mercoledì, febbraio 20, 2013

Bici da neve


L’idea era di scrivere un post sulla bici da neve perfetta.
Qualche giorno fa la mia si è comportata piuttosto bene, poi dopo praticamente un solo giorno la neve si è sciolta, ora pare che debba nevicare di nuovo a giorni, vedremo.
L’unico vero problema riscontrato durante il viaggio di ritorno dal lavoro è che arrivato a casa c’era talmente tanta neve impaccata sulle parti in movimento che le ruote quasi non giravano più.
C’è da dire che la luce tra telaio e ruote è veramente miserrima, o monto gomme più strette, o con le 35c su questo telaio lo spazio che rimane è veramente poco.
Quindi la bici da neve deve avere: ruote larghe, ampio spazio tra ruote e telaio, trasmissione semplice (che con tutta la neve mista ghiaccio impaccata sulla bici un cambio non avrebbe di sicuro funzionato), freni a disco (per avere dei frenini a pattino che non frenano, tanto vale fare senza), molto meglio pedali liberi (che con la neve il capitombolo arriva facilmente) anche se ovviamente col senza freni i piedi non possono far altro che stare attaccati ai pedali.
MA … in realtà ha poco senso ragionare su una bici che serve 2-3 giorni l’anno al massimo.
In realtà l’unica cosa che serve davvero se nevica seriamente (o peggio ancora se piove) è un cambio di vestiti (scarpe comprese), un posto dove cambiarsi arrivati a destinazione e un termosifone su cui fare asciugare tutto quanto, il resto è relativo.

venerdì, febbraio 15, 2013

Le auto non si vendono più


Stavo mettendo a posto un po’ di cartaccia in casa e mi sono ritrovato 2 prestigiosi giornali esteri che ho preso in aereo un paio di settimane fa.
In prima pagina 2 articoli, nel primo si scrive che praticamente tutte le case automobilistiche in Europa sono in passivo, ma il secondo è più interessante, racconta come i Francesi, ed in particolare i Parigini, non siano più interessati a comprare automobili, costano troppo e non servono a poco, molto più comodo ed economico spostarsi in metropolitana o in bicicletta.
L’auto per i giovani francesi non è più uno status symbol o l’oggetto del desiderio.
Io non sono mai stato contrario in assoluto all’auto, a volte serve, appunto a volte, non sempre e soprattutto non l’ultimo modello, tanto che l’auto sia nuova o vecchia, figa o modello base il traffico non fa distinzioni, blocca tutto allo stesso modo.
Quindi smettiamola di bruciare migliaia e migliaia di euro in auto, benzina ed assicurazioni e lamentarci che non ci sono soldi.
Ah, già che ci siete, imparate a leggere i giornali esteri che scrivono molte meno cazzate di quelli italiani.

giovedì, febbraio 14, 2013

Finalalleycat Torino 16/02/2013

Per il 5° anno consecutivo si ripropone l'appuntamento di metà febbraio dell'alleycat torinese.
Per tutte le info c'è il sito dei 10cento:


lunedì, febbraio 11, 2013

Nevica!

Questa mattina ho trovato delle tracce di bici sulle neve, proprio davanti a casa, le ho ritrovate sulla strada che faccio per arrivare in ufficio.
Alle tracce si sono ovviamente aggiunte le mie.
Non so se qualcun altro sia passato dopo, ma di “pazzi” sotto la neve in giro in bici questa mattina a Torino ce ne sono tanti.
Il problema adesso è: se continua a nevicare come sta facendo riuscirò a disseppellire la bici per tornare a casa?

