lunedì, luglio 13, 2009

Messenger Bags


Spesso capita di dover trasportare delle cose in bici, a volte è più comodo evitare di montare portapacchi e cestini vari sul telaio e usare una borsa a tracolla o uno zainetto.
Piuttosto diffusa per l'utilizzo ciclistico è la borsa da messenger a tracolla anche se esistono modelli specifici per corrieri anche a zaino con 2 spallacci.
Qual'è il sistema più comodo?
Da poco avvicinatomi alla fissa volevo una tracolla da messenger, il modello più facile da reperire in Italia (nonchè l'unico qualche anno fa) era la Timbuk2.
Io sono sempre stato un po' maniaco su borse e zaini e la Timbuk2 mi ha subito lasciato un po' perplesso; bellissima all'interno con poche, ma utili tasche era in realtà piuttosto scomoda sulla schiena durante la pedalate, anche stringendo a morte le cinghie si muoveva sempre scivolando in basso e in avanti.
Inoltre lo spallaccio è poco imbottito, anche lo strap in opzione è veramente leggero e quando la borsa è veramente pesante la spalla inizia a lamentarsi.
Il vantaggio primario di una tracolla è che si può accedere al suo interno senza togliersi da borsa come si è invece obbligati con uno zaino, per un bike messenger che fa più consegne al giorno è una opzione utilissima, ma per un normale ciclista risulta abbastanza inutile.
Una borsa capiente a me personalmente serve per fare spesa o simili, ovvero partenza da casa, arrivo in negozio o equivalente, riempimento alla massima capienza della borsa e ritorno veloce in sede, per cui la mie bellissima Timbuk2 non andava bene.
Quindi ho preso uno zaino della Ortlieb, decisamente più comodo anche se, diciamolo, la messenger bag meno di tendenza sul mercato mondiale.
Lo zaino è dannatamente più comodo della tracolla, specie quando caricato con cose pesanti e rigide (la parte a contatto con la schiena della Timbuk2 è morbida mentre lo schienale dell'Ortlieb è rigido quindi se mettete una scatola quadrata di metallo vi distruggete con la prima e viaggiate tranquilli col secondo).
L'Ortlieb ha 2 grossi problemi: non ha tasche internamente e non ha fettucce, velcri etc all'esterno.
Il primo problema ho imparato a risolverlo legando chiavi etc. agli elastici dello schienale, il secondo è irrisolvibile.
Spesso capita di dover trasportare oggetti "fuori misura" come uno scatolone o una ruota di bici, nessun problema a legare ai vari cinghetti della Timbuk2 la roba, dramma con l'Ortlieb, se il materiale non stà nello zaino anche lasciandolo aperto non c'è verso di trasportarlo a meno di arrangiarsi con cordini e elastici vari.
Attualmente la borsa che mi capita di usare più spesso sulla fissa è il Dakine Heli Pro, uno zainetto compatto da snowboard che ho ormai da quasi 10 anni, il volume interno è perfetto per portarci attrezzi e poco altro, le cinghie esterne per trasporto di tavole e sci sono ideali per qualunque cosa (il portasci è ottimo per le mazze da polo).
Se dovessi scegliere una borsa oggi probabilmente prenderei la Bagaboo Workhorse, una delle poche messenger bag a tracolla cn l'opzione del secondo spallaccio per quando il peso è troppo per una sola spalla.

mercoledì, luglio 08, 2009

Benvenuto Robertino

Dalle 04:30 di questa mattina il team Bicifissa ha un nuovo componente, si chiama Roberto e pesa 3.520Kg, calcolato come ha scalciato per tutto il tempo che è stato nella pancia della mamma e come si muove ora non dovrebbe essere un grosso problema metterlo sui pedali entro breve (relativamente) tempo.

lunedì, luglio 06, 2009

Nuovi standards?


Se si capisce qualcosa di pezzi di bici e si vede come alcuni usano in modo aggressivo la fissa non ci vuole molto ad intuire che alcuni standard da pista sono semplicemente inadeguati all'utilizzo che ne facciamo.
Il primo standard inadeguato è il mozzo filettato che risale a più di un secolo fa ed è concepito per resistere alla sollecitazione della pedalata, peccato che noi skiddiamo sui mozzi filettati e la cosa non sarebbe prevista.
Si, c'è la ghiera, è vero ci sono mozzi bellissimi fatti con materiali eccellenti, ma è il sistema che non è giusto per sopportare sollecitazione nelle 2 direzioni.
Il secondo standard è quello delle pedivelle a perno quadro.
Il perno quadro è eccezionale, finchè si pedala non c'è nulla di meglio, ma se si inizia a saltare allora non va più bene, lo dimostrano diversi miei amici che hanno distrutto ben più di una guarnitura quadra saltano in MTB e John Prolly che ha negli ultimi mesi sfondato almeno 3 movimenti e 3 guarniture diverse.
Il terzo sono i classici telai da pista, ottimi per la pista, per girarci veloci in strada, ma non abbastanza resistenti per utilizzo pesante.
Se si usa la pista come fisse una BMX, ci vuole un telaio pensato come una BMX.
Il quarto sono i cerchi da 700c, tutti pensati per essere veloci e/o fighi, ma nessuno per sopportare realmente le botte, salti e atterraggi sporchi non solo del freestyle, ma anche dai vari ostacoli urbani come gradini, rotaie, tombini, pavè, ghiaia, etc.
Grazie a Stefano "Fixkin" il primo problema è risolto, niente di nuovo, i pignoni a 6 fori li facevano e vendevano almeno altre 2 persone online in USA e UK, ma Stefano è stato il PRIMO al mondo a fare da zero, e non convertendo un anteriore da MTB, un mozzo da pista spaziato 120mm per attacco disco a 6 fori ... ah ora lo fa anche Phil Wood e costa quasi il doppio.

lunedì, giugno 29, 2009

Torino come Copenhagen?

