venerdì, agosto 20, 2010

La morte del GOrilla


Visto oggi sul blog di Prolly http://prollyisnotprobably.com/2010/08/gorilla_is_dead.php, a quanto pare la ditta svizzera GOrilla ha fatto fallimento ed è un vero peccato, prima di tutto perchè erano veramente innovativi, facevano tutto o quasi nella nostra bella Italia e sponsorizzavano di brutto.
Ma sono morti.
Ieri parlavo con Piè di Le Shop e mi diceva che per l'anno prossimo, tutti, ma proprio tutti faranno fisse, per lo più robe becere con componenti a caso, ma costeranno poco; troppi giocatori in giro, e alla fine quelli che cadono sono quelli che più si sbattono per fare cose nuove; purtroppo per farle (creare prototipi, pagare riders, sponsorizzare eventi) ci vogliono soldi e i prodotti finiti vengono per forza di cose a costare un pochino di più.
L'utente medio però non vuole spendere, quindi meglio un prodotto generico di una ditta che non ha speso un soldo in ricerca e sviluppo, che non ha mai messo nulla come premi in un evento, che non ha mai speso un cazzo per spingere il movimento della fissa.
La prossima volta che dovete comprare qualcosa, guardate un po' chi sponsorizza alleycat e riders, chi innova e chi invece si limita a rimarchiare prodotti generici e fate la vostra scelta, rinunciate magari a qualche drink, ma comprate dalla persone giuste.

mercoledì, agosto 18, 2010

Ancora sui freni


Mi sembra che ci sia molta confusione sul fatto di andare su una bici a ruota fissa senza freni, chi dice che la fissa va usata senza freni per coerenza, estetica, perchè fa figo, perchè è più divertente, chi invece ritiene pazzia non montarne almeno uno, chi vorrebbe girare senza, ma non si fida, etc.
Tanto per incominciare già il termine "senza freni" non è corretto, il freno c'è, è la ruota fissa, la bici manca di freni meccanici comandati da leve, ma non è che sia preclusa ogni possibilità di fermarsi.
Ci si ferma eccome, MA:
- bisogna montare un qualche sistema che tenga i piedi attaccati ai pedali
- bisogna essere capaci
detto ciò, visto che si può agire solo sulla ruota posteriore, ovviamente gli spazi di frenata sono più lunghi rispetto ad una bici che può frenare entrambe le ruote, ma, se lo spazio di frenata fosse l'unico parametro da tenere in considerazione, allora dovremmo montare tutti una bella coppia di freni idraulici da DH su tutte le bici e rottamare tutti i vari frenini a pattino, spesso mal regolati o con leve sbagliate (da MTB per Vbrake che tirano caliper da corsa) o utilizzati su ruote prive di pista frenante.
Il mio consiglio se siete alla prima esperienza in fissa è montare il freno anteriore, anche tutti e due, ma per favore non rompete se gente, che va in giro in fissa da anni, gira senza leve meccaniche, perchè NON è pericoloso, basta essere capaci.

lunedì, agosto 16, 2010

Campionati del mondo di Hardcourt Bike Polo 2010


Si sono appena conclusi i campionati del mondo di Hardcourt Bike Polo a Berlino, hanno vinto i Beaver Boys di Milwaukee, secondi Machine Politics di Chicago, terza L'Equipe di Ginevra.
Primo team italiano Li Carbonari 29esimi de Roma, Riding in Circle Vicenza 30esimi, Malaforca Fano al 47 e Li Cardinal sempre Roma al 56.
Che messa giù così la 29esima posizione non sembra nulla di particolare, ma anche se è uno sport di supernicchia, son pur sempre i mondiali ed erano presenti i più agguerriti giocatori di polo del pianeta.
Se ci mettiamo che in Italia si gioca seriamente a polo da 2 anni scarsi, mentre all'estero lo si fa da molto di più, complimenti, anche a quelli come i Reparto Pista di Torino, Bike Pollo Catania e Milano Bike Polo che non qualificati ai campionato nazionali sono comunque andati a Berlino per il pretorneo di qualificazione e al contrario di RC non ce l'hanno fatta.
Tutti i risultati sul sito ufficiale:http://www.whbpc2010.org/

giovedì, agosto 12, 2010

Torino e gli skateparks



Grandi notizie ques'estate a Torino sul fronte degli skateparks, Valdo Fusi diventerà un paradiso dello skate e a Rivalta è appena stato ultimato il bellissimo Skateplaza che vedete in foto sotto (clickate per ingrandire)



Nella speranza che non facciano la fine della pool in Corso Vercelli dell'articolo qui sotto o del park in piazza Zara che 2 giorni fa era pieno di vetri rotti di bottiglia!



