giovedì, settembre 05, 2013

Freni a disco?

La nuova moda dalla fiera di Eurobike sono i freni a disco sui modelli da corsa.
Ora io sono sempre stato un fautore dei freni a disco.
Se devo avere un freno su una bici voglio che freni e, secondo me i freni che equipaggiano le bici da corsa (e il 99% delle fisse frenate) non frenano.
Per frenare serve un Vbrake o un disco, punto.
In condizioni di meteo avverso un disco è decisamente un grosso vantaggio.
Meccanico ovviamente, che l’unico olio che voglio sulla mia bici è quello sulla catena.
Ma cosa hanno inventato di “nuovissimo” i costruttori di biciclette?
Il freno a disco!
Ragazzi che novità.
E’ da anni che si pensa di mettere i dischi sulle BDC, non l’ha fatto nessuno fino ad ora e oggi si sono svegliati tutti!
Ovviamente tutti freni idrauilici su bici da millemila euro.
Se fino a ieri avete detto che i dischi sulle bici da corsa non avevano senso che cosa è successo?
Per correre la bici deve pesare 6.7Kg.
Si può fare una bici che pesa 6.7 e costa una cifra normale o farne una che ne pesa 5 e costa una follia.
Meglio la seconda opzione che si guadagna di più.
Ma non ci posso correre, cazzo.
Allora ci aggiungo delle cose (batterie per il cambio elettronico, freni a disco) così sta nel peso.

E siamo tutti contenti di vedere grosse novità.

venerdì, agosto 30, 2013

In skate al lavoro



Ho scelto una pessima giornata per provare a venire al lavoro in skateboard, pioviggina e le strade sono bagnate.
Comunque …
Mi sono studiato bene il tragitto: in skate non posso fare le strada che percorro normalmente in bici, troppo pericolosa, ma allungando un po’ è quasi tutta ciclabile abbastanza bella, e infatti è andato tutto abbastanza bene fino all’ultimo tratto dove sia la strada che i marciapiedi sono in pessime condizioni tanto che per qualche decina di metri ho preferito semplicemente camminare.
Come previsto la cosa si può fare senza troppi problemi, i tempi rispetto alla bici si allungano notevolmente, secondo me bisogna calcolare di metterci circa il doppio del tempo.
Indispensabile, specie con clima infausto, un cambio completo in ufficio.
Perché usare lo skate invece della bici?

Un solo vantaggio, lo skate è più piccolo e lo metti dove vuoi, molto banalmente oggi ho usato la tavola perché al termine del lavoro mi passano a prendere in auto e la bici non avrei saputo dove metterla, quindi è valido solo in mix con auto/bus/treno/metro o per tragitti molto brevi, per il resto datemi una bici J

lunedì, agosto 19, 2013

Born to Run

E’ da un po’ che voglio scrivere di questo libro.
Born to Run è scritto da un giornalista appassionato di corsa, con un problema: “perché sono sempre infortunato? “
Perché quasi tutti quelli che corrono subiscono continui infortuni?
Parallelamente ad una avventura alla ricerca degli indiani Tarahumara, in grado di correre per giorni in semplici sandali e la storia di una folle competizione con i migliori specialisti di trail running sulle lunghe distanze e gli indiani stessi; l'autore dipana una inchiesta sulla corsa, tra antropologia, marketing, sport e biologia in cui, alla fine, l’uomo viene fuori come la macchina definitiva per la corsa creata dalla natura.
Meccanicamente parlando, la corsa dell’uomo è più efficace di quella di qualunque altro animale, nessuna creatura sul pianeta terra è capare di correre per ore e ore a velocità sostenute come può fare un essere umano.
Perché quindi, se siamo così perfetti, ci facciamo continuamente male correndo?
Perché non sappiamo più correre, perché ci ostiniamo ad usare scarpe superammortizzate e protettive che dovrebbero aiutarci e invece ci danno una falsa sensazione sull’appoggio del piede e ci portano a farci male.
Come combattiamo la cosa?
Comprando scarpe più costose e più ammortizzate che ci fanno sbagliare ancora di più.
E le aziende fanno soldi su questa cosa.
Invece dovremmo correre con sandali minimalisti o ancora meglio a piedi nudi e semplicemente ri imparare a correre.
Da quando ho letto la prima volta il libro un anno fa ho fatto molta attenzione a come corrono le persone ed in particolare i bambini (avendone 2 in casa mi è anche molto semplice).
Ebbene i bimbi sotto i 3-4 anni corrono appoggiando solo l’avampiede in modo perfetto, poi col passare del tempo disimparano, tanto che a 7-8 l’atterraggio col tallone lascia sulla sabbia bagnata una impronta più profonda rispetto all’avampiede (prove fatte coi miei 2 pupi quest’estate in spiaggia)
Che è quello che fanno tutti i Joggers adulti al parco.
Praticamente è maggiore l’impatto a terra (e la conseguente frenata) rispetto alla spinta propulsiva (!) con conseguenti traumi agli arti inferiori.
Che è la stessa cosa che succede nel mondo delle bici, mezzi sempre più leggeri, con più rapporti, maggior escursione degli ammortizzatori; risultato: siamo incapaci di pedalare decentemente e cosa facciamo?
Compriamo bici più leggere, con più rapporti e maggiori escursioni … che non servono ad un cazzo.
Vent’anni fa le salite del Tour si facevano con bici in acciaio e il downhill con bici da XC con forcella ad elastomeri da 5cm di escursione!
Ah, il libro c’è solo in lingua originale, sapete come la penso al proposito.

