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venerdì, agosto 30, 2013

In skate al lavoro



Ho scelto una pessima giornata per provare a venire al lavoro in skateboard, pioviggina e le strade sono bagnate.
Comunque …
Mi sono studiato bene il tragitto: in skate non posso fare le strada che percorro normalmente in bici, troppo pericolosa, ma allungando un po’ è quasi tutta ciclabile abbastanza bella, e infatti è andato tutto abbastanza bene fino all’ultimo tratto dove sia la strada che i marciapiedi sono in pessime condizioni tanto che per qualche decina di metri ho preferito semplicemente camminare.
Come previsto la cosa si può fare senza troppi problemi, i tempi rispetto alla bici si allungano notevolmente, secondo me bisogna calcolare di metterci circa il doppio del tempo.
Indispensabile, specie con clima infausto, un cambio completo in ufficio.
Perché usare lo skate invece della bici?

Un solo vantaggio, lo skate è più piccolo e lo metti dove vuoi, molto banalmente oggi ho usato la tavola perché al termine del lavoro mi passano a prendere in auto e la bici non avrei saputo dove metterla, quindi è valido solo in mix con auto/bus/treno/metro o per tragitti molto brevi, per il resto datemi una bici J

martedì, giugno 11, 2013

Al lavoro in bici: #4 – Considerazioni e psicologia

Non ne parla nessuno, ma arrivare al lavoro in bici, spostarsi a pedali è qualcosa che viene visto un modo ancora un po’ strano dalla maggior parte della popolazione.
Se ti presenti al lavoro in auto nessuno prenderà posizioni particolari su di te, è normale, ma in bici …
Ho iniziato il lavoro che attualmente svolgo lo scorso settembre e dal secondo giorno mi sono presentato in bicicletta.
Ovvio che come nuovo collega avevo tutti gli occhi puntato su di me, oltretutto la mia è una posizione completamente nuova, quindi c’erano molte aspettative (in buona parte sbagliate, ma questo è un altro discorso, interno all’azienda, che non ha nulla a che fare con la bici).
A meno che ci sia già altra gente che usa la bici, il ciclista viene visto non benissimo, nella migliore delle ipotesi l’arrivare in biciclette è considerato qualcosa di strano e buffo, probabilmente ci sarà un po’ di diffidenza.
Per quanto mi riguarda ho scoperto che alcuni colleghi erano preoccupati che io fossi un esaltato ecologista/animalista/contrario alle auto e alla tecnologia o cose del genere.
La cosa fondamentale è:
1-      Battersene di cosa pensano gli altri.
2-      Far continuamente passare il messaggio che l’uso della bici è assolutamente normale.
3-      Evitare, almeno all’inizio, di fare attivismo pro bici o cercare di fare proseliti tra i colleghi.
4-      Comportarsi in maniera inappuntabile al lavoro, non arrivare in ritardo, MAI
5-      Non ammalarsi

Vedrete che nel giro di qualche mese, dopo che tutti gli automobilisti saranno, prima o dopo, arrivati in ritardo per motivi di traffico, tranne voi, dopo che tutti si saranno ammalati, tranne voi, molti cambieranno punto di vista sull’uso della bicicletta.

mercoledì, giugno 05, 2013

Al lavoro in bici: #3 – La Bici

Solo al terzo punto viene la bici, perché ritengo che tutto calcolato non sia la cosa fondamentale.
Se dovete arrivare in giacca e cravatta, il capo ha il SUV, l’azienda è a 30Km da casa e ci si arriva solo passando dalla tangenziale, la bici non conta, andare al lavoro pedalando è semplicemente impossibile.
Se la ditta è a meno di 5km, tutti su comoda pista ciclabile, i colleghi si vestono in jeans e scarpe da ginnastica, anche una Graziella scassata con ruote da 20” è perfetta.
Ovviamente una bici veloce e comoda è meglio, non è detto che un mezzo sia per forza migliore di un altro, anzi uno dei punti fondamentali è che la bici che scegliete vi deve piacere, punto.
Giusto qualche consiglio.
La bici da corsa super performante che va tanto bene nel weekend potrebbe non essere la scelta migliore per uso quotidiano.
Se volete usare la bici tutti i giorni, accessori come luci e parafanghi sono indispensabili; gomme robuste e borse stagne molto utili.
Prima di impazzire alla ricerca della bici definitiva per utilizzo urbano, iniziate a usare quello che avete, solo percorrendo le strade cittadine potrete capire quale è la soluzione migliore.