Foto e news prese da:
http://pmaticblog.blogspot.com/
http://treseicinquebmx.blogspot.com/

lunedì, agosto 09, 2010

Fissa, cambi, freni e contropedali


Spesso si sente chiedere, ma perchè la fissa? Non sarebbe più comodo un cambio, dei freni, anche un bel freno a contropedale.
La mia risposta è no, non è meglio, in città nulla batte una fissa, ma devo ammettere che ci sono molte situazioni in cui la fissa non è la bici ideale.
Tanto per incominciare dove ci sono molte salite e discese una qualunque bici monomarcia è decisamente svantaggiata rispetto ad una col cambio, cartamente si può fare anche mountainbiking in singlespeed, coi rapporti giusti si sale ovunque, ma poi si paga andando lentissimi in pianura.
Fin qui ovvio, ma visto che è tempo di vacanze ci sono altre situazioni in cui la fissa non è il massimo.
Premesso che su una fissa brakeless è d'obbigo la gabbietta o un qualunque sistema tenga i piedi attaccati al pedale, questi sono molto utili anche se si montano i freni.
Il che richiede l'utilizzo di calzature adeguate, a meno di essere dei fachiri, l'accoppiata infradito-gabbiette metalliche non è propriamente consigliata.
Quindi per una veloce pedalata fino alla spiaggia in ciabatte meglio dei bei pedali larghi in plastica e dei freni veri, magari a contropedale così si può bloccare la posteriore anche tenendo sottobraccio il materassino da spiaggia.
Se avete dei bimbi, niente di meglio di un bel giro col pupo sul seggiolino, ma ragazzi se pesa, l'accoppiata può facilmente superare i 20kg, anche su pendenze modeste un cambio con qualche rapporto può tornare utile specie su una bici con assetto da passeggio.
Poi ovvio se volete fare centinaia di chilometri in giro per l'Europa con una fissa senza freni invece di una più appropriata e comoda bici da viaggio, non è la scelta migliore, ma vi stimo e vi ammiro.
Ogni cosa al suo posto.

lunedì, agosto 02, 2010

Terrorismo


"Bollino nero" e "nuovo codice della strada" erano le parole che contraddistingevano l'esodo e controesodo dello scorso weekend, nessuno sano di mente, dopo aver letto un qualunque giornale o visto un TG si sarebbe messo in viaggio in auto.
Io, settimana scorsa, ero in vacanza con tutta la famiglia in riviera romagnola, sabato dovevamo rientrare, abbiamo pranzato tranquillamente e siamo partiti, all'ora che ci era più comoda, strasbattendocene delle partenza cosidette intelligenti, alla partenza il navigatore segnava le 17:50 come ora di arrivo, dopo 3 ore di viaggio ci siamo fermati per una pausa ed il navigatore segnava le 17:46, si, c'era traffico, c'erano un sacco di auto in strada, ma ci abbiamo messo il tempo che ci avremmo messo in qualunque altro periodo dell'anno, e nella direzione opposta non si è visto nessun particolare rallentamento od intoppo.
Nello stesso quotidiano in cui si terrorizzavano i vacanzieri c'era una recensione del libro di Bikesnob, che si concludeva col solito "da noi ci vorrebbero le ciclabili".
Ora, Bikesnob non è di Copenhagen o Amsterdam, vive a New York, di certo non uno dei posti migliori al mondo dove usare la bici, se la usa lui non vedo perchè non la si dovrebbe usare in Italia, equindi basta con questa cosa dichiarata o sottointesa che le bici in strada non si possono usare perchè troppo pericolose e solo su una ciclabile si può stare sicuri, la magior parte della gente che conosco che, in bici, è stata investita da un auto era su una ciclabile.
All'italiano medio piace essere terrorizzato, così ha una scusa per non fare un cazzo, si vedono surfisti su ogni pubblicità e poi quando c'è il mare un po' mosso tutti ad impedire ai propri figli di andare in acqua, le bici son fighe però meglio non usarle in città, è troppo pericoloso.
Vivere è pericoloso, c'è il rischio di morire.