venerdì, agosto 09, 2013

Semplice

Ho scoperto cosa mi piace della fissa e cosa non mi piace della bici, cioè lo sapevo già, forse mi era meno chiaro.
Della fissa amo la semplicità, semplicità che viene prima ancora della bici.
Uso una fissa senza freni non perché faccia figo, lo ammetto il freno ho iniziato a non usarlo perché volevo un telaio da fissa puro, senza predisposizione per il freno, ma ora sinceramente faccio fatica a concepire una bici col freno (ce l’ho sull’Xtracycle, ma solo perché non posso farne a meno).
Come ho scritto 7 anni fa sulla presentazione del blog la vita è già troppo complicata di suo per incasinarsela ulteriormente con bici complesse.
Usando la bici tutti i giorni ho scoperto che non solo semplifica la vita, ma insegna che serve meno di quello che si pensava.
Ad esempio
“E se piove?”
Ti bagni, quindi? E’ acqua, non acido corrosivo, vai all’estero, e scopri che quando piove si bagnano e incredibilmente rimangono in vita, nonostante l’acqua.
Non solo non è indispensabile l’auto quando piove, non serve neppure una tuta da astronauta se sei in bici, ti serve solo una borsa stagna con dentro un cambio.
Idem per le scarpe, sono utili, ma se ne può fare a meno molto più di quanto si possa pensare, ma questa è un’altra storia.


mercoledì, agosto 07, 2013

Huston, abbiamo un problema

E’ da un po’ che ci penso: perché tutto considerato le bici non mi piacciono?
Qualche settimana fa leggo su FB che Yoda (se non sapete chi è documentatevi) sta vendendo il suo Pugsley, la voglio, oltretutto le misura di Yoda corrispondono esattamente alle mie.
Pensa, pensa e alla fine lascio perdere, in fondo non ho nessuna voglia di avere una MTB.
C’è qualcosa di sbagliato.
Perché, dopo averlo fatto per alcuni anni non ho nessun interesse a scendere dai sentieri in mountainbike. Perché dopo aver pensato e ripensato alla singlespeed in montagna quest’anno che ci sono i mondiali a 2 passi da casa non me ne importa nulla?
Se veramente mi piacciono le bici perché Giro e Tour mi fan cagare?
Perché non riesco ad entusiasmarmi a vedere imprese ciclistiche?
Perché non ho nessun interesse a tutinarmi nel weekend e a macinarmi un bel po’ di chilometri?
La conclusione è che la bicicletta non mi piace, forse non mi è mai piaciuta.
E dire che la uso praticamente tutti i giorni ed è ormai diventata una parte di me, cazzo non può non piacermi.
Il problema è che io vedo la bici come la semplificazione estrema di una parte della mia vita, mentre molto, quasi tutto quello che gira intorno alla bici è una aggiunta alla vita normale.
Ad esempio quando si decide una vacanza per tutta la famiglia (ovvero 4 persone) penso a qualcosa che possa piacere e divertire tutti, portare la mia bici per farmi i miei giri sarebbe uno sbattone in più che toglierebbe spazio agli altri componenti della famiglia (per la cronaca le bici dei bimbi le portiamo).
Come ho già scritto la bici è solo più un mezzo, non un fine.