mercoledì, febbraio 06, 2013

Nalgene


Mi è spesso capitato di vedere americani in giro per il mondo sempre con queste bottiglie dietro, per molto tempo ho pensato fosse piuttosto inutile, persino stupido, comprare una bottiglia di plastica, molto meglio comprare l’acqua già imbottigliata e gettare il contenitore dopo l’uso; decisamente più semplice.
Da qualche tempo in famiglia abbiamo smesso di comprare acqua in bottiglia e si è quindi venuta a creare l’esigenza di trovare contenitori adatti: resistenti, facili da pulire e che non trattenessero gli odori, impresa decisamente non semplice.
Così durante una trasferta lavorativa in Germania ho finalmente comprato una Nalgene, visto che in Italia non si trovano facilmente, mentre tutti i negozi di articoli sportivi a Stoccarda le hanno.
Ammetto che ho fatto fatica a spendere una decina di euro per una “banale” bottiglia di plastica, ma volevo provare se e quanto una Nalgene fosse meglio del resto.
Devo dire che effettivamente merita la spesa, dopo qualche mese praticamente senza lavarla, giusto una sciacquata prima di riempirla, non ha preso alcun odore anche riempiendola con liquidi diversi, oltretutto l’apertura gigantesca facilita la pulizia e l’asciugatura.
Certo esistono molte altre alternativa più economiche tipo le classiche borracce da bici che si possono trovare anche aggratis, ma fanno schifo, l’acqua sa di plastica e perdono, per cui se provate a metterle in uno zaino o in una borsa ve lo allagano.
La bottiglia Nalgene da un litro (1000 ml/32 oz) è grossa e cicciona, specie rispetto alle bottigliette usa e getta da mezzo litro, ma con le mie manone mi ci trovo benissimo e anche i miei bimbi non hanno alcuna difficoltà ad usarla.
Dal momento che servono 2 mani per aprirla non è certo la soluzione migliore per bere mentre si va in bici o si corre, ma da usare normalmente e da portarsi dietro per scuola/ufficio/palestra è perfetta.
Usare contenitori riutilizzabili invece di quelli usa e getta, e mi riferisco in particolare a bottiglie e sacchetti della spesa, è un passo importante per salvaguardare il pianeta, ma anche, molto più banalmente il proprio portafoglio, dal momento che spendere una volta 10 euro e portarsi dietro una comoda e indistruttibile Nalgene riempita da casa è dannatamente più economico che spendere continuamente 1 euro per comprare le bottigliette da mezzo litro quando si ha sete.

lunedì, febbraio 04, 2013

Accessori veramente utili


Cazzeggiando in rete ho finalmente trovato l’accessorio definitivo per il fissato urbano.
Per bottiglie da 500ml, giusto per la Weissbier.

mercoledì, gennaio 16, 2013

Wintergoldspints Torino 19 gennaio


Avete la fissa che fa tanto figo da usare e mostrare all’ora dell’aperitivo?
Passate il tempo su fixedforum a discutere quale sia il rapporto ideale per girare veloci a Torino?
Volete vedere se siete veramente capaci a pedalare, ma pensate che un’alleycat per le vie della città sia un po’ troppo pericolosa?
I goldsprint sono l’occasione ideale per fare tutto questo.
Comodi, in centro, sabato sera, e prima c’è pure da passare da Skateboarding’s Finest per scroccare una birra, che volete di più?