venerdì, luglio 23, 2010

Innovazione


Mi piace quando vedo qualcuno che si sbatte a creare qualcosa di veramente innovativo, il marchio americano Milwaukee è ultimamente in cima alla lista delle mie personali preferenze.
L'ultimo nato è una forca da polo, spaziata 120mm, significa che per la ruota anteriore si usa una posteriore, col risultato di avere una bici con 2 ruote identiche ed intercambiabili.
Non è una novità in assoluto, l'aveva già fatto Surly anni fa col Pugsley, una MTB da trekking estremo, spaziata davanti e dietro 135mm.
Il Pug nasce per un utilizzo su lunghe distanza in terreni coperti di sabbia o neve, la possibilità che la sporcizia possa bloccare il meccanismo ci ruota libera ha fatto optare per questa soluzione.
Nel polo può capitare di rompere una ruota, avendole uguali, si può portarne una sola di ricambio, oppure usare quella rimasta buona nella posizione in cui si usa il freno e quella più conciata nell'altra.
Se avessi avuto questa forca e 2 ruote uguali avrei potuto continuare a giocare col freno quando ho storto la mia posteriore.
Il problema è che un mozzo posteriore costa e pesa di più di un anteriore, ma per avere una bici definitiva mi sembra una spesa accettabile.
Anche se la bici è sembre quella, c'è ancora molto spazio per innovare, basta avere voglia di farlo.

mercoledì, luglio 21, 2010

Seggiolini portabimbo #1


Parliamo un po' di seggiolini portabimbo.
Accessorio indispensabile o quasi se avete bambini piccoli, non è così facile scegliere quello giusto.
Innanzitutto perchè, al pari di molti accessori "da città" la maggior parte dei negozi specializzati in bici da corsa e/o mountainbike li snobbano e neppure li hanno disponibili.
Se li hanno, spesso hanno un solo modello, generico, alla richiesta di informazioni la rispostà è molto vaga perchè è un prodotto che non conoscono e non hanno interesse a vendere.
Spesso gli unici che si riescono a trovare sono fatti abbastanza male, seppur apparentemente con tutti i dovuti certificati a norma di legge a posto.
Come orientarsi per non fare errori che potrebbero causare proplemi al pupo e rendere l'utilizzo da scomodo ad un vero inferno?
Tanto per incominciare scordatevi di portare un pupo di pochi mesi in bici su un normale seggiolino, i neonati hano una muscolatura di collo e spalle poco sviluppata, di solito nei primi mesi di vita non riescono neppure a tenere la testa dritta, trasportarli su qualcosa che non sia una carrozzina o un seggolino a ovetto per utilizzo automobilistico significa rischiare che si facciano seriamente male, per cui se volete/dovete usare la bici l'unica soluzione valida è montare un ovetto per auto su una bici da carico o un carrello.
Quando il pargolo cresce ed è in grado di stare correttamente seduto si può passare ad un normale seggiolino da bici; ce ne sono di 2 tipi, anteriore e posteriore, il primo è valido fino a 14Kg di peso, il secondo fino ai 22kg.
Apparentemente quello anteriore è il migliore, il pupo si diverte guardandosi in giro, il genitore che pedala ha la creatura sotto gli occhi, ci sono però alcune grosse controindicazioni.
Prima di tutto davanti si prende un sacco di aria in faccia, insieme a polvere e moscerini, il consiglio è usare da subito un parabrezza, pena trovarsi il bimbo raffreddato ogni qual volta si prende la bici.
Il secondo è che se avete un figlio molta agitato guidare può diventrare da scomodo a quasi impossibile; già il peso concentrato sullo sterzo non facilita, ma se il passeggero inizia a dondolarsi a destra e sinistra, mettere le mani sul manubrio, sui freni e sul campanello, tanti auguri.
Anche se personalmente non ho avuto il problema mi hanno anche segnalato che in alcuni casi le gambette del bimbo possono essere schiacciate o comunque urtate girando il manubrio.
Il modello posteriore è decisamente più comodo e polivalente visto che lo usate fino ai 5-6 anni della creatura, la cosa sconvolgente è che buona parte dei modelli in circolazione sono per il pupo dannatamente scomodi, se vi capita fateci caso, moltissimi seggiolini si fissano troppo vicini alla sella, rimane poco spazio e il piccolo si ritrova incastrato tra sella e schienale con la faccia schiacciata sulla schiena o peggio il culo di chi pedala e non è un bello spettacolo.
Dopo varie ricerche il modello, secondo me, il migliore in assoluto sul mercato è l'Hamax Siesta posteriore.