Quindi come faccio a scrivere un blog di bici se le bici non mi piacciono (più)?

venerdì, luglio 12, 2013

30 Km/h

Tutti parlano di zona 30, ovvero di limitare il traffico nei centri urbani a 30Km all’ora.
E’ una cazzata.
Non ha senso.
30 Km all’ora controllati seriamente significa che in realtà per non rischiare multe bisogna andare a 25, ovvero alla velocità di una bicicletta spinta bene.
Calcolato che comunque, nonostante l’assurdo divieto, è necessario rispettare la segnaletica stradale E soprattutto fermarsi ai semafori rossi, ne consegue che la velocità media difficilmente potrà superare i 15Km/h, Un corridore a piedi piuttosto bravo è in grado, non dico di superarmi, ma sicuramente di starmi dietro.
Esclusi bimbi con le rotelle, quasi qualunque ciclista, più qualche skateboarder e diversi pattinatori, è in grado di andare alla stessa velocità, assurdo!
Con un limite a 30 Km/h persino moto e motorini non hanno senso; qualunque mezzo a motore da migliaia, decine di migliaia di euro non è più veloce di una bici da meno di 100 euro, ma vi sembra giusto?
Ma insomma come pensate di poter guadagnare dei soldi in questo modo?
Se non si vendono più auto, moto, benzina, assicurazione, bolli vari come facciamo a far girare l’economia?
Se la gente gira a piedi o in bici, chi va in palestra?
Se le strade sono sicure e i bimbi liberi di giocare e scorrazzare, chi compra videogames?
Chi passa le giornate davanti alle televisione?
Insomma, oltre alle auto si ferma anche l’economia del Paese!
Dobbiamo fermare a tutti i costi questa assurdità.


J

martedì, giugno 18, 2013

La data di scadenza delle nostre bici?


 Quando ho letto questo articolo su mtb forum sono rimasto un po’ perplesso
Sono pienamente d’accordo col sottotitolo “tutto si rompe (prima o poi)”.
L’ho scritto e riscritto su questo blog: la roba si rompe, personalmente da quando giro in fissa ho spaccato una pedivella, un cerchio e il carrello di una sella, più camere, copertoncini (uno aperto in skid con conseguente esplosione della camera e scintille del cerchio che raschiava sull’asfalto) e catene.
Ma quello che è scritto nell’articolo è inaccettabile, che un telaio duri 2-5 anni non va bene, specie si stiamo parlando di roba che costa 2 mila euro o giù di li.
La mia teoria è che siccome tutto si rompe è meglio spendere qualcosa in più per del materiale che duri una vita (o quasi).
Il bello della fissa è che c’è talmente poca roba che ben poco è a “rischio scadenza”, d’altra parte molti di noi viaggiano su telai e componenti che facilmente hanno più di vent’anni … in pratica ci sono fissati che girano su bici che hanno più anni di loro.
Quindi prendetevi la bici giusta, montatela bene e non preoccupatevi di dover cambiare nulla per i prossimi 20 anni e forse più J


giovedì, giugno 13, 2013

Big board Vs small board

Ho 2 tavole, entrambe Lush, una Kilima da 42” e una Tula da 29”, vecchie di qualche annetto, quale va meglio in città?
La Kilima è una drop through ( i trucks sono montati attraverso la tavola) da freeride lunga 44” montata con trucks invertiti da 190mm e ruote larghe e squadrate da 72mm x 52mm di contact patch e durezza 80A
La Tula è una cruiserino con la giusta quantità di kicktail lunga 29” montata trucks convenzionali da 125mm entrambe wedgeati e ruote da 62mm poco più di un paio di cm di contact patch e durezza 78A.
Il modo migliore di spostarsi in città, almeno la mia città è utilizzare al massimo le disastrate ed improvvisate piste ciclabili, insieme ad un bel po’ di marciapiede e ove possibile la strada.
Per questo sistema di spostamento le tavole devono essere molto valide in pushing, ovvero l’azione di spingere col piede dietro, per far questo, specie se non si è grandi skater, torna utile che la tavola sia bassa rispetto al terreno.
Da scariche la Kilima è più alta perché ha molto ponte, ma è anche più flessibile, con me sopra l’altezza dal suolo di entrambe le tavole è equivalente.
Il tavolone è ovviamente più stabile in spinta, ma pesa di più e le ruote larghe fanno molto attrito sull’asfalto, su una superficie perfetta l’agile e leggero cruiserino si spingerebbe forse anche meglio.
MA le strade non sono perfette, anzi, piene di buche, cambi di asfalto e disastri vari.
In queste condizioni la combinazione di dimensioni ed inerzia (e flex) permette alla Kilima di trasformarsi in un vero schiacciasassi (con la dovuta attenzione e velocità si attraversano anche le rotaie del tram).
In teoria il kicktail permetterebbe ad un rider esperto di saltare gli ostacoli, o quantomeno di alzare/alleggerire l’anteriore per facilitare il superamento degli stessi, ma in pratica quando ci si trova a dover passare su tratti lunghi metri di asfalto spaccato e pavè, risulta impossibile da utilizzare e in molte (troppe) condizioni le ruote da 62mm non ce la fanno a scorrere.
Dove la piccola Tula è vincente è nelle curve strette, praticamente gira in un francobollo, con in più la possibilità di eseguire, se necessario, kickturns, mentre il “barcone” Kilima è lento e ingombrante.
Chi vince?
Per andare da A a B, indubbiamente il tavolone da freeride è molto meglio, una distanza di 5Km in città si percorre agevolmente in 25 minuti senza sudare.
La tavoletta ha dalla sua le dimensioni, si può portare dappertutto, quindi la vedo meglio in combinata treno/auto/metro, per distanze più brevi.

