iniziato il blog e "aperto il Garage" speravo di poter disporre entro breve tempo di un minimo di materiale per le opere di fissaggio, speravo di creare la "batcaverna" del ciclista urbano; ho deciso di costruire la "test bike" grazie alla disponibilità del'unico negozio che non mi può negare un minimo di aiuto, mettendoci i miei soldi per comprare dei mozzi Miche per fare delle ruote fighe.
Miche, dopo ormai 2 mesi di attesa, non consegna i mozzi che ho fatto ordinare, forse non ne hanno a magazzino, forse non si sà; per curiosità ho verificato la disponibilità della Kona Paddy Wagon e mi è stato detto che sono esaurite all'importatore (ripassare dopo gennaio ... forse); altri si limitano a non rispondere alle mail, evidentemente non hanno troppo bisogno di vendere ed incassare dei soldi.

Io non capisco: che senso ha avere a catalogo delle cose che non si riescono a comprare?

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Da bottegaio ti dico che è un brutto uso comune di questo mondo globalizzato dove tutto sembra alla portata ma in realtà non è così.

Enrico Casadei ha detto...

Mah, secondo me dipende dal fatto che in Italia, a differenza di altri paesi (anglosassoni, o nord-europei) la domanda del pubblico è ancora generalizzata sulle bici da supermercato e da passeggio; o meglio, sulla bici come mezzo di trasporto su cui non chiedersi niente. Io stesso ho iniziato come quasi tutti: sali su una bici ed eviti di farti domande sul suo funzionamento, nella speranza che non succeda mai niente ai freni, alla trasmissione, sporcizia, mozzo (mozzo? cos'è il mozzo?!...) ecc.
tutto questo credo che generi poi un'offerta di negozianti e rivenditori adeguata a questo tipo di domanda.
quindi, quando saltano fuori personaggi come te o come i vari milanesi di ciclistica (fino a bellino-rotafixa, che ora si salda pure i telai), vi trovate di fronte a rivenditori che non sanno come rispondere alle vostre richieste.
da quano so, anche un tendicatena della surly devi farlo arrivare dall'america.

ovvio, è una mia opinione.
enrico

Anonimo ha detto...

Io credo che sia semplicemente una questione di richiesta. Anche grazie a Te mi è venuta la scimmia della fissa ma, come Te, per trovare i pezzi dovrò rivolgermi all'altro capo dell'oceano.
Il proprietario di un negozio di bici vicino a casa, gentilissimo peraltro, ha strabuzzato gli occhi quando gli ho detto/chiesto ciò che volevo fare, eppure voltando lo sguardo verso il negozio, non si riusciva a contare il numero di telai e bici in carbonio. E Tu ben sai quanto costano.
Semplicemente credo che, finchè non prenda la "scimmia" della fissa a molti, dovremo aggiustarci come potremo.

Anonimo ha detto...

nel sito della miche non mettono neanche l'elenco dei rivenditori,io ho trovato competenza e cortesia da Boeris(to)da lui ho trovato una coppia di mozzi in magnesio,anche se dalle condizioni della scatola penso giaciessero in magazzino da anni,comunque...

Aldone ha detto...

Il paradosso della globalizzazione è che a causa di alcuni assurdi personaggi è più semplice comprare un online in Germania un mozzo Americano prodotto a Taiwan (praticamente 2/3 di giro del mondo) rispetto a un mozzo equivalente prodotto in ItaGlia a 400 kilometri da casa mia

Aldone ha detto...

su Boeris stenderei un velo pietoso visto che è il primo della lunga lista di quelli che non son capaci di fare il loro mestiere.

lunatico ha detto...

io mi sono trovato a dover supplicare un negoziante di dirmi un prezzo per due mozzi da pista omas che aveva in una scatola polverosa in un angolo di un bancone...settimane solo per sapere il prezzo...poi un giorno mi dice che ormai non li fanno più e mi spara una cifra assurda...ovviamente li ho lasciati lì dove erano. e credo ci resteranno ancora un bel po'...

slego ha detto...

esistono i rottami, le discariche, le ceste dei meccanici.
esistono le colle e i saldatori.

un mozzo miche l'è una bella roba, ma un pignone saldato fa lo stesso porco lavoro. e ti costa zero.

vuoi mettere poi il gusto di passare dal sivende e dirgli "per quel mozzo lascia stare, ho fatto da me"?

(aldone non t'incazzare, sto provocando! anche se personalmente preferisco la strada del recupero-rottami)

Anonimo ha detto...

scusate se dico una cosa che centra poco ma forse è il caso di dirla lo stesso:

visto la scarsità di materia prima io ho usato un mozzo da strada vecchio tipo e vi ho avvitato un pignone da pista che aveva il difetto di allentaresi anche con il metodo pettenella, cosi ciò messo il loctite forte, bhe non fatelo perche si mangia la filettatura e si svita lo stesso magari dopo un mese ma si svita (il mozzo era un campagnolo record)

Aldone ha detto...

Un conto è giocare coi rottami: è divertente, costa poco o nulla, da grandi soddisfazioni e si imparano un sacco di cose.
Un discorso molto diverso è costruire bici veloci in grado di percorrere centinaia, migliaia di chilometri, scattare, saltare, skiddare senza una prematura autodistruzione del mezzo.

slego ha detto...

quando vedo un mozzo miche, on-one o un bel campagnolo pista a flange alte mi commuovo. davvero mi piacciono tanto. ma non credo che si possa dire questa è una cosa seria, quella no. non sono d'accordo.

non si tratta di giocare con i rottami.
non è che il recupero sia un hobby fine a se stesso, divertente e nulla più.
il recupero è dimostrazione pratica e utile di quanto si possa fare con poco. e di come si possa avere una bici comunque solida e sicura semplicemente usando la testa e le mani.

son due strade, divverse e compatibili, tra le quali ognuno può scegliere la preferita, non la migliore. perché una non è migliore dell'altra. solo diversa.

Francesco ha detto...

ciao a tutti.se volete fissare il pignone anche con un mozzo normale basta avvitarci una ghiera di chiusura del movimento centrale, altro che pettenella, anche se girano nello stesso verso, ben avvitati, non si sviterano mai. Parola dei fratelli Neri, fra gli ultimi veri ciclisti di torino che purtroppo come tutte le belle cose sono destinati a finire e a chiudere a fine anno. colgo l'occasione per ringraziarli per l'aiuto fornitomi per realizzare la mia fissa che gira oramai da più di un anno per le strade di torino!
a risentirci.

Francesco. TORINO

Aldone ha detto...

x Slego
Il blog è sul ciclo, non sul riciclo

x Francesco
Prima o poi si svita, fidati, se sgommi cattivo prima o poi si svita
PS Mandami una mail

Andrea elMac ha detto...

Infatti il mio s'è fottuto il filetto a tentare di stringerlo "una volta per tutte". Per ora l'ho saldato e ci penso dopo le vacanze ma l'unica fissa di Toulouse ha disperatamente bisogno di un mozzo da pista vero. E non so dove trovarlo. Provero a chiedere alle squadre di ciclisti che ci sono in città di cui 2 o 3 fanno anche pista...chissà, secondo me mi mandano a passeggiare (come si dice in francia) ma tentar non nuoce!
Se qualcuno ha mozzi mi scriva!