(ps: la foto è stata scattata a Stoccarda, a qualche centinaio di metri dalla ditta per cui lavoro, da notare cosa  usano all’estero per andare al lavoro e soprattutto come legano le bici)

mercoledì, maggio 29, 2013

Al lavoro in bici: #2 - Percorsi

Google Maps è tuo amico.
Passare un po’ di tempo su Google Maps è un investimento, anche conoscendo le strade, c’è sempre qualcosa da imparare, ricordandosi che non sempre la strada più breve è la migliore.
Attualmente non esiste ancora in Italia l’opzione bicicletta sulla pianificazione percorsi, da preferirsi l’opzione a piedi su quella in auto che consente il passaggio in parchi e zone pedonali.
Quello che non si vede su Google Maps è la condizione dell’asfalto e del traffico, ma si trovano scorciatoie o passaggi che magari non si vedono facilmente, come stradine tra i campi vicine alle zone industriali.
Si può scoprire che la strada che si percorre di solito con l’auto non è la più corta, e che tagliando su un marciapiede si evita un pericoloso incrocio.
Se attraversare un parco cittadino può trasformare il viaggio verso il posto di lavoro in una simpatica scampagnata, il percorrere strade a scorrimento veloce lo fa diventare una pericolosa guerra contro il mondo.
Potrebbe essere conveniente trovare un paio di alternative al percorso classico da gestire in caso di meteo avverso o traffico particolarmente intenso.
Una volta scelta a tavolino la strada migliore, calcoliamo tempi e distanze.
In base ai chilometri ed al tempo necessario si deve aggiustare il materiale necessario, se per meno di 5 Km qualunque bici va bene e magari non si suda neanche, per 15 un mezzo serio e un cambio d’abiti è indispensabile.

Nulla vieta, se le distanze sono eccessive di cercare valide alternative: una cosa che da noi si usa poco, ma altrove è molto comune è l’accoppiata bici E mezzi pubblici, molto utili in questo caso possono risultare le bici pieghevoli.

lunedì, maggio 27, 2013

Al lavoro in bici: #1 - Pianificazione aziendale


Il primo punto da prendere in considerazione per iniziare ad andare al lavoro in bici è l’azienda in cui si lavora, ovvero: c’è un posto dove mettere la bici, dove cambiarsi, come mi devo/posso vestire, etc?
Prima di tutto: cosa me ne faccio della bici durante le ore di lavoro?
Legata ad un palo in mezzo alla strada per 8-9 ore tutti i giorni della settimana è decisamente a rischio furto, meglio cercarle un altro posto, se non è possibile portarla in ufficio (cosa piuttosto improbabile), magari si può trovarle una sistemazione in un magazzino, in un cortile interno, insomma in qualunque luogo che non sia in strada.
Attenzione alla scelta del luogo perché le prime volte la bici arriverà pulita al lavoro, ma capiterà di arrivare con il mezzo sporco e bagnato, meglio considerare l’ipotesi.
Fondamentale il vestiario: come ci si veste al lavoro?
Se è richiesta giacca e cravatta partiamo male.
In ogni caso torna comodo trovare, non solo un posto dove potersi cambiare, ma anche uno dove tenere un cambio, con un armadietto a disposizione si può, al limite portare al lavoro un po’ di indumenti puliti e cambiarsi ogni giorno senza trascinarsi il cambio nello zaino ogni santo giorno.
In caso di condizione meteo critiche avere al lavoro un cambio completo è quasi d’obbligo, mettete in conto che prima o poi arriverete bagnati fradici, quindi regolatevi di conseguenza, oltre a dove riporre i vestiti asciutti, iniziate a pensare anche a dove mettere ad asciugare quelli bagnati, e a come gestire l'agguato dell'odore "cane bagnato" conseguente a pedalata sotto la pioggia.
Last but not least: da non sottovalutare l’aspetto psicologico dall’arrivare al lavoro in bicicletta, qualcuno potrebbe prenderla “male”, considerarvi dei folli, pericolosi, etc.
Non è detto, ma mettete in conto che la cosa della bici potrebbe non piacere a capi e colleghi, ma di questo ne parliamo un’altra volta.

venerdì, aprile 26, 2013

L'ufficio perfetto

Questo, da quando ho cambiato lavoro a settembre, è il mio ufficio, no, non lavoro a casa, sono dipendente di una multinazionale americana, ma per fortuna ho un ufficio tutto mio, nessuno mi fa storie per come mi vesto o con che cosa vengo al lavoro.
La performance viene valutata su quello che faccio, come è giusto che sia, non su parametri che nulla hanno a che fare col lavoro.
Sono felice.

lunedì, gennaio 14, 2013

Abbigliamento


Se si vuole veramente usare la bici tutti i giorni la scelta dell’abbigliamento è fondamentale.
Parto da questa mail (un po’ tagliata) di Matteo:
“ … da lunedì la mia società ha deciso di cambiare la mia sede di lavoro. Il tragitto che solitamente compio in bici da casa passerà da 4.5 km a oltre 11, forse 12. … Hai dei consigli particolari per quanto riguarda l'abbigliamento da darmi? Nello specifico, trovo che i jeans, che uso spesso, non siano proprio comodissimi per andare in bici … Fortunatamente nella mia azienda non si bada tanto al vestiario, soprattutto perchè non abbiamo a che fare con il pubblico … “
Matteo centra in pieno 2 questioni fondamentali.
La prima è la dipendenza dal numero di chilometri da percorrere, la seconda è il tipo di abbigliamento richiesto sul posto di lavoro.
Sotto i 5 km, a meno di condizioni climatiche particolarmente avverse, qualunque cosa ci si metta addosso va bene.
L’unica accortezza è portare una maglietta/camicia di ricambio per il resto anche i jeans (che non sono in generale la soluzione migliore per l’attività sportiva) vanno bene.
Sopra i 10 km è un’altra storia.
5 Km, con un percorso scorrevole richiedono meno di 15 minuti, 10 Km attraversando il centro possono richiederne anche 45, con un dispendio di energie e una quantità di sudore ben superiore.
A questo punto i vestiti casual non vanno più bene, le opzioni sono 2: o vestirsi da ciclista e cambiarsi completamente in ufficio, o vestirsi il più sportivo possibile calcolando che buona parte dei vestiti arriveranno al lavoro bagnati/sudati e un cambio farà sempre comodo.
Sicuramente il punto fondamentale sono i pantaloni.
Eliminiamo i jeans che, a parte il materiale (cotone spesso) hanno delle fastidiose cuciture proprio nella parti più delicate che sfregano sul sellino e cerchiamo pantaloni da bici lunghi da commuting o al limite da freeride con colori umani, o anche da trekking, non il massimo per pedalare, ma di ottimo materiale che si asciuga in fretta e non si sporca troppo.
Qualunque sia la soluzione per il “fuori”, su percorrenze lunghe un pantaloncino con sottosella imbottito da ciclista diventa molto, molto utile.
Oltre al discorso comodità c’è anche quello performance, ovvero: se posso pedalare 5Km anche in ciabatte, per 10-15 usare delle scarpe da bici può far guadagnare tempo ed energie così come pantaloni di taglio giusto e non banalmente rimboccati per non incastrarli nella catena.
E qui torniamo alla situazione lavorativa: se ci si può cambiare in ufficio, se si possono mettere dei pantaloni spiegazzati dopo essere stati trasportati nello zaino senza che il capo ci guardi storto, allora usare la bici è uno spasso, io ad esempio ho un ufficio mio dove posso cambiarmi senza rotture di palle e nessuno in azienda bada all’abbigliamento, sicuramente un bel vantaggio.