In entrambe i casi sono necessarie un po’ di modifiche da effettuare nel prossimo futuro.

martedì, giugno 11, 2013

Al lavoro in bici: #4 – Considerazioni e psicologia

Non ne parla nessuno, ma arrivare al lavoro in bici, spostarsi a pedali è qualcosa che viene visto un modo ancora un po’ strano dalla maggior parte della popolazione.
Se ti presenti al lavoro in auto nessuno prenderà posizioni particolari su di te, è normale, ma in bici …
Ho iniziato il lavoro che attualmente svolgo lo scorso settembre e dal secondo giorno mi sono presentato in bicicletta.
Ovvio che come nuovo collega avevo tutti gli occhi puntato su di me, oltretutto la mia è una posizione completamente nuova, quindi c’erano molte aspettative (in buona parte sbagliate, ma questo è un altro discorso, interno all’azienda, che non ha nulla a che fare con la bici).
A meno che ci sia già altra gente che usa la bici, il ciclista viene visto non benissimo, nella migliore delle ipotesi l’arrivare in biciclette è considerato qualcosa di strano e buffo, probabilmente ci sarà un po’ di diffidenza.
Per quanto mi riguarda ho scoperto che alcuni colleghi erano preoccupati che io fossi un esaltato ecologista/animalista/contrario alle auto e alla tecnologia o cose del genere.
La cosa fondamentale è:
1-      Battersene di cosa pensano gli altri.
2-      Far continuamente passare il messaggio che l’uso della bici è assolutamente normale.
3-      Evitare, almeno all’inizio, di fare attivismo pro bici o cercare di fare proseliti tra i colleghi.
4-      Comportarsi in maniera inappuntabile al lavoro, non arrivare in ritardo, MAI
5-      Non ammalarsi

Vedrete che nel giro di qualche mese, dopo che tutti gli automobilisti saranno, prima o dopo, arrivati in ritardo per motivi di traffico, tranne voi, dopo che tutti si saranno ammalati, tranne voi, molti cambieranno punto di vista sull’uso della bicicletta.

venerdì, giugno 07, 2013

Usate lo skateboard

Lo dicono anche i politici, non sanno che lo skate per la legge italiana non può essere usato in strada, ma lo dicono lo stesso.
Cercando in rete si trova veramente poco, praticamente nulla, sull’utilizzo urbano dello skate come mezzo di trasporto.
Ovviamente ci sono innumerevoli informazioni sullo skate inteso come trick e freestyle, qualcosa come freeride e downhill, ma in urbano niente.
L’unico utilizzo da trasposto che si trova sono video di assurdi viaggi di centinaia di chilometri sulla tavola in giro per il mondo, affascinante, seppur completamente slegato dal contesto cittadino.
D’altra parte la situazione è la stessa con le bici, tante informazioni, tanti bei video di gare e competizioni, di trick e divertimento, ma sul commuting si trova poco e quello che si trova è più che altro politica sui vantaggi dell’utilizzo della bici etc.
Risultato: visto che non lo fa nessuno e non si trovano informazioni pare che la cosa non possa funzionare.
E invece no.
Su percorsi brevi, sotto i 5Km, penso che lo skate giusto abbia molto da dire.
Pensate solo quante volte, da automobilisti, siete stati costretti a parcheggiare a 1 Km dal luogo dove volevate andare.
O che la destinazione X non è servita da nessun mezzo pubblico, certo ci sarebbe la metro comoda e veloce, ma la stazione è a un paio di chilometri.
Oppure devi comprare una cosa al volo in un negozio che non è proprio sotto casa, ma a qualche isolato di distanza.

Nei primi casi trasportare la bici può essere da scomodo a impossibile, nell’ultimo, tra lega/slega uno sbattimento inutile.