lunedì, luglio 19, 2010

Il mondo è bello perchè è avariato

Quando 4 anni fa ho iniziato a scrivere questo blog non c'era quasi nulla in rete sulla fissa, ho seguito un insegnamento che mi è stato dato molto tempo fa: "scrivi quello che vorresti leggere" e così ho fatto.
Mi sono documentato, ho letto molto, certo il mio approccio ha dato fastidio a qualcuno, ma qualunque cosa tu faccia qualcuno ce l'avrà con te per cui poco importa.
Pensavo dopo 4 anni di aver scritto tutto o quasi quello che c'è da sapere e poi penso sempre che quando qualcuno si appassiona seriamente a qualcosa che non conosce abbia anche la voglia di documentarsi e conoscere.
Qualche giorno fa passo da Cycle Center e Ovidiu stava montando una fissa: il suo proprietario ha recuperato tutti i pezzi con estrema attenzione (la guarnitura l'ha fatta comprare da un amico a Londra) e poi ha portato il tutto in negozio per il montaggio, fin qui nulla di male, ha relativamente poco senso comprare tutti gli attrezzi se non lavori di continuo sulle bici e magari rischiare di fare dei casini , meglio affidarsi a chi lo fa di mestiere.
Il tipo sembrava piuttosto esperto, mountainbiker alla sua prima fissa, su un telaio bello cattivo da pista senza freni e senza possibilità di montarli, tra l'altro ha lasciato a casa la ruota anteriore per cui penso sia in auto o a piedi.
Saluto prima che la bici sia finita; dopo qualche giorno chiamo Ovidiu al telefono e mi racconta una storia a cui onestamente stento a credere, non fosse che chi me l'ha raccontata è assolutamente degno di fiducia.
Il tipo della bici dopo essere uscito col telaio in spalla ritorna dopo mezz'ora con la bici completata sempre in spalla e dice che il mozzo posteriore non funziona, dando mezza pedalata all'indietro non si blocca (!!!).
Ovidiu esterrefatto, gli spiega che è una fissa, non un contropedale e gli consiglia di andare molto piano per i primi tempi.
Dopo 2 giorni ancora il tipo ritorna, deve cambiare il rapporto, (un perfetto per iniziare 48-19), con uno più duro (!), perchè è andato a fare un giro in collina e frulla troppo in discesa.
Ora per chi non è di Torino, la collina, nonostante sia una collina, e non una vetta alpina, è piuttosto ripidina, sarò sega io, ma il 48-19 mi sembra già piuttosto impegnativo per salirla, non userei un 48-16 per andare a Superga, ma soprattutto, fino a ieri non confondevi la fissa col contropedale e ora scendi brakeless dal Pino?
Mah, morale: "il mondo è bello perchè è avariato"

giovedì, luglio 01, 2010

Le cavallette!!

Poche scuse, ultimamente sono un po' latitante, per mille motivi sono sempre superincasinato e non ho ne testa ne tempo di postare sul blog.
Un consiglio per chi è appena arrivato o frequenta da relativamente poco tempo, leggete un po' di vecchi post, in questi 4 anni ne ho scritti più 450, se avete dei dubbi sulla fissa, quasi sicuramente da qualche parte qui dentro c'è la risposta e non è male guardare e riguardare cosa succedeva nel mondo della fissa qualche anno fa.