lunedì, gennaio 14, 2013

Abbigliamento


Se si vuole veramente usare la bici tutti i giorni la scelta dell’abbigliamento è fondamentale.
Parto da questa mail (un po’ tagliata) di Matteo:
“ … da lunedì la mia società ha deciso di cambiare la mia sede di lavoro. Il tragitto che solitamente compio in bici da casa passerà da 4.5 km a oltre 11, forse 12. … Hai dei consigli particolari per quanto riguarda l'abbigliamento da darmi? Nello specifico, trovo che i jeans, che uso spesso, non siano proprio comodissimi per andare in bici … Fortunatamente nella mia azienda non si bada tanto al vestiario, soprattutto perchè non abbiamo a che fare con il pubblico … “
Matteo centra in pieno 2 questioni fondamentali.
La prima è la dipendenza dal numero di chilometri da percorrere, la seconda è il tipo di abbigliamento richiesto sul posto di lavoro.
Sotto i 5 km, a meno di condizioni climatiche particolarmente avverse, qualunque cosa ci si metta addosso va bene.
L’unica accortezza è portare una maglietta/camicia di ricambio per il resto anche i jeans (che non sono in generale la soluzione migliore per l’attività sportiva) vanno bene.
Sopra i 10 km è un’altra storia.
5 Km, con un percorso scorrevole richiedono meno di 15 minuti, 10 Km attraversando il centro possono richiederne anche 45, con un dispendio di energie e una quantità di sudore ben superiore.
A questo punto i vestiti casual non vanno più bene, le opzioni sono 2: o vestirsi da ciclista e cambiarsi completamente in ufficio, o vestirsi il più sportivo possibile calcolando che buona parte dei vestiti arriveranno al lavoro bagnati/sudati e un cambio farà sempre comodo.
Sicuramente il punto fondamentale sono i pantaloni.
Eliminiamo i jeans che, a parte il materiale (cotone spesso) hanno delle fastidiose cuciture proprio nella parti più delicate che sfregano sul sellino e cerchiamo pantaloni da bici lunghi da commuting o al limite da freeride con colori umani, o anche da trekking, non il massimo per pedalare, ma di ottimo materiale che si asciuga in fretta e non si sporca troppo.
Qualunque sia la soluzione per il “fuori”, su percorrenze lunghe un pantaloncino con sottosella imbottito da ciclista diventa molto, molto utile.
Oltre al discorso comodità c’è anche quello performance, ovvero: se posso pedalare 5Km anche in ciabatte, per 10-15 usare delle scarpe da bici può far guadagnare tempo ed energie così come pantaloni di taglio giusto e non banalmente rimboccati per non incastrarli nella catena.
E qui torniamo alla situazione lavorativa: se ci si può cambiare in ufficio, se si possono mettere dei pantaloni spiegazzati dopo essere stati trasportati nello zaino senza che il capo ci guardi storto, allora usare la bici è uno spasso, io ad esempio ho un ufficio mio dove posso cambiarmi senza rotture di palle e nessuno in azienda bada all’abbigliamento, sicuramente un bel vantaggio.

lunedì, gennaio 07, 2013

Rotture


Era giusto da un bel po’ di tempo che non rompevo nulla in bici.
Ieri esco coi piccoli, salgo in sella e … “sdleng”, sento un pezzo di metallo cade a terra.
Si è tranciato il telaio della sella.
Poco male, è una sella che ho praticamente trovato a gratis, la uso da anni e con le intemperie si stava anche scollando il rivestimento.
Finito il giretto in pochi minuti l’ho sostituita con un’altra che avevo in cantina.
Tanto per ricordare che le cose si rompono e. se si usa seriamente la bici, prima o poi. qualche pezzo bisogna per forza cambiarlo.

giovedì, gennaio 03, 2013

X Anni di Fissa

Ormai è un bel po’ di tempo che uso la fissa, quanti anni sono? Ben 7.
Si dice che per il matrimonio ci sia la crisi del settimo anno, per certi versi la crisi c’è già stata quest’anno.
Tra casini e impegni differenti praticamente non ho frequentato un solo “appuntamento/evento”, non ho seguito le novità, non ho scritto di bici fighe, ho tutto calcolato scritto poco di fissa.
In compenso l’ho usata più quest’anno di molti altri anni in passato.
La bici è diventata per me, più che una passione, un “normale” mezzo di trasporto.
Quando hai una passione la tua giornata è finalizzata a quella, quando quella cosa fa normalmente parte della tua vita è tutto diverso, per quanto continui a piacerti tantissimo, non la devi “cercare” ce l’hai già.
La fissa non è più il fine ultimo.
E’ un mezzo, spesso è il punto di partenza, come ho detto ormai non è più il punto di arrivo.
Questo è il senso della foto di questo post, la bici in questione è quella disegnata, costruita e venduta dai fratelli Wright nel loro negozio di biciclette.
Questa bici è un passaggio importante per la storia dell’uomo, senza di essa i fratelli non avrebbero sviluppato le conoscenze di meccanica che li hanno portati a costruire e a far volare il primo aeroplano della storia.
Senza la bici, quella bici la storia sarebbe un po’ diversa.