A Torino ci sono davvero tante bici sulle strade, nonostante questa sia "la città dell'auto (o forse lo era e ora non lo è più) è bello vedere sempre più gente sui pedali.
Sicuramente non è grazie alle ridicole strettissime e malcollegate ciclabiline, probabilmente hanno convinto più gente all'utilizzo della bici le folli tariffe di parcheggio a pagamento ovunque in città; così come l'assurda quantità di auto che genera un assurdo traffico per cui, per quanto si possa pedalare piano, spesso si è più veloci con una olandesina col cestino che con una Ferrari.
Continua ad esserci una scarsa cultura della bici, ovvio, dal momento che solo 3-4 anni fa incontrare una bici in strada era rarissimo, il torinese medio al massimo usava la bici la domenica pomeriggio nei parchi cittadini.
Tre anni va vedere una bici con un seggiolino portabimbo ai giardinetti era un evento, ora, fortunatamente è la norma.
In strada ci sono ovviamente i soliti scassoni da pochi euro spesso di dubbia provenienza, ma anche citybike da qualche centinaio di euro e si vedono spesso bici da corsa in acciaio belle datate coi manettini del cambio sul telaio rimesse a nuovo e "urbanizzate", magari con tanto di parafanghi e portapacchi; qualche fissa, qualche fintafissa col contropedale, insomma un po' di tutto.
Torino come Copenhagen?
No, non ancora, ma secondo me siamo sulla buona strada.

mercoledì, giugno 24, 2009

Bike polo Tournament

bike polo pipe gang from faso on Vimeo.

Video del torneo milanese.

lunedì, giugno 22, 2009

L'apoteosi del superfluo

La fissa urbana nasce come strumento estremamente essenziale, della serie, quello che non c'è non si può rompere.
La fissa è la bici del messenger che macina decine di chilometri al giorno, non ha tempo di regolare cambi e cavetti, non ha tempo di fermarsi, che il tempo è denaro.
La fissa esce dalla ristyretta cerchia dei messenger e diventa "mainstream", con le conversioni, coi telai da pista recuperati dalla polvere, le ruote a razze spaiate ... ma poi si innesca un meccanismo strano, la moda pretende che si montino componenti "di moda", non importa quanto costano, non importa se effettivamente servano oppure no, bisogna montarli, pena non essere un fissato serio.
E quindi ruote a profilo alto per tutti, non importa se costano un botto, servono a nulla, anzi.
La Sugino 75 a 450 euro completa non è un ottimo componente con un pessimo rapporto qualità prezzo (almeno in Italia), ma uno "status symbol" irrinunciabile.
Bisogna avere la ruota a razze, preferibilmente in carbonio, oppure no, tanto è solo per far scena.
Ok, è indubbiamente bello avere una bici montata da paura, ma quando leggo che uno DEVE montare un attacco manubrio Thompson da 100 euro e che un ottimo equivalente Truvativ non va bene perchè costa SOLO 25 euro c'è qualcosa che non funziona.
No, grazie non gioco a polo perchè poi mi si rovina la bici, non provo neppure un mezzo saltino che poi se cade per terra rovino le manopolo con le stelline, che son scomodissime, ma quanto sono stilose.
Scusate, questa non è la fissa di cui mi sono innamorato 3 anni fa.

mercoledì, giugno 17, 2009

Attrezzi per lockring


Finchè i mozzi da fissa sono fatti con pignone e ghiera avvitati e non si passa in blocco ad uno standard migliore, è indispensabile, nell'officina di un fissato serio, un attrezzo specifico per le ghiere.
Varie sono le opzioni.
La più semplice è utilizzare una chiave per ghiere dei movimenti centrali, facilmente reperibile ovunque; per ottenere i risultati migliori, dal momento che le ghiere in questione sono più grosse di quelle dei mozzi, è utile agire di lima per scavare le parte concava vicino al dente di aggancio.
Soluzione migliore è una chiave dedicata, non facile da trovare, la più comune, si fa per dire, è il combo chiave/frusta di Shimano, anche se il top pare essere la pinza Hozan.
Se avete letto il libro "Il messaggero" di Travis Culley sapete cos'è il Yojimbo's Garage, da sempre la mecca dei messenger di Chicago, pare che il proprietario Marcus si sia stufato di attrezzi inadeguati a lavorare sui lockring e abbia creato la pinza definitiva, il bello è che con poca spesa potete farvela da soli e smettere di usare martello e cacciavite sui vostri poveri mozzi.

lunedì, giugno 15, 2009

Torino Polo in trasferta a Milano


Io non c'ero, ma domenica scorsa i miei compagni torinesi di polo si sono ben comportati al torneo milanese, classificati quinti su 9 squadre, calcolato che in città sui gioca da solo 2 mesi un piazzamento niente male che fa ben sperare per il futuro.
Un po di foto su:

venerdì, giugno 12, 2009

Lucchettaggi folli 5


Dal Flickr di Prolly, fotografato a New York.
Complimentoni a chi a lucchettato questa bici!

martedì, giugno 09, 2009

E' bastato un cacciavite


Per aprire questo lucchetto.
Trovata su flickr; il proprietario ha dimenticato la combinazione, e ha usato un semplice cacciavite a taglio per far saltare la solidissima